'Zone Rosse' a Firenze: tanti controlli, pochi allontanamenti

E la politica continua a dibattere sul nodo della legittimità giuridica

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
03 Ottobre 2026 14:19
'Zone Rosse' a Firenze: tanti controlli, pochi allontanamenti

Le soluzioni "di emergenza" alla sicurezza urbana sono davvero la risposta ai problemi delle nostre città? Spesso la retorica politica promette risultati immediati, ma un'analisi dei dati rivela un quadro più complesso.

Nei giorni scorsi, il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica ha deciso una nuova proroga di cinque mesi per le cosiddette "zone rosse" a Firenze. Il provvedimento riguarda l'area della stazione di Santa Maria Novella, le Cascine e parte dei Quartieri 2 e 5. Ma cosa dicono davvero i numeri dietro la propaganda politica e i recenti fatti di cronaca? Analizziamo i dati ufficiali per capire se questo strumento a vigilanza rafforzata stia funzionando o se abbia ormai esaurito la sua efficacia.

Negli ultimi cinque mesi, nelle aree a vigilanza rafforzata, le forze dell'ordine hanno controllato 16.543 persone, ma gli allontanamenti eseguiti sono stati soltanto 33. Questo significa che viene allontanata una media di due persone ogni 1.000 controllate. Nei primi quindici mesi del provvedimento gli allontanamenti erano 12 ogni mille controlli, scesi a cinque tra gennaio e maggio di quest'anno, fino ad arrivare ai due attuali nel periodo tra maggio e settembre.

Approfondimenti

Il consigliere comunale Dmitrij Palagi di Sinistra Progetto Comune sottolinea: "Si controlla sempre di più e si trova sempre meno. Se è un successo, non si capisce perché prorogare... Se è uno strumento che ha esaurito la sua funzione, va concluso."

Un altro elemento emerge dall'analisi delle statistiche relative alla delittuosità divise per zona. I dati pubblicati dalla Prefettura per il primo semestre del 2025 mostrano un cortocircuito evidente tra l'istituzione delle zone rosse e l'andamento reale dei reati. Nella zona della stazione di Santa Maria Novella, coperta dal provvedimento fin dall'ottobre precedente, i reati sono cresciuti del 23%. Al contrario, nelle aree non soggette al provvedimento nello stesso periodo si è registrato un significativo calo della criminalità.

I reati sono infatti diminuiti del 29,6% nel Quartiere 5 e del 16,4% nel Quartiere 3. Ciò nonostante, a gennaio 2026 il Quartiere 5 è stato comunque inserito nel perimetro della zona rossa sulla base di generiche valutazioni della delittuosità.

L'esame dei dati evidenzia anche una disparità demografica nei controlli e nei provvedimenti presi. Le persone straniere rappresentano il 52% del totale dei controllati, ma costituiscono ben l'84% degli allontanati. In termini pratici, viene allontanata una persona straniera ogni 82 controllate, contro un italiano ogni 380: un rapporto di quasi cinque volte superiore.

A rendere precario il provvedimento è soprattutto la sua vulnerabilità legale. Il presupposto per disporre l'allontanamento si basa infatti su una semplice denuncia negli ultimi cinque anni, e non su una condanna definitiva.

Applicare misure limitative della libertà personale sulla base di semplici segnalazioni anziché di sentenze passate in giudicato potrebbe violare principi costituzionali e amministrativi. È lo stesso nodo giuridico per cui il TAR della Toscana, con la sentenza 823 del 2019, annullò le prime zone rosse fiorentine.

Mentre la politica si scontra sui titoli dei giornali, la sicurezza si fa con l'intelligence sul campo. Nei giorni scorsi un'operazione congiunta tra Polizia di Stato e Polizia Locale ha portato all'arresto di un 34enne marocchino tra Viale Don Minzoni e via degli Artisti.

L'operazione non è frutto di pattugliamenti generici o controlli a tappeto, ma nasce da un'intensa attività info-investigativa e da un riservato servizio di osservazione. Gli agenti hanno bloccato lo spacciatore trovandolo con 22 involucri di cocaina (circa 13 grammi) e 165€, per poi sequestrare nell'abitazione altri 15 grammi di hashish, un bilancino e 2.120€ in contanti, segnalando anche l'acquirente (un 51enne italiano con 0,43 g. acquistati per 40€).

Questa efficacia basata sull'indagine mirata contrasta nettamente con il dibattito politico che si consuma a palazzo. La Lega (con Tiziana Nisini e Guglielmo Mossuto) esprime soddisfazione per la proroga e chiede di dotare la Polizia locale di taser e di ripristinare i poliziotti di prossimità (ex vigili di quartiere), accusando la Sindaca Funaro di limitarsi a lamentare carenze di organico col Governo. La Sindaca e l'opposizione di sinistra ammettono implicitamente il limite del provvedimento: dopo due anni "il problema continuerà a rimanere lo stesso", evidenziando come si rischiasse di scaricare sulle sole forze dell'ordine carenze e lacune appartenenti alla politica sociale.

Notizie correlate
In evidenza