Toscana Aeroporti: è scontro aperto tra Pisa e Firenze

Dopo l'inasprimento dei rapporti con il Comune di Pisa. La Presidente della Commissione Attività produttive della Camera Nardi: "La Regione opti per un collegamento veloce"


Roma, 20 dicembre 2020- L'interruzione definitiva dei rapporti con il Comune di Pisa e più in generale la crisi degli scali aeroportuali toscani e il grave rischio per i posti di lavoro sono oggetto di ben sei interrogazioni parlamentari.

“Seguendo le recenti polemiche sulla questione del sistema aeroportuale della Toscana fra Pisa e Toscana Aeroporti S.p.A, la società unica proprietaria dei due scali, mi è tornata in mente la storia dei due capponi di Renzo nei Promessi Sposi del Manzoni. Il racconto è noto: mentre stanno andando, a testa in giù e tenuti per e zampe, verso una fine non brillante i due capponi si beccano in continuazione, uno contro l'altro. Ecco quello che noi toscani e soprattutto noi toscani che viviamo sulla Costa dovremmo evitare: litigare, dividerci, prenderci a beccate per poi finire nella pentola di qualcun altro” così la Presidente della commissione Attività Produttive della Camera, Martina Nardi, commenta la polemica sullo sviluppo dello scalo pisano.E' evidente infatti, che lo sviluppo della Toscana sarà naturale conseguenza dello sviluppo di tutta la Toscana e non di una parte di essa a discapito dell'altra – spiega Nardi - . Così come è evidente che se Firenze è la nostra “capitale” questo non vuol dire che la Costa debba rimanere periferica. E non per motivi identitari, ma assai concreti. Un sistema toscano dove non si mettono a valore le energie di tutti sarà destinato alla marginalità rispetto ad altre aree del Paese – aggiunge Nardi -, per questo difendere una idea di sviluppo regionale, significa per prima cosa difendere lo sviluppo della Costa. E sviluppare la Costa significa aiutare lo sviluppo di tutta la Toscana. Faccio un esempio: se tralascio i previsti investimenti già programmati sullo scalo Galilei di Pisa, la conseguenza sarà spostare clienti e attenzione (soldi, aziende, ricerca etc etc) non su Firenze, ma su Bologna, il cui scalo oramai dista dalla Toscana centrale meno di 50 minuti. Quindi non solo danneggerò Pisa, ma danneggerò anche Firenze”. “Il punto vero quindi non è discutere della possibilità che la Costa debba avere quelle infrastrutture che da troppo tempo rivendica, ma il come fare per ottenerle - precisa la Presidente della Commissione - Ed è qui, quindi, che entra in gioco Firenze e la Regione. Ci vuole una scelta coerente e lungimirante, che abbini lo sviluppo parallelo dei due scali a interventi strutturali di riduzione delle distanze fra Firenze e Pisa. Non è più sostenibile – specifica Nardi - che per coprire i 69 km da Pisa a Firenze serva oltre 1 ora di viaggio in treno, mentre per coprire gli 80 km fra Firenze e Bologna ce ne voglia la metà!” “Cosa fare quindi è chiaro – conclude la presidente Nardi -. La Regione deve dire con forza e senza esitazioni che Pisa deve diventare l'aeroporto della Toscana, di tutta la Toscana. Il che va tradotto in strutture e quindi in un collegamento ferroviario veloce, in una specie di TAV, fra Pisa e Firenze che riduca di almeno la metà gli attuali tempi di percorrenza. E' su questo, e non tanto sulla pista al Vespucci, che ora la Regione deve battere un colpo. E dovrà essere forte e chiaro perché c'è necessità di sentirlo anche quaggiù sulla Costa toscana”.

Redazione Nove da Firenze