76° anniversario del bombardamento del 25 settembre 1943

La commemorazione delle vittime al Campo di Marte. Ieri sera la solita provocazione di Casapound


Solenne commemorazione del 76° anniversario del bombardamento della stazione di Campo di Marte, avvenuto il 25 settembre 1943. Questa mattina in via Mannelli, angolo via Frà Paolo Sarpi, dove è stata sistemata una lapide che ricorda i 215 civili morti in quel giorno, si è svolta la cerimonia, presente il Gonfalone del Comune di Firenze col presidente del Consiglio comunale Luca Milani, le autorità cittadine, le autorità militari, civili, associazioni partigiane e della Resistenza e numerose classi delle scuole superiori fiorentine. Il presidente Luca Milani ha deposto una corona per commemorare le vittime e ricordare quel tragico evento che causò moltissimi lutti tra la popolazione civile ed ingenti danni.

Il bombardamento, a causa di uno stormo di 36 aerei Wellington inglesi, mirava all'importante nodo ferroviario della stazione di Campo di Marte, invece nessuna bomba cadde sul fascio ferroviario causando così la perdita di centinaia di vite civili e pesanti devastazioni nelle zone adiacenti la ferrovia.

Nella serata di ieri, CasaPound Firenze ha ricordato "a suo modo" i 215 civili uccisi, lanciando in aria lanterne volanti in via Mannelli. “Abbiamo voluto celebrare il 76° anniversario del bombardamento”, dichiara Saverio Di Giulio Responsabile di CasaPound Firenze, “per commemorare le vittime di uno dei primi bombardamenti “punitivi” americani. Vittime etichettate, negli anni più recenti, con l’ipocrita termine di danni collaterali” “Non ci sono dubbi che si trattasse di un bombardamento punitivo”, prosegue Di Giulio, “perché quel 25 settembre la visibilità era perfetta e la stazione di Campo di Marte, obiettivo dichiarato dei bombardieri, era perfettamente individuabile. Quindi lo sgancio di interi grappoli di bombe così fuori bersaglio fu semplicemente un atto voluto e criminale che fece strage di innocenti, comprese decine di bambini che non riuscirono a riparare nei rifugi. Insomma, fu un classico esempio di terrorismo statunitense attraverso i cieli, una pratica che nei 76 anni successivi abbiamo potuto osservare tristemente in ogni intervento bellico americano ai quattro angoli del mondo”. “Da notare, poi”, conclude il Responsabile di CPI Firenze, “come la commemorazione da parte istituzioni e forze politiche sia ogni anno sempre più in sordina rispetto ad altre stragi che hanno colpito il nostro territorio nel corso del secondo conflitto bellico. Una sordina che si affianca alla cosciente omissione di specificare i colpevoli di questo eccidio. Proprio come sulla lapide posta sull'edificio in via Mannelli che tralascia volutamente la nazionalità degli ordigni, quasi che i 215 caduti incolpevoli fossero morti per mano ignota”.

Redazione Nove da Firenze