Vicofaro: chiuso il centro di accoglienza di don Biancalani

Però la Prefettura di Pistoia smentisce. Enrico Rossi in visita alla parrocchia: "La gestione delle strutture di accoglienza torni alla Regione" e invita i toscani a donare a sostegno degli interventi di ripristino del Cas. Il Consigliere regionale regionale Paolo Marcheschi (Fdi): “Inopportuno il Presidente”. Sul tema un convegno del Terzo settore il 29 settembre a Firenze. A Capannori migranti e giovani italiani uniti da un dj set molto speciale


FOTOGRAFIE — Firenze– Oggi la visita del Governatore Rossi alla parrocchia di Vicofaro dopo che si era diffusa la notizia della chiusura del centro di accoglienza dei migranti, gestito da don Massimo Biancalani, da parte della Prefettura di Pistoia per la mancanza di idoneità strutturale.

"Tempi duri per il prete che ama attaccare me e circondarsi di presunti profughi africani, ancora un po' e la canonica scoppiava. Chiuso!" afferma subito in un post su Facebook il ministro dell'Interno e vicepresidente del Consiglio, Matteo Salvini, commentando la notizia.

Allora il presidente della Toscana Enrico Rossi ha rinviato l'incontro con i lavoratori della Bekaert previsto per oggi al presidio di Figline Valdarno e si è recato a Pistoia. "Sono qui a Vicofaro per esprimere vicinanza, per portare un modesto contributo personale e per invitare tutti i cittadini toscani a fare altrettanto:

  • Iban donazioni: IT06G0626013827000003000C00
  • Conto corrente Caripit numero 3000. Filiale Viale Adua Pistoia".

Il presidente Enrico Rossi ha voluto sostenere così il centro di accoglienza di Vicofaro a Pistoia, nella parrocchia di don Massimo Biancalani. E rivolge una richiesta al ministro dell'interno Salvini affinché la gestione delle strutture di accoglienza possa tornare in seno alla Regione. Rossi, dopo aver visitato il centro di accoglienza e verificato personalmente le opere richieste per permetterne la riapertura, si è intrattenuto con alcuni giornalisti. "Ho visto il tweet di Salvini, ma su questi temi abbiamo opinioni molto diverse. Una rivendicazione? Mi sembra profondamente sbagliato se fatto da un ministro della Repubblica che ha precisi doveri imposti dalla Costituzione. Esiste un problema di regolarità delle strutture che accolgono che, preciso, sono state individuate con gara dalle prefetture. E' bene che in tutta la Toscana si facciano queste verifiche, mobiliterò le Asl, che già seguono queste situazioni, affinché tutte possano essere a norma. La struttura di don Biancalani, come le altre individuate secondo il modello di accoglienza diffusa promosso dalla Regione quando era incaricata di gestirle, è senza fi ne di lucro e quindi merita una particolare attenzione e apprezzamento". "Quando gestimmo il modello di accoglienza – aggiunge Rossi - non c'erano meno immigrati ospitati nelle strutture rispetto a quante ce ne sono adesso, circa 13 mila unità. Lo gestimmo insieme ai sindaci, alle associazioni di volontariato, alle parrocchie, all'Arci e coinvolgemmo il tessuto sociale. La cosa venne vissuta come un fatto positivo, c'era orgoglio da parte dei cittadini. Col ministro dell'epoca, Maroni, ci siamo sempre trovati d'accordo. Perchè adesso tutti questi problemi? La gestione attuale secondo me avviene secondo una linea che non condivido perché con gare le prefetture hanno individuato soggetti forse non in grado di gestire determinate situazioni". "L'accoglienza- prosegue il presidente - è un dovere e va fatta con senso di umanità, con rigore, nel rispetto delle regole. L'Italia ha firmato trattati internazionali che vanno rispettati. I tecnici che sono venuti qui a Vicofaro presumo abbiano fatto il loro dovere e bisogna attivarci affinché lo stesso venga fatto in altre strutture che ne hanno bisogno. Altre strutture in condizioni peggiori? Non voglio entrare nel merito, dico solo che ci vuole un trattamento equo per tutti". "A Salvini – conclude Rossi - chiedo che voglia accogliere la nostra proposta di gestione autonoma dell'accoglienza ai migranti in tutta la regione. Il ministro dell'interno esprime un sentimento ed un'opinione che adesso vanno per la maggiore, ma noi siamo su un'altra posizione e ci confrontiamo nel rispetto della democrazia, delle leggi e della Costituzione. Voglio ricordargli che ha giurato di rispettare la Costituzione della Repubblica e di svolgere la sua funzione nel rispetto delle leggi".

“Una visita inopportuna. Invece di andare a fare il testimonial delle cause degli immigrati, il Presidente della Regione Enrico Rossi dovrebbe occuparsi delle priorità dei cittadini toscani” commenta il Consigliere regionale Paolo Marcheschi (Fdi) “A quanto ho avuto modo di apprendere dagli atti delle autorità competenti, Vigili del fuoco e Ausl, -fa notare Marcheschi- il centro è risultato non idoneo alla destinazione di accoglienza prevista. Se il modello toscano di accoglienza diffusa, che difende il Presidente Rossi, è quello dei centri inadeguati e non a norma, come quello di Vicofaro, sicuramente non è il nostro. Andare a visitare e portare solidarietà ad un centro ritenuto non idoneo dalle autorità competenti, oltre che indebolire il lavoro di controllo delle forze dell’ordine, di fatto risulta essere una passerella elettorale alla ricerca di visibilità nazionale speculando su temi importanti e “caldi” come quello dell’immigrazione. Il Presidente Rossi non può difendere chi finisce per mettere le persone in situazioni non consone alla sicurezza. Secondo la relazione dei Vigili del fuoco dopo il sopralluogo del 23 agosto, il centro risultava occupato da migranti che non avevano il diritto di essere ospitati nei Centro di accoglienza straordinaria”.

“Enrico Rossi ci ha ormai abituato a tutto, essendo un governatore politicamente alla frutta, in cerca soltanto di visibilità attraverso provocazioni sempre crescenti. Stavolta ha superato il limite, arrivando perfino a portare la propria solidarietà a Don Biancalani, il quale si è visto chiudere la struttura di accoglienza per migranti che gestiva, poiché in violazione di norme e regole sulla sicurezza e l’abitabilità dei locali”. Questo il commento di Francesco Torselli, coordinatore regionale di Fratelli d’Italia alla solidarietà espressa dal governatore della Toscana al parroco di Vicofaro. “Riepilogando: un prefetto - conclude Torselli - chiude una struttura perché non rispetta le regole, diventando perfino pericolosa per chi la abita, ed il governatore della Toscana che fa? Porta la propria solidarietà a colui che è accusato di aver violato le regole! Siamo alla follia, di questo passo, a Rossi spetterà di diritto una candidatura all’Oscar al prossimo festival dell’assurdo. Pensasse piuttosto, il governatore, a portare la solidarietà a quelle migliaia di cittadini toscani che non arrivano a fine mese, piuttosto che a chi ha gestito, fino ad oggi, strutture non in regola…”.

A fare chiarezza sulla questione, interpellata dall'agenzia Dire, e' il prefetto di Pistoia, Emilia Zarrilli. Avete mandato un'intimazione per chiudere il centro di accoglienza, le viene domandato? "Assolutamente no, non siamo magistrati. Dopo i controlli dei vigili del fuoco abbiamo rilevato che in alcuni locali non c'erano i requisiti- afferma-. L'abbiamo invitato a trovare una struttura idonea". Una soluzione che e' prontamente arrivata, messa in campo proprio da don Biancalani che assicura la regolarita' della nuova sistemazione: "Sperando che sia tutto vero", aggiunge Zarrilli, segnalando la possibilita' di controlli specifici sui nuovi spazi individuati. Il prefetto di Pistoia evidenzia che sulla vicenda c'e' stato molto "clamore". Tuttavia, precisa, "con don Biancalani continuera' ad esserci lo stesso rapporto di sempre da parte della prefettura, perche' e' vincitore di un regolare bando di gara. A lui e' toccata l'accoglienza di 12 migranti, e 12 continuiamo a pagare spostati in una struttura limitrofa. Prima erano situati in una strada, adesso in un'altra strada". Zarrilli ricostruisce con precisione quanto ha stabilito l'ufficio territoriale del governo: "Abbiamo inviato una nota standard che abbiamo fatto anche con altri centri di accoglienza- ricorda-. Quando una struttura non e' in regola la invitiamo a mettersi in regola e nel mentre di spostare i migranti. Quando i lavori sono fatti, questi possono tornare". La finalita' e' precisa: "Il nostro obiettivo e' sempre la sicurezza sia dei cittadini italiani che di quelli stranieri, l'obiettivo e' di un'accoglienza decente". La struttura di Vicofaro, peraltro, trattandosi di un Cas rientra sotto la diretta competenza dell'organo di governo. Il prefetto esprime "apprezzamento", inoltre, per le parole del presidente della Regione, Enrico Rossi, sul lavoro delle prefetture per la gestione dell'accoglienza in Toscana.

"La situazione si presenta seria e non puo' essere sottovalutata". Cosi' la diocesi di Pistoia si esprime in merito al Cas ospitato nei locali della parrocchia di Vicofaro e gestito dall'associazione Virgilio-Citta' futura, ritenuto "non idoneo" ad ospitare richiedenti asilo. "Come e' stato ampiamente riportato dai mezzi di informazione, in questi giorni effettivamente e' stata recapitata anche alla Curia diocesana una lettera della Prefettura di Pistoia con la quale si invita l'associazione Virgilio-Citta' futura, Ente gestore del Cas ospitato nei locali della parrocchia di Vicofaro a trovare con urgenza strutture idonee ove ricollocare immediatamente i richiedenti asilo, in quanto, da relazione dei Vigili del Fuoco allegata, l'attuale struttura al momento e' da ritenersi 'non idonea'", si legge nella nota. La stessa relazione "elenca una serie considerevole di criticita', anche gravi, persino pericolose. Si sa che sono in corso inoltre accertamenti edilizi e sanitari di cui non si conoscono ancora gli esiti", precisa la diocesi di Pistoia, evidenziando che "la dichiarazione di 'non idoneita'' rende problematica anche l'ospitalita' offerta a tutti coloro che non rientrano nel progetto Cas". Secondo la diocesi di Pistoia, "la situazione si presenta seria e non puo' essere sottovalutata e neppure passata sotto silenzio, dal momento che la nascita della suddetta Associazione, rappresentata dal signor Alessandro Vivarelli, fu a suo tempo approvata da monsignor Vescovo, avendo avuto pero' assicurazione che tutto si sarebbe svolto nel migliore dei modi, e inoltre per il fatto non trascurabile che i locali della parrocchia di Vicofaro, ricadono 'in primis' nella diretta responsabilita' del parroco, che e' legale rappresentante ed e' chiamato a risponderne anche penalmente, ma in ultima istanza chiamano in causa il vescovo che e' tenuto a vigilare sull'insieme della vita diocesana e delle parrocchie". "Dispiace- si aggiunge nella nota- dover constatare quanto ci e' stato comunicato e ci sorprende, dal momento che monsignor Vescovo, invitando all'accoglienza e sostenendola sempre, ha affermato anche che la doverosa accoglienza di chi e' nel bisogno fa fatta bene, al meglio, in ambienti sicuri e idonei, con l'assistenza di personale sufficiente, qualificato e capace e che questa deve essere una preoccupazione costante". La diocesi, si assicura nella nota, "offrira' la massima collaborazione sull'attuazione di quanto la Prefettura, i Vigili del Fuoco o altre istituzioni preposte indicano come necessario per una idonea accoglienza in strutture adeguate". Inoltre, "si assicura, anche attraverso la Caritas diocesana (che da tempo ha offerto, per quanto possibile, il sostegno materiale alle iniziative di accoglienza) tutto il supporto necessario a don Massimo Biancalani, perche' la situazione possa evolversi nel migliore dei modi e dia piu' tranquillita' anche a lui". Il vescovo, monsignor Fausto Tardelli, "ha gia' dato disposizioni perche' d'ora innanzi da parte della Curia diocesana, si metta in atto una piu' attenta vigilanza su cio' che avviene negli ambienti appartenenti alla Chiesa e tutto si svolga nella correttezza e trasparenza da tutti i punti di vista".

Sabato 29 settembre si svolgerà a Firenze, presso la sede Cesvot, l'incontro di consulenza collettiva “Accoglienza migranti. I finanziamenti a sostegno degli interventi del Terzo settore”. L’incontro ha l’obiettivo di fornire indicazioni utili allo studio e all’accesso ai fondi finanziari per l’immigrazione con particolare riferimento a quelli comunitari, così da sostenere la sperimentazione di nuove progettualità e un’ulteriore qualificazione degli interventi. L’iscrizione è gratuita e obbligatoria e potrà essere effettuata solo online, previa registrazione all’area riservata MyCesvot. Le iscrizioni saranno aperte dal 1° settembre al 28 settembre 2018 e verranno accolte fino ad esaurimento dei 60 posti disponibili. Per ulteriori informazioni consultare il programma in allegato e/o scrivere a formazione.territorio@cesvot.it.

Un dj professionista come maestro, la musica che abbatte ogni barriera e tanta voglia di pensare al futuro. Ecco gli elementi che hanno decretato il successo del “Laboratorio di Djing”, un corso ideato e promosso, attraverso il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati, da Odissea, la cooperativa sociale del gruppo Co&So, che dal 2007 si occupa di immigrazione. L'iniziativa ha intercettato la grande passione dei giovani per la musica e ha ottenuto fin da subito un grande risultato: abbattere le barriere e promuovere l'integrazione tra migranti e residenti.

«Sono stati i ragazzi stessi a suggerircelo» spiega Riccardo Bonetti, coordinatore delle strutture per minori di Odissea, che nel solo Comune di Capannori accoglie in due appartamenti 12 stranieri non accompagnati under 18 (in tutta la Piana lucchese il numero sale a circa 60). Una volta ottenuto il via libera dal servizio centrale Sprar, le iscrizioni si sono aperte anche a tutta la cittadinanza. E le richieste sono state decisamente sopra ogni aspettativa: in 35, tra giovani e adulti, uomini e donne, hanno espresso il desiderio di imparare la professione del Dj. Ne sono stati selezionati 20, tanti erano i posti disponibili: un bel gruppo composto per metà da richiedenti asilo e per metà da italiani, con un'età media intorno ai 20 anni. Il corso è partito il 20 agosto scorso, nei locali del Centro giovani Santa Margherita, a Capannori, e andrà avanti fino al 19 settembre con lezioni bisettimanali (il lunedì e il mercoledì pomeriggio) di teoria e di pratica. La fine del corso verrà festeggiata con un evento speciale.

«Con questa iniziativa di formazione abbiamo dato l'opportunità ai giovani di coltivare una passione e di imparare qualcosa di nuovo e di utile per affacciarsi al mondo del lavoro. Ma l'obiettivo a cui teniamo di più è quello di aver messo insieme, in un ambiente protetto, persone che altrimenti non avrebbero mai avuto modo di incontrarsi e di conoscersi. Accogliere coinvolgendo il territorio: questa è l'integrazione che serve in un momento così particolare della nostra storia» ha commentato Valerio Bonetti, presidente di Odissea.

Redazione Nove da Firenze