Turistificazione: i bisogni di residenti e turisti a confronto

Le città d'arte escono usurate oppure arricchite dalla promozione internazionale e dai flussi turistici?


Turistificazione significa per una città dover soddisfare i bisogni del turista e non dell'abitante. Al centro c'è il consumo e l'usura della città stessa: si consuma la sua vita, quella dei suoi abitanti, quella del suo patrimonio e quella della sua storia. Chi ci vive diviene una comparsa in uno spettacolo altrui. Per il profitto di pochi.

Negli scorsi mesi a Firenze si è costituito il nucleo locale della Rete "SET–Sud Europa di fonte alla Turistificazione", una rete di numerose città e di numerose esperienze di base che dalle Canarie alla Spagna, dall’Italia a Malta e alla Grecia, si oppongono all’attuale modello di sfruttamento dei territori e delle comunità locali da parte dell’industria turistica.
Ed è proprio Firenze dal 1 al 3 marzo che ospita il primo "Incontro tra città che fronteggiano la turistificazione" con una serie di ospiti internazionali, eventi e dibattiti con l'obiettivo di affrontare gli effetti dell’estensione dell’industria turistica sui territori coinvolti.

L'incontro si terrà in luoghi diffusi in tutta la città e verrà presentato alla stampa martedì 26 febbraio alle ore 12 allo Spazio Inkiostro in via degli Alfani 49 


Alla conferenza stampa parteciperanno: prof. Giorgio Pizziolo, prof.ssa Ilaria Agostini, prof. Roberto Budini Gattai


Il nucleo fiorentino della Rete Set Italia è costituito da: Alterpiana - Ark Kostruendo - Assemblea Cardatori - Comunità di resistenza contadina J. Laronze - CSA Next Emerson - La Polveriera Spazio Comune - Mondeggi Bene Comune/Fattoria senza padroni - perUnaltracittà, laboratorio politico Firenze - Spazio InKiostro - Firenze No Cost - Occupazione Viale Corsica.
Questi sono alcuni dei temi al centro del dibattito e dell’azione della Rete: diritto all’abitare, proliferazione di locazioni turistiche, svendita del patrimonio storico e del patrimonio pubblico, saturazione del trasporto pubblico, infrastrutturazione pesante delle aree, espulsione degli abitanti dei centri storici, diffusione del lavoro precario nella filiera del turismo.

Redazione Nove da Firenze