Una strada ferrata sul giardino all'italiana patrimonio dell'umanità?

Domani il Gruppo consiliare Sinistra Progetto Comune presenterà una domanda di attualità sul progetto per una funicolare a Boboli


Sul progetto di una funicolare al Giardino di Boboli, i dubbi di Schmidt mettono le ali alla raccolta di firme del Laboratorio Belvedere che chiede di attivare, ai sensi della Legge regionale 46 del 2013, un precorso di conoscenza pubblico sul progetto della ex Caserma Vittorio Veneto, per far conoscere ai cittadini e alle cittadine i possibili impatti sull’Oltrarano in termini di vivibilità, accessibilità, fruizione sociale e culturale (nelle immagini il banchino improvvisato oggi pomeriggio in via San Niccolò).

Nei giorni scorsi i giornali hanno dato conto della lettera del direttore degli Uffizi, sotto la cui giurisdizione rientra anche il complesso museale, riguardo alla cremagliera che dovrebbe collegare il Forte Belvedere al grand Hotel dei Lowenstein.

Nove da Firenze aveva raccontato che la Direzione delle Gallerie degli Uffizi, a cui fanno capo da qualche tempo sia il Giardino di Boboli sia Palazzo Pitti, non risulta essere stata neppure interpellata. Eppure il progetto a suo tempo presentato dalla proprietà al Comune, prevedeva che i clienti dell’albergo potessero accedervi dagli ingressi del Palazzo Pitti, attraverso il Giardino di Boboli. L’itinerario “parte dall’ingresso principale in piazza Pitti e prevede di costeggiare l’area orientale del giardino fino ad arrivare alla Grotta di Madama; proseguendo lungo gli edifici adiacenti, tramite collegamenti verticali posti al loro interno, si arriva alla pensilina nel Giardino di Costa San Giorgio”. Da qui dovrebbe operare un ascensore inclinato che raggiunge la quota di una seconda pensilina, posta di fronte all’ingresso Nord del Forte Belvedere e all’ingresso secondario del Giardino di Boboli.

In particolare sul Corriere Fiorentino, nell'edizione odierna, si legge: “Niente cremagliera per il Forte. I privati ora si tirano indietro” della contrarietà della famiglia Lowenstein, proprietaria dell’ex-caserma Vittorio Veneto, di poter far accedere gratuitamente alla cremagliera altri soggetti, oltre gli ospiti dell'hotel di lusso.

Domani la consigliera comunale Antonella Bundu, già firmataria di ordini del giorno (sempre bocciati dalla maggioranza) per garantire sul tema l’accessibilità gratuita e permanente ai luoghi, anche attraverso un percorso partecipativo di informazione e ascolto della cittadinanza presenterà una domanda d'attualità, constatata a tutt'oggi l’assenza di un progetto, o di uno studio di fattibilità per la realizzazione della cremagliera da parte della proprietà dell’ex caserma Vittorio Veneto.

Convinta dell'impatto troppo pesante per la collina nella quale si trova Boboli, per la delicatezza dell’area e del sistema idraulico che irriga i giardini, la Bundu chiederà all'assessorato competente quale sia la risposta di Palazzo Vecchio alla lettera del direttore degli Uffizi, se sia ancora all'ordine del giorno l’idea di una cremagliera e se sia intenzione dell’amministrazione confrontarsi con i cittadini e tutti i portatori di interesse.

Redazione Nove da Firenze