Tramvia, critiche sul futuro: la Linea 2 preoccupa i Comitati dell'Area fiorentina

I cittadini avrebbero preferito poter avere sotto mano un Piano della Mobilità su scala Metropolitana


I Comitati cittadini dell'Area fiorentina intervengono sul piano di completamento del sistema tramviario locale con riferimenti a verde pubblico e prospetti architettonici, spazi dedicati al transito e visione d'insieme.
L'obiettivo a breve termine resta però la valutazione sul campo della Linea 3, già in esercizio, e soprattutto della Linea 2 Aeroporto - Santa Maria Novella che va ad interessare via di Novoli, a tagliare l'asse Circondaria - San Jacopino ed ancor più ad attraversare viale Belfiore.

I Comitati parlano di "Assalto al verde" ed auspicano l'intervento della Soprintendenza nelle scelte che impatteranno sul prospetto architettonico delle zone attraversate. Citano Giacomo Parenti, Direttore Generale del Comune di Firenze, che durante un’assemblea pubblica tenutasi il 15 ottobre, alla presenza dei sindaci di Firenze e Bagno a Ripoli e dell’Assessore alla Mobilità di Firenze, Stefano Giorgetti, "ha parlato delle alberature di viale Giannotti sottolineando la vetustà del parco arboreo cittadino, prossimo probabilmente ad un ricambio generazionale di ampia portata". 
 Ma i Comitati, nella newsletter rivolta ai fiorentini, accendono l'attenzione anche su Stefano Giorgetti che nella comunicazione in Palazzo Vecchio "ha parlato della rete aerea delle Tramvie che continuerà ad esserci fino a Piazza San Marco, mentre la Linea 3.2, seppure a batteria richiederà comunque l’abbattimento di alberi in Piazza della Libertà e fino ai Lungarni".

I Comitati appaiono inoltre preoccupati all'idea che la realizzazione della infrastruttura Linea 3.2 e dunque il tracciato in ferro verso Bagno a Ripoli, andrà ad occupare il Ponte da Verrazzano "lasciando ad autobus, auto, motocicli, furgoni, camion, ambulanze, vigili del fuoco, il nuovo ponte che trasformerà le vie adiacenti in camere a gas".

Non passa indenne dalle critiche neppure la Linea 4 che "distruggerà, a partire dal 2020, la tratta ferroviaria Leopolda – Cascine, potenzialmente collegabile a bacini molto ampi, con un tracciato inutile che porterà i passeggeri da Le Piagge a Porta al Prato. Passeggeri che dovranno poi salire su un’affollata Linea T1 Leonardo per arrivare alla Stazione di Santa Maria Novella".

E la Piana? Di "estenuanti prolungamenti" parlano i cittadini, questo il termine adottato per i rami diretti a Sesto Fiorentino, e Campi Bisenzio "mentre anche Scandicci vuole la sua estensione verso Pontignale, ma non verso Torregalli" è la frecciata diretta al Sindaco Fallani.

Traffico urbano. La previsione è funesta "Continuerà il caos nella circolazione non solo per le auto ma anche per bici e pedoni a causa dei continui ripensamenti, per la lunghezza dei tempi semaforici, per mancanza di parcheggi e del benché minimo piano della mobilità e per non aver voluto riconoscere l’esistenza di una mobilità di utilità che non si può ridurre. La situazione potrebbe diventare catastrofica con l’entrata in esercizio della Linea 2 che avverrà, stando a quanto annuncia l'Assessore Giorgetti, in coincidenza con le festività natalizie".

Conclusioni "Manca il controllo sulle conseguenze di questa infrastruttura, che viene invece completamente delegato alla società tranviaria. La Tramvia è una modalità di trasporto, non è né di destra né di sinistra. Può essere solo fatta bene o fatta male. Alla base però doveva esserci un Piano condiviso della Mobilità su scala Metropolitana".

Redazione Nove da Firenze