Trasporto pubblico in Toscana: dal 4 maggio bus all'85% e treni al 55%

Con l’avvio della Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, si torna a potenziare il servizio sia su ferro che su gomma. Le proposte dei sindacati per la Città metropolitana fiorentina: “Diluire ingressi e uscite di lavoro, mobilità dolce, più corse dei mezzi e più corsie preferenziali, sicurezza a bordo”


A partire da lunedì 4 maggio, con l’avvio della Fase 2 dell’emergenza Coronavirus, servizi ferroviari, che erano stati ridotti al 30% nel periodo del lockdown, torneranno al 55% del servizio ordinario, questo comporterà il ritorno in programmazione di circa 100 treni in più rispetto ad oggi. Per quanto riguarda il servizio su gomma, invece, dall’attuale programmazione - pari al 60% del servizio ordinario - si risalirà all’85%, garantendo l’offerta ordinaria con la sola esclusione dei servizi scolastici. Saranno, inoltre, confermate tutte le corse aggiunte nel periodo di emergenza a seguito del monitoraggio svolto e del costante confronto con l’utenza. Saranno le aziende gestori del servizio a fornire informazioni di dettaglio e orari dei servizi. In questo senso, Trenitalia ha già predisposto un piano di comunicazione rivolto all’utenza, che sarà attuato nei prossimi giorni.

“Ci muoviamo in una situazione ad elevatissima complessità – spiega l’assessore Ceccarelli – perché le linee guida ministeriali confermano la necessità di tarare l’offerta sui mezzi pubblici tenendo conto del distanziamento sociale di un metro fra le persone. Questo riduce la drasticamente capienza dei treni e dei bus, rispetto alle condizioni ordinarie. Stiamo lavorando ad una nostra ordinanza, in stretta sintonia con la Conferenza delle Regioni e in costante confronto con il Ministero, per creare le condizioni migliori possibili per dare all’utenza la risposta più sicura e commisurata alle aspettative. Successivamente, seguendo l’andamento epidemiologico e le varie condizioni dei territori, la capacità dei mezzi potrà essere aumentata. “Sarà fondamentale - continua l'assessore - la massima collaborazione da parte degli utenti per garantire la sicurezza di tutti, anche se siamo i primi ad essere consapevoli che con le regole attuali la capienza dei mezzi, con particolare riferimento ai bus, si rivelerà inadeguata man mano che crescerà la domanda di servizio. Al momento è, in ogni caso, fondamentale che gli utenti siano dotati di apposite mascherine protettive e preferibilmente anche di guanti, tanto più laddove si verificassero condizioni di affollamento superiori a quelle consentite, come non è improbabile che si possa verificare”. “Abbiamo chiesto alle aziende il massimo impegno possibile - aggiunge Ceccarelli - con l'impiego di tutto il personale disponibile per l’attività di supporto e di informazione ai cittadini e per i controlli volti a garantire il rispetto delle regole e la massima riduzione del rischio di contagio. Abbiamo inoltre scritto ai Comuni e alle Prefetture, affinchè si pongano in essere tutte le misure necessarie per l’informazione ai cittadini, per la prevenzione e per il rispetto delle regole fissate, attivando a questo scopo sia gli organi di polizia locale, ma mobilitando anche quelle che possono essere le risorse territoriali e del volontariato di protezione civile”.

L’ordinanza sulla Fase 2 del tpl in Toscana, in preparazione, punterà anche a garantire la gratuità per il trasporto a bordo dei mezzi di biciclette o monopattini, con l’obiettivo di favorire il ricorso alla mobilità sostenibile, anche integrata con i mezzi pubblici. Resta attivo fino al mese di settembre anche il bonus che la Regione riconosce agli abbonanti dei treni per l’acquisto di bici pieghevoli.

“Questi provvedimenti – conclude Ceccarelli – sono in vista della prima fase della cosiddetta riapertura, in programma lunedì. Occorre però subito avviare un percorso di ampia, ma concreta riflessione sul tema di quello che dovrà essere un vero e proprio nuovo piano regolatore degli orari dei territori e delle città. E’ necessario intervenire sulla domanda di servizi, per evitare i cosiddetti picchi di utenza che, soprattutto nella futura fase tre con la ripartenza delle scuole, non sarebbero in nessun modo gestibili con il modello precedente all’emergenza virus. In questo senso, molte pubbliche amministrazioni proseguiranno a favorire e sostenere lo smart-working, ma è fondamentale che anche le aziende e poi le scuole ridefiniscano la propria organizzazione per consentire ai lavoratori e agli studenti di utilizzare il trasporto pubblico. In tal senso ho chiesto massima collaborazione anche a tutti i sindaci, in quanto istituzioni di riferimento per i territori. E chiederei che sia prevista in caso di insufficienza di mezzi di trasporto anche la possibilità di utilizzo dei mezzi Ncc, bus privati e taxi".

"Il trasporto pubblico deve restare una priorità per consentire i flussi nella città metropolitana -si afferma in un documento congiunto di Cgil Firenze, Filt Cgil Firenze-Prato-Pistoia, Cisl FirenzePrato, Fit Cisl Toscana, Uil Firenze, UilTrasporti Toscana- Senza un trasporto pubblico all’altezza di questa sfida si rischia una regressione della nostra città, isolando chi non può ricorrere al mezzo privato e ripristinando un modello di flussi che, sul medio periodo, danneggia nuovamente l’ambiente e la salute dei cittadini. Quel proponimento di fare del servizio di trasporto pubblico l’ossatura della coesione territoriale metropolitana, che si stava faticosamente progettando e costruendo con l’infrastrutturazione in ferro, parcheggi scambiatori, riorganizzazione delle linee e del servizio del tpl, etc., non può uscirne scardinato. Nuove soluzioni devono essere all’altezza di questa difficilissima sfida.

Per questo chiediamo di partire il prima possibile con il confronto con gli enti locali e le organizzazioni datorialiper discutere e condividere un progetto di riorganizzazione di questo importantissimo servizio per i cittadini, al fine di coniugare la sicurezza degli utenti e dei lavoratori impiegarti nei servizi di trasporto, e che sappia e possa via via adattarsi alle necessità e alle situazioni che si verranno a creare. Le prime priorità su cui ci pare importante lavorare e che ci sentiamo di proporre, sono le seguenti:

  • Al fine di non condensare negli orari di punta i flussi di chi si sposta per lavorare, è necessario diluire gli orari di ingresso e uscita dal lavoro concordando il più diffusamente possibile con le aziende sia orari di ingresso scaglionati sia una possibilità di flessibilità di ingesso-uscita su ogni singolo orario (prevedendo una fascia oraria di ingresso e una fascia oraria di uscita per ogni scaglione).
  • Incoraggiare la mobilità dolce incentivando l’uso di biciclette (anche a pedalata assistita) e monopattini con aiuti per l’acquisto o il noleggio e tramite il rafforzamento di una rete di piste ciclabili stabili e provvisorie.
  • Aumento della frequenza delle corse anche spostando i mezzi da linee poco frequentate e utilizzando i mezzi per i servizi turistici e del servizio scolastico per rafforzare e concentrare le possibilità di spostamento secondo le nuove necessità, anche nel trasporto extra-urbano.
  • Istituzione di nuove corsie preferenziali. Questo dovrà non solo avvenire per consentire l’aumento delle frequenze oltre che recupero dei tempi di sosta, ma dovrà anche indirizzarsi sia sulla base dei progetti di scambio tra mezzo privato e bus sia verso le principali aeree industriali, sperimentando la possibilità in quelle aree di un forte servizio di trasporto pubblico cui un domani possa essere dato un seguito anche sulla base dei progetti di estensione della tranvia a Scandicci e di programmazione della linea 4 verso Osmannoro.
  • Garantire la massima sicurezza ad utenti e lavoratori dei servizi di trasporto. Per questo è indispensabile l’accesso ai mezzi solo con mascherine e guanti; l’identificazione del numero massimo di utenti ammessi a bordo dei mezzi e la delimitazione dello spazio per ogni passeggero all’interno del mezzo per garantire il distanziamento sociale; il mantenimento della separazione tra Autista e Passeggeri; la garanzia dell’assistenza ai viaggiatori nelle operazioni di salita e discesa dai mezzi, dando priorità ai viaggiatori in discesa, controllando del numero di passeggeri discesi e ammettendo i passeggeri in salita fino al numero massimo della capienza del mezzo; l’ammissione dei soli possessori di titolo di viaggio alle Autostazioni del servizio extra-urbano".

Redazione Nove da Firenze