Agostini (DS): «La mancanza di rispetto sta per diventare un partito?»


«Questo marzo 2001, lo vivo con paura -scrive in una una lettera aperta la consigliera dei DS Susanna Agostini- Ho paura come persona, come madre, donna, elettrice della Sinistra. Sento che sta pervadendo la società un’unica, grande filosofia. Quella della nuova destra. Una mentalità, una forma culturale, un’abitudine a valutare le cose, i fatti, che, al di là delle posizioni dei singoli Partiti, sta minacciando la qualità della nostra vita. Donne e uomini hanno voluto l’Italia come Paese civile. Un Paese dove culture tra loro differenti hanno saputo confrontarsi ed incontrarsi. Persone e società migliorano e crescono assieme nella variegata complessità. Ogni giorno drammatiche notizie di quotidiana violenza fanno eco ad una diffusa disinformazione. I contenuti dei valori affettivi, del volersi bene, essere solidali gli uni con gli altri, sono assenti dei mass-media. E’ diventato troppo facile offendere, anche il dolore. Si diventa famosi ad uccidere i valori più alti. Lo ha ben compreso Pannella, che va in TV quando promette di uccidere il Presidente della Repubblica! I nostri figli, “i giovani under 35”, non hanno modelli che li rendano felici.Nessuno chiede loro di rispondere alla domanda più semplice: “come stai”? La difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro allontana nel tempo la possibilità di farsi una famiglia. Con la gioia e le responsabilità che questo comporta. Responsabilità individuale, ma anche collettiva. Quel senso di responsabilità che ha portato molti di noi, oggi quasi cinquantenni, a lavorare fin da giovanissimi, o a studiare con entusiasmo, con la voglia, poi, di poter dare di più, a noi stessi e alla società tutta. Non possiamo continuare a farci prendere in giro da giganteschi cartelloni pubblicitari che offendono la nostra quotidiana disponibilità alla comunicazione politica. Per non parlare della violazione del diritto alla autodeterminazione. Di ciò che più può sconvolgere il presente ed il futuro di un individuo di genere femminile. Una gravidanza, una nascita. Una maternità. Ecco, cari militanti della nuova destra, spero proprio che non riuscirete a convincere nessuna e nessuno. Perché così, cercando di rimettere in discussione la legge 194, si manca di rispetto alle donne. La maternità è una scelta. Per questo, nella stessa legge 194, tanto si parla di educazione sessuale. Nella scuola, nella società. Riuscire ad avere un comportamento sessuale che rispetti il patner. Educare con amore per crescere culturalmente con il rispetto verso se stesso e gli altri. Non credo che questo tentativo di dividere il fronte a difesa della legge 194 possa essere intaccato con il facile gioco delle provocazioni. I dolori grandi, forti, indimenticabili, che una gravidanza interrotta porta con sé, chi specula politicamente non li proverà mai. Donne e uomini di buona volontà restano uniti contro la superficialità di chi, come il Cavaliere, può parlare di tutto, tanto non pagherà mai di persona. Un augurio solo. Che la totale mancanza di rispetto non sia già oggi un Partito».

Redazione Nove da Firenze