Viola: 2-1 al Chivas in rimonta. Commisso-Chiesa, incontro cordiale

Foto concesse gentilmente dal sito ufficiale Violachannel

A Chicago promettente vittoria nella prima sfida dell'ICC: a segno Simeone e Sottil, man of the match per lo splendido gol. Dragowski para un rigore. Federico pronto a restare


"Siamo stati bene in campo, l'importante era vincere, bisogna abituarsi a farlo". Queste le prime parole di Vincenzo Montella dopo la vittoria per 2-1 della Fiorentina sul Chivas Guadalajara, nella prima partita dell'International Champions Cup, giocata alle 3 ora italiana al Toyota Park di Chicago davanti a una buona presenza di pubblico.

Rete di Lopez al minuto 25, pareggio immediato di Simeone al 26' e splendido vantaggio viola al 52' con Sottil (figlio d'arte, suo padre ora allenatore ha giocato diversi anni come difensore nella Fiorentina con cui ha vinto la Coppa Italia nel 1996): una giravolta da posizione defilata con palla insaccata di sinistro, con leggero effetto, all'angolino basso alla destra del portiere. Un gol spettacolare che ha portato al giovane viola il premio come "man of the match".

Partita ostica, quella con i messicani, ma ben giocata dai viola, in velocità e con grinta: cinque gli ammoniti in tabellino. Importantissima al 33' la parata di Dragowski che ha sventato un rigore calciato da Pulido. Prossima partita alla mezzanotte di domenica 21 luglio contro l'Arsenal.

In questa occasione è avvenuto il primo incontro tra il patron Rocco Commisso e Federico Chiesa. Clima cordiale, l'impressione è che il giovane attaccante possa davvero restare alla corte di Montella.

Fiorentina (4-3-3): Dragowski; Venuti (75' Dabo), Ceccherini (75' Hristov), Ranieri, Terzic (46' Hancko); Benassi (62' Zurkowski), Cristoforo (76' Lakti), Castrovilli (46' Saponara); Sottil (62' Montiel, 92' Koffi), Simeone, (63' Vlahovic) Eysseric (46' Baez).

A disposizione: Terracciano, Chiorra, Biraghi, Milenkovic, Beloko, Rasmussen, Chiesa,  Vitor Hugo.

Chivas Guadalajara (4-3-3): Rodriguez (61' Gudino); Van Rankin, Mier, Alanis, Sanchez (78' Mayorga); Lopez (78' Sandoval), Molina (61' Perez), Villapando (74' Cervantes); Peralta (61' Gonzalez), Pulido (78' Huerta Valera), Brizuela.
A disposizione: An. Torres, Villanueva, Vega, Al. Torres, Zendejas,  Pon.

Stadio: Toyota Park di Chicago

Marcatori: 25' Lopez, 26' Simeone, 52' Sottil

Arbitro: Vazquez (Usa)

Note: Angoli 8-0 per la Fiorentina. Al 33' Dragowski ha parato un rigore calciato da Pulido. Cinque ammoniti tra i viola: Terzic, Ranieri, Ceccherini, Simeone e Lakti.

Le parole del Presidente Commisso dopo la vittoria sul Chivas: "Abbiamo vinto oggi, meno male! Hanno giocato benissimo... Pensavo di perdere tre o quattro a zero perché questi messicani giocano e picchiano. Siamo molto contenti. Ho visto buonissimi giocatori, si vede che lavorano forte. L'ho detto nello spogliatoio, l'importante è giocare forte e prima o poi le vittorie arriveranno. Hanno vinto per noi, avevamo centinaia di persone della Mediacom qui, bambini... Guardano tutti il baseball e non avevano mai visto una partita di calcio. Dovevate vedere quanto erano contenti. Ora in questa tournée ci sarà anche l'iniziativa delle nuove magliette. Chiesa? Si è seduto vicino a me e abbiamo guardato mezza partita insieme. Lui è un bravissimo ragazzo, ma non abbiamo parlato di niente. L'ho detto dal primo giorno: vogliamo tenerlo. Acquisti? Anche io gliel'ho detto, ma Pradè ha bisogno di tempo. Non dobbiamo dimenticarci che se l'affare non fosse stato in due settimane e mezzo, oggi la Fiorentina non avrebbe cambiato le maniche. Mi sono preso i rischi, abbiamo fatto un grande lavoro. Ancora i risultati non ci sono, intanto prendiamo questo del campo. I risultati ci diranno come abbiamo lavorato. Chi sta con me lo tratto bene, lo bacio, ed è così che voglio fare con la Fiorentina. Antognoni mi ha detto che siamo una famiglia e gli ho detto "bravo!". Se ci sarò anche in New Jersey? Certo, New Jersey, New York... Vivo qui da 57 anni. A Lisbona invece sono stato e ho visto come fanno gli stadi così da capire bene come stanno le cose".

Antonio Patruno