Tpl, la gara toscana finisce in Parlamento: FdI chiede di tutelare gli interessi nazionali

Il senatore La Pietra sulla prospettiva che il servizio finisca ad Autolinee, società del gruppo francese Rapt: "Percorso intrapreso in maniera frettolosa dal governatore Rossi e dalla sua giunta, ormai alla fine della sua vita istituzionale"


(DIRE) Firenze, 31 ott. - Sulla gara unica della Regione Toscana per il tpl il senatore di Fratelli di Italia Patrizio La Pietra chiede al governo di intervenire per tutelare gli "interessi nazionali" dinanzi alla prospettiva che il servizio finisca ad Autolinee, la società del gruppo francese Ratp. Nei giorni scorsi la Regione ha accelerato l'iter per il passaggio di consegne, ma Mobit, il consorzio dei gestori uscenti e che e' arrivato secondo nella graduatoria, si è opposto chiedendo la sospensiva al Tar. La richiesta è di attendere la pronuncia definitiva sul contenzioso amministrativo, ovvero la pronuncia nelle prossime settimane del Consiglio di Stato. La lite giudiziaria ruota, fra le altre cose, attorno alla legittimità della partecipazione alla gara da parte del gruppo Ratp, dal momento che gestisce in house, quindi senza essere passato da una selezione competitiva, il trasporto pubblico nell'area parigina.

"È lecito domandarsi - scrive La Pietra nell'interrogazione - per quale ragione oggi si vuole firmare un'aggiudicazione definitiva senza aspettare qualche settimana". In gioco c'è la gestione del trasporto pubblico locale nel prossimo decennio.

Per questo il senatore di Fdi chiede al ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, "quali azioni voglia intraprendere a tutela del trasporto pubblico locale e degli interessi nazionali rispetto ad una gara che agevola una azienda di Stato francese, in contrapposizione alle norme europee sugli appalti, a scapito delle aziende italiane". 

In questo contesto, Fratelli d'Italia, assicura il senatore, "si batterà sempre e comunque per gli interessi nazionali e contro il percorso intrapreso in maniera frettolosa dal governatore Rossi e dalla sua giunta, che ormai si trova alla fine della sua vita istituzionale e, forse, non è più rappresentativa del popolo toscano".

Redazione Nove da Firenze