Trasfusioni: drastico calo, ma il bisogno di sangue non conosce soste

Tutto esaurito a Livorno dopo l’appello alla donazione. Ceretelli: “Grazie al grande cuore della città”. La richiesta anche dal professor Pasquale Florio, direttore ostetricia ospedale San Jacopo


Grande risposta di generosità da parte dei livornesi all’appello rivolto nei giorni dal centro trasfusionale a non abbandonare l’abitudine alla donazione in questi giorni di emergenza sanitaria. Oggi sono state oltre 50 le donazioni di sangue e plasma, mentre i posti disponibili per domani (sabato) e dopo domani, domenica era una delle aperture festive straordinarie, sono già praticamente esaurite.

“Dopo qualche giorno di smarrimento delle persone – spiega Silvia Ceretelli, responsabile del centro trasfusionale – durante le quali abbiamo assistito ad una brusca frenata delle donazioni, finalmente abbiamo ripreso a lavorare a pieno ritmo. La raccolta, come diciamo sempre, non può e non deve conoscere soste perché il bisogno di sangue è costante. Per questo ringrazio i tanti livornesi che si sono riversati a donare, oggi addirittura 6 sono stati i nuovi donatori, a dimostrazione che nel momento del bisogno il grande cuore della città risponde sempre presente. Oggi più che mai, però, è importante prenotare proprio per evitare assembramenti e regolare al meglio la nostra attività. Chiunque fosse interessato può prenotare tramite le associazioni di volontariato, che in questi giorni stanno lavorando senza sosta, oppure direttamente chiamando il centro trasfusionale allo 0586-223.253 dalle 11.30 alle 13”.

Un appello era stato lanciato ieri anche dal Direttore del reparto di Ostetricia dell’Ospedale “San Jacopo” di Pistoia, il professor Pasquale Florio. Appello per invitare i familiari delle partorienti a donare sangue.

“Il sangue non si può creare artificialmente, è sempre necessario un donatore, ed in questi giorni a seguito dell’allarme per il Coronavirus, alcuni donatori abituali stanno rinunciando alla possibilità di donare, per questo il sangue comincia a scarseggiare -spiegava il Professor Florio- Questa importante risorsa è fondamentale per la chirurgia, per le malattie ematologiche croniche, per effettuare i trapianti ed anche per assicurare un pronto intervento alle mamme in caso di problematiche durante e dopo il parto. Mi sono sentito di lanciare questo appello - spiega il prof. Florio - perché le famiglie pistoiesi detengono da anni un assoluto primato di generosità. Il reparto di Ostetricia del “San Jacopo”, grazie all’altruismo delle mamme e l’impegno di Ostetriche e Trasfusionisti, da anni è un’eccellenza per quanto riguarda la donazione del sangue cordonale: tale raccolta è finalizzata alla possibilità di poter trapiantare con cellule staminali persona malate di gravi malattie, come ad esempio la leucemia. Ogni anno vengono raccolte presso il punto nascita di Pistoia almeno 300 unità di sangue cordonale: questo, se rapportato alla popolazione presente nella provincia di Pistoia, pone la popolazione pistoiese ai primi posti per quanto riguarda la generosità, non solo in Toscana ma tra le realtà più virtuose in Europa. Abbiamo pensato, insieme alla dottoressa Daniela Matarrese (Direttore della Rete Ospedaliera della USL Toscana Centro) di consegnare, alle donne che manifestano la volontà di procedere alla donazione di sangue cordonale, una lettera in cui chiediamo loro di farsi portavoce di un invito alla solidarietà verso i loro congiunti, pregandoli di andare a donare il sangue, se in salute e in età dai 18 ai 60 anni. Possiamo tranquillizzare tutti dicendo che non vi è mai nessun pericolo per chi dona sangue, neanche in questo particolare momento storico, ma anzi, proprio in questo momento vi è la necessità che tutti si impegnino per garantire ogni cura a chi ne ha bisogno, anche in questi giorni impegnativi. Come ha detto recentemente il nostro Presidente della Repubblica, “...con l’unità e l’impegno di tutti, questo momento potrà essere superato...

CHI PUO’ DONARE

 Donatore può essere chiunque, uomo o donna, di età compresa tra i 18 e i 65 anni in condizioni di buona salute e con un peso superiore ai 50 chilogrammi. Tutti i lavoratori dipendenti hanno diritto alla giornata di riposo retribuita. Chi dona per la prima volta (aspirante donatore) può farlo esclusivamente dopo aver effettuato un colloquio preventivo con i medici ed esami di controllo pre-donazione. La cosiddetta “donazione differita” ha lo scopo di aumentare la sicurezza trasfusionale per i pazienti e tutelare la salute del cittadino.

Tutti i centri trasfusionali aziendali hanno messo in atto misure di sicurezza per donatori e operatori: agli accessi ci sono controlli sui donatori, i posti nelle sale di attesa sono distanziati così come sulle poltrone di donazione. Anche i riceventi possono stare tranquilli perché non è scientificamente documentato il rischio di trasmissione trasfusionale Covid-19, così come non lo era stato nelle precedenti epidemie di Mers o Sars.

La normativa emessa dal Centro nazionale sangue insieme all’Istituto superiore di sanità prevede la sospensione temporanea di 14 giorni dal rientro per i donatori che abbiano soggiornato nella Repubblica Popolare Cinese o dopo la possibile esposizione al rischio di contagio per contatto di soggetti con infezione documentata da SARS-CoV-2. Riguardo la limitazione degli spostamenti la donazione di sangue e di emocomponenti può essere considerata inclusa tra le "situazioni di necessità" di cui al DPCM e di conseguenza possono ritenersi consentiti gli spostamenti dei donatori che si recano a donare. E’ comunque consigliato, adesso più di sempre, programmare la propria donazione telefonando ai numeri messi a disposizione dai centri trasfusionali e riportati qua sotto o dalle associazioni locali ed evitare accessi diretti.

Redazione Nove da Firenze