Vincoli paesaggistici e manutenzione dei boschi

Risposta alla Camera all'interrogazione di Susanna Cenni. Il sindaco Morganti: "Fare presto"


E’ approdata all’attenzione del Parlamento la vicenda che riguarda l’attività di manutenzione dei boschi sottoposti a vincolo paesaggistico, che aveva recentemente portato il sindaco di Vernio Giovanni Morganti, responsabile Forestazione Anci Toscana, a scrivere ai ministri dell'Agricoltura e delle Attività culturali: si chiedeva una definitiva interpretazione di una norma, che rischia di mettere in ginocchio l'attività selvicolturale di aziende ed enti che gestiscono il patrimonio forestale toscano e garantiscono la manutenzione dei boschi.

La deputata toscana Susanna Cenni si è fatta portavoce delle preoccupazioni di Comuni ed operatori, presentando un'interpellanza a cui ha risposto in aula la sottosegretaria per i Beni culturali Anna Laura Orrico. Di fatto, “prendendo atto dell'estrema difficoltà per i proprietari di boschi di svolgere le normali attività selvicolturali nelle amplissime superfici forestali italiane”, Orrico ha annunciato che “il Ministero è attualmente coinvolto in un tavolo interistituzionale, coordinato dal Ministero delle Politiche agricole, volto proprio alla definizione delle linee guida nazionali, su citate, per l'individuazione dei criteri per la gestione forestale delle aree vincolate. In questo modo si intende procedere per ottenere il giusto contemperamento tra i diversi interessi che gravitano intorno alle foreste, coniugando la gestione forestale sostenibile con la tutela del paesaggio, senza gravare eccessivamente, sia in termini di tempo sia di costi, sui bilanci degli operatori forestali, primi protagonisti del corretto mantenimento delle superfici boscate”.

Tutto era partito quando nel giugno scorso il Consiglio di Stato, a proposito di un intervento di manutenzione nella pineta del Tombolo sulla costa maremmana, aveva sancito che per poter procedere all’attività selvicolturale in boschi sottoposti a vincolo paesaggistico è necessaria l’autorizzazione della Sovrintendenza. Da qui la preoccupazione degli addetti e dei Comuni.

“Contiamo che quanto detto dalla sottosegretaria porti rapidamente ad una soluzione - commenta ora il sindaco Morganti - e mi auguro che al tavolo possano essere chiamate anche le regioni e Anci, che potrebbero portare un contributo di esperienza e conoscenza senz'altro utili alla definizione di criteri certi e non penalizzanti per nessuno”. 

Redazione Nove da Firenze