Il Giornale della Toscana: "La Regione toglie soldi alla sanità ma finanzia il teatro per la salute"


Nell'articolo odierno a firma di Mario Giordano si legge che facendo i conti, si arriva a concludere che la Regione spenderebbe poche lire (addirittura 16mila per edificio) nella tutela di un patrimonio architettonico delle dimensioni di quello toscano.
"La delibera n. 2305 e' solo una tessera del ben piu' ampio mosaico del finanziamento dei beni e delle attivita' culturali - rispondono dall'Ufficio stampa regionale- Vi trovano posto infatti soltanto i progetti definiti "d'interesse regionale". Ci sono poi gli stanziamenti finanziari alle Province, gli investimenti nei beni culturali (dai restauri alle conservazioni del patrimonio), il sostegno alle grandi istituzioni culturali regionali (dal Teatro Comunale all'Accademia della Crusca e all'Accademia dei Georgofili) e soprattutto i 165 miliardi frutto dell'accordo quadro Regione-Ministero siglato il 16 dicembre scorso, che consentiranno di realizzare 60 interventi di restauro e valorizzazione di castelli e chiese, biblioteche e teatri, musei e parchi archeologici. Quindi non e' vero che "per l'intero patrimonio architettonico della Toscana si spendono 240 milioni", come asserisce Giordano.
Venendo poi alle tesi sostenute nell'articolo, bisogna sottolineare che la delibera n. 2305 comprende tre tipologie di interventi di sostegno.
Innanzi tutto in favore di quelle iniziative che affrontano il problema della multiculturalita', fenomeno largamente diffuso in Toscana e che non puo' essere ignorato: il sostegno a questo tipo di interventi risponde espressamente ad una linea di politica culturale del governo regionale.
Quindi in favore di musei, biblioteche, cinema, teatro e danza: tutte attivita' largamente diffuse in una regione come la Toscana, che tradizionalmente esprime una ricchezza di iniziative diffuse sul territorio.
Infine in favore di quelle iniziative culturali che si prestano ad attivare programmi di promozione della salute. In quest'ultimo caso non e' vero, come asserisce Giordano, che si tolgono soldi anche alla sanità. Si tratta invece di risorse che lo Stato mette a disposizione delle Regioni e vincola proprio ad iniziative di promozione della salute. Promuovere la salute, come non puo' non sapere Giordano che e' cosi' sensibile anche agli accenti, non significa prestare assistenza, ma diffondere tra i cittadini un'educazione alla salute per favorire la prevenzione rispetto alla cura.
Queste precisazioni sono dovute perche' i lettori de Il Giornale della Toscana abbiano quell'informazione completa che il pur ampio articolo di Giordano non ha loro garantito. Riguardo poi al modo in cui l'articolo e' stato presentato in prima pagina, al messaggio ambiguo e potenzialmente lesivo dell'onorabilita' degli organi regionali che il titolo contiene, gli uffici della giunta stanno valutando se sussistano i presupposti per intraprendere iniziative legali a salvaguardia dell'istituzione".

Redazione Nove da Firenze