67° Festival dei Popoli: il potere del cinema del reale

​Storie di resistenza, pioniere da Oscar e viaggi nel tempo

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
02 novembre 2026 14:29
67° Festival dei Popoli: il potere del cinema del reale

Come fa il cinema documentario a raccontare il mondo reale con un'incisività che la finzione stenta a eguagliare? La risposta risiede in un'etica dello sguardo: nell'aderenza ai corpi, nella pazienza dell'ascolto e nella capacità di rintracciare l'universale nei dettagli apparentemente marginali. Il 67° Festival dei Popoli di Firenze si conferma la piazza ideale per sviscerare questo dilemma, trasformando le sale cittadine in un laboratorio vivente dove il racconto del reale diventa strumento di decodifica sociale. Tra pioniere da Premio Oscar, opere prime dal profondo valore politico e narrazioni che riaprono le ferite della memoria collettiva, la selezione di quest'anno non si limita a mostrare il presente, ma ci offre una bussola critica per abitarlo con maggiore consapevolezza.

La storia del documentario contemporaneo passa inevitabilmente attraverso l'opera di Barbara Kopple. Unica regista nella storia del cinema ad aver vinto due volte il Premio Oscar al miglior documentario, Kopple ha segnato una pietra miliare imprescindibile essendo stata la prima donna ad aggiudicarsi la statuetta per un lungometraggio. A cinquant'anni dal suo esordio, il festival le rende omaggio al Cinema La Compagnia (martedì 3 novembre alle ore 21:00) con la proiezione della versione restaurata del suo capolavoro, Harlan County, U.S.A. (1976).

Il film sviscera l'estenuante sciopero dei minatori della Brookside Mine, nel sud-est del Kentucky, scaturito dal rifiuto della Duke Power Company di firmare il contratto di lavoro dopo la sindacalizzazione dei lavoratori. In un crescendo di intimidazioni e violenza, l'opera documenta la svolta determinante impressa dalle mogli dei minatori, scese coraggiosamente nei picchetti per sfidare sceriffi complici e crumiri. Per l'occasione, la regista riceve il Women Trailblazers in Documentary Cinema Award, conferito in collaborazione con Calliope Arts Foundation. Il percorso di Kopple prosegue poi con la presentazione al Cinema La Compagnia (mercoledì 4 novembre alle ore 17:00) di un talk attorno a Union Town, il suo ultimo lavoro — già applaudito alla Mostra del Cinema di Venezia — focalizzato sui processi di sindacalizzazione di rider e lavoratori della logistica nella New York contemporanea.

Approfondimenti

Dal racconto corale dei diritti del lavoro ci spostiamo verso la dimensione intima della resistenza individuale. Nel concorso internazionale del festival spicca FOR LIFE, opera prima del regista turco Ahmet Seven, che affronta la complessità del conflitto palestinese da una prospettiva inedita e profondamente umana.

Al centro della narrazione c'è Hind, una donna palestinese il cui marito sta scontando la pena dell'ergastolo all'interno di un carcere israeliano. Animata dall'irrinunciabile desiderio di maternità, Hind progetta di contrabbandare segretamente il seme del coniuge fuori dalle mura dell'istituto di pena. Attraverso una regia attenta ai gesti quotidiani e alle sospensioni emotive, il documentario mostra come un'aspirazione strettamente personale possa trasfigurarsi in un silenzioso ma dirompente atto di resistenza politica ed esistenziale contro l'isolamento coatto e le barriere dell'occupazione.

Se il corpo di una donna può farsi presidio di resistenza nel presente, la rinegoziazione degli spazi della memoria richiede un atto critico altrettanto radicale sul passato. Questo snodo fondamentale trova voce nel lavoro del maestro etiope Haile Gerima, che presenta al Cinema Astra (martedì 3 novembre alle ore 17:00) Invasion, secondo capitolo dell'opera monumentale Black Lions – Roman Wolves, dedicata alla resistenza etiope contro l'aggressione fascista del 1935.

Gerima non si limita alla rievocazione storiografica: riapre una ferita rimuovendo la polvere dai rimossi dell'imperialismo italiano. La necessità di affrontare la memoria coloniale travalica lo schermo e si fa dibattito pubblico: alle 19:30, presso lo spazio The Recovery Plan (in via Santa Reparata 19R), il regista dialoga con lo storico Uoldelul Chelati Dirar. Nel medesimo contesto viene inaugurata la mostra Clouds over Ethiopia, curata da Black History Month Florence in collaborazione con il Festival dei Popoli. Portare queste riflessioni al di fuori della sala rappresenta un'operazione per decostruire le amnesie collettive dell'Europa post-coloniale.

Dalla decolonizzazione della storia alla decolonizzazione dei luoghi: l'indagine sulle trasformazioni del territorio trova un punto di svolta nel documentario The Siege of Paradise dell'irlandese Gar O'Rourke (in programma martedì 3 novembre alle ore 21:30 al Cinema Astra).

Ambientato nelle Cinque Terre, il film mette a nudo una spaccatura stridente: la quotidianità fragile e stanziale di meno di 3.000 residenti schiacciata dall'impatto estivo di milioni di visitatori. O'Rourke evita la superficie dell'inchiesta turistica per interrogarsi sulle conseguenze materiali dell'overtourism e della voracità estetica dei social media. Tra Instagram e TikTok, i borghi liguri vengono mercificati e ridotti a mere scenografie digitali, deprivando le comunità locali della propria identità e trasformando luoghi di vita in parchi a tema ad uso e consumo del turismo di massa.

L'esperienza del festival si arricchisce con la riflessione teorica grazie alla masterclass del regista e storico Mark Cousins. Martedì 3 novembre alle ore 10:00 presso il Cinema Astra, Cousins guida il pubblico nell'incontro "Dieci momenti memorabili nella storia del cinema documentario", una lezione di visione per comprendere l'evoluzione del racconto del reale.

La programmazione offre inoltre una selezione articolata tra diplomazia, ambiente e storie on the road:

  • The Helsinki Effect di Arthur Franck (Sezione Visioni d'Europa, martedì 3 novembre ore 17:00 al Cinema La Compagnia): Realizzato con l'European University Institute, ripercorre la Conferenza di Helsinki del 1975, vertice diplomatico che ridefinì gli equilibri della Guerra Fredda.
  • Schiuma di mondi di Anna Marziano (Concorso Italiano, martedì 3 novembre ore 19:30 al Cinema Astra): Un'esplorazione intima sulla vita di un'avvocata e madre single nell'isola di Sant'Erasmo a Venezia, in bilico tra impegni genitoriali, professione e fragilità ecologica della laguna.
  • Summer drift di Céline Carridroit e Aline Suter (Concorso Internazionale, martedì 3 novembre ore 15:00 al Cinema La Compagnia): Una narrazione delicata su una vacanza mancata e sul vagabondare a bordo di un vecchio Maggiolino Volkswagen.

Il 67° Festival dei Popoli ribadisce che la cinepresa può ancora farsi strumento politico e umano, capace di orientarci nel presente attraverso lo sguardo di chi documenta le trasformazioni e resiste ai margini.

Informazioni pratiche

 Le proiezioni e gli eventi si tengono a Firenze presso il Cinema La Compagnia e il Cinema Astra. Biglietto unico pomeridiano o serale: 8€ (6€ ridotto); giornaliero: 12€ (10€ ridotto); abbonamento completo: 60€ (40€ ridotto).

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