Tutti prosciolti perché il fatto non sussiste


Per le accuse di tentata epidemia, rifiuto d'atti d'ufficio, lesioni personali gravissime, falso e truffa pluriaggravata. Si conclude così la vicenda giudiziaria del Centro florence diretto dal professor Luca Mencaglia che esplose nel novembre 1997 con una raffica di arresti. Il centro era stato coinvolto in una inchiesta dei carabinieri del Nucleo anti sofisticazione, coordinati dal pubblico ministero Emma Cosentino, in merito a presunte irregolarità nelle forniture di seme a strutture per la fecondazione assistita . Ieri il giudice per le indagini prelimiari Antonio Banci ha prosciolto gli imputati da tutte le accuse rinviando gli atti al pm per eventuali altre ipotesi di falso diverse da quelle contestate nella richiesta di rinvio a giudizio.
"In mancanza di una legge di regolamentazione della materia, l'intervento della Procura di Firenze appare non prescindere da una posizione etica sulla fattibilita della fecondazione artificiale. Da cio la difficolta nell'inchiesta sul Centro Florence di configurare un reato perseguibile: all'inizio l'ipotesi di epidemia, ora forse la lesione colposa, ancorche sia dimostrato che l'epatite C non si trasmette attraverso il seme. Anche la tesi che i medici abbiano falsificato i documenti del donatore malato appare poco verosimile se si pensa al potenziale bacino di donatori che la clinica fiorentina aveva a disposizione" dichiarava nel dicembre 1998 a NOVE il professor Giovanni Marello, dell'Istituto di Medicina legale dell'Universita di Firenze, consulente medico legale della difesa. E allora come si spiega la polemica violentissima intorno alla vicenda? "Bisogna partire proprio dalla polemica. Negli ultimi mesi, in ambito politico e in corso un dibattito in vista della legge di regolamentazione. Il parlamento e diviso su molte questioni, ad esempio sul rilievo da dare alla fecondazione omologa e a quella eterologa. In questa situazione la vicenda del Centro Florence, l'appello del NAS dell'Arma dei Carabinierilanciato dalle emittenti nazionali, ha fatto piacere a molti. Ma credo sinceramente si sia scambiato una visione etica, rispettabilissima ma del tutto soggettiva, col diritto penale, che e altra cosa. Sta di fatto che la clinica, comunque si concluda la vicenda giudiziaria ha ricevuto un notevole danno a causa del polverone sollevato da una campagna di stampa di tono scandalistico".

Redazione Nove da Firenze