Rubrica — Agroalimentare

Ungulati: il Tar sospende la caccia in braccata fino al 17 settembre

Nella foto animali per le vie di Asciano

La sentenza del Tar della Toscana, su ricorso di Wwf, Lav e Lac. Miari Fulcis, Confagricoltura Toscana: “Così si uccide l'agricoltura”. Brunelli, Cia: «E’ una catastrofe, danni incalcolabili». Ormai gli animali raggiungono i centri abitati rappresentando un rischio anche per i cittadini


Firenze, 15 maggio 2019- Il TAR della Toscana sospende in via cautelare la principale attività di controllo e contenimento dei cinghiali prevista dalla legge obiettivo, il piano triennale di controllo nella parte in cui consente la caccia in braccata, su ricorso di Wwf, Lav e Lac, in via cautelare fino al 17 settembre.

Leggiamo con stupore che ignora completamente la prima finalità della legge, cioè quella di tutelare le attività antropiche compresa quella agricola ed i valori ambientali e di Biodiversità della nostra regione. Così si uccide l'agricoltura.” E' quanto dichiarato da Francesco Miari Fulcis, presidente di Confagricoltura Toscana che commenta così la decisione del TAR della Toscana “Si abbandonano così – spiega Miari Fulcis - tutti i migliori propositi per conservare in Toscana agricoltura, lavoro, ambiente, paesaggio, sicurezza. Come sempre succede, hanno più forza un manipolo di idealisti fuori dalla realtà anziché perseverare obiettivi che possano permettere un corretto equilibrio e valorizzazione delle nostre eccellenze. Auspichiamo che la sospensiva abbia vita breve e che si ritorni ad una visione più generale e corretta del vivere e produrre nella nostra regione.” Conclude Miari Fulcis.

Lo stop del Tar della Toscana alla braccata al cinghiale è una catastrofe per tutta l’agricoltura toscana?

«Sembra incredibile – commenta Luca Brunelli, presidente Cia Toscana – dover commentare una decisione del genere. Sono anni che l’emergenza ungulati è una piaga per l’agricoltura toscana, con vigneti e coltivazioni costantemente devastate; e invece di risolvere una volta per tutte, si blocca la pratica della braccata – prevista dalla Legge obiettivo della Regione Toscana – almeno fino al prossimo 17 settembre quando ci sarà un pronunciamento definitivo.I danni saranno incalcolabili». Il Tar della Toscana ha infatti accolto il ricorso di alcune sigle animaliste sospendendo la braccata al cinghiale in tutta la regione. Si tratta – secondo la Cia Toscana – di un comportamento irresponsabile e privo di ogni logica da parte di questa associazione, che reca danni economici e sociali incalcolabili in gran parte della regione». Servono strumenti efficaci – conclude Cia Toscana - per prevenire i danni all’agricoltura e garantire pagamenti in tempi rapidi tutti i danneggiamenti già subiti dalle aziende agricole; con l’obiettivo che il numero degli ungulati torni in una misura accettabile per l’ambiente e per l’economia agricola della Toscana.

«Senza braccata potremmo avere quest’anno oltre mille cinghiali in più nella sola provincia di Siena a far razzia nei campi dei nostri agricoltori e a mettere a repentaglio la sicurezza nelle strade del nostro territorio». E’ il grido d’allarme lanciato dall’Unione Provinciale Agricoltori di Siena per voce del direttore Gianluca Cavicchioli dopo la sentenza del Tar della Toscana. «Basti pensare che nel 2018 sono stati abbattuti 1085 cinghiali in controllo (Art.37 legge obiettivo della Regione Toscana) con la forma della braccata secondo i dati forniti dall’Atc di Siena – prosegue Cavicchioli- contenendo sì i danni da ungulati ma senza risolvere definitivamente il problema. Figuriamoci cosa potrà succedere nel 2019 senza poter usufruire di questa misura di contenimento. Chi ripagherà i danni ai nostri agricoltori? Chi si sentirà responsabile di mettere a repentaglio le nostre eccellenze enogastronomiche che sono motori di sviluppo economico e principale fonte di sostentamento di molte famiglie? – Chiede il direttore di Upa Siena -. Così facendo rischia di vanificare il lavoro di concertazione fatto tra associazioni agricole e quelle venatorie insieme agli enti preposti. Auspico che la Regione Toscana dia finalmente sostanza e operatività al comitato scientifico sul tema ungulati per uscire da questa empasse che grava come una spada di Damocle sulla testa degli agricoltori».

Redazione Nove da Firenze