Università di Firenze: silenzio in ricordo di Giulia Cecchettin

Sabato 25 novembre a Livorno fiaccolata in piazza Grande

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
20 novembre 2023 21:49
Università di Firenze: silenzio in ricordo di Giulia Cecchettin

Un minuto di silenzio in ricordo di Giulia Cecchettin nella più grande aula universitaria del campus delle Scienze sociali dell’Università di Firenze, che è culminato in un flash mob in cui studentesse, studenti e docenti dell’Università di Firenze hanno pronunciato a voce alta, ad uno ad uno, i nomi di tutte le cento donne vittime di femminicidio nel solo 2023.

Si è aperto così stamani, introdotto dalla rettrice Alessandra Petrucci “Il racconto di due Presidenti: Corte Costituzionale e Corte di Cassazione”, incontro-testimonianza della professoressa emerita dell’Ateneo e già presidente della Corte Costituzionale Silvana Sciarra e della prima presidente della Corte Suprema di Cassazione Margherita Cassano.

Sono intervenuti il docente di Diritto costituzionale del Dipartimento di Scienze giuridiche Andrea Simoncini e il presidente della Scuola di Giurisprudenza Alessandro Simoni. Sul palco, accanto ai relatori, un posto era simbolicamente occupato da un poster di colore rosso e bianco, riservato a una donna vittima di femminicidio che avrebbe potuto o voluto essere lì.

Approfondimenti

L’Università di Firenze partecipa, infatti, alla campagna di sensibilizzazione “Posto occupato” in vista della Giornata internazionale del 25 novembre per l’eliminazione della violenza sulle donne: l’Ateneo ha lanciato anche una call sui canali social universitari invitando studentesse e studenti a scattarsi una foto accanto a uno dei posti occupati e a pubblicarla sui propri profili social.

Si terrà sabato prossimo 25 novembre, un presidio in piazza Grande dalle 17,30 alle 18,30, organizzato dall'Amministrazione Comunale che invita la cittadinanza e i giovan* di tutte le età a essere presenti fisicamente e con il cuore. La Protezione Civile comunale sarà di supporto e distribuirà le fiaccole.

“La prevenzione prima di tutto” sono le parole della vicesindaca Libera Camici con delega alle Politiche Giovanili e Pari Opportunità.

“Condivido la necessità prosegue - oramai non più rinviabile, di approvare una legge che introduca, in tutte le scuole, l'educazione al rispetto e all'affettività.Non è sufficiente aumentare leggi e punizioni che intervengono dopo le violenze già compiute: è necessario fare prevenzione, promuovere l'educazione e fornire gli strumenti per conoscere e riconoscere le varie forme di violenza.L’Amministrazione Comunale in questi anni lo ha fatto attraverso numerosi progetti che ha presentato alle scuole grazie alla collaborazione e alla sinergia con enti e associazioni del territorio che hanno messo a disposizione le proprie competenze.

L'attenzione si è concentrata sulle scuole proprio perché queste restano uno dei luoghi di socializzazione, sperimentazione ed espressione di sé più importanti per i giovani. È, quindi, fondamentale insistere sull'implementazione organica di programmi educativi volti a prevenire la violenza di genere, promuovendo un ambiente scolastico inclusivo e formativo che aiuti a destrutturare gli stereotipi che ancora oggi permeano la nostra società”.

“A tale proposito – prosegue la Vicesindaca - nel catalogo di Scuola e Città, consultabile sul sito del Comune di Livorno, è possibile individuare nella sezione 1 numerosi progetti che prevedono corsi di formazione sul fenomeno della violenza di genere, su come gestire interventi di prevenzione in ambito scolastico e sul promuovere una cultura di valorizzazione della differenza sessuale, i quali hanno l'obiettivo generale di fornire degli spazi di riflessione per prendere coscienza.

L'Amministrazione Comunale inoltre propone quotidianamente nei servizi educativi 0/6, grazie alla convenzione stipulata con l'università di Firenze e Bologna che da anni ha concorso e concorre alla formazione del personale dei servizi educativi progetti di educazione di genere e dei diritti umani con laboratori ed attività, con bambin* e le loro famiglie, per offrire la possibilità di crescere in un ambiente accogliente e non giudicante che agevoli sin dalla tenera età la destrutturazione dei ruoli basati su stereotipi e consenta di sperimentare relazioni basate su criteri di libertà e non violenza.

Tutto questo concorre a creare reti di supporto e prevenzione intorno ai bambini e le bambine, ragazzi e ragazze e loro famiglie offrendo le medesime lenti che consentono di decodificare i segnali di allerta nel medesimo modo ponendosi come rete solidale”.

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