Test sierologici Covid-19: facoltativi, oppure obbligatori?

“Rossi discrimina tra cittadini di serie A e cittadini di serie B" afferma il Consigliere Fdi Paolo Marcheschi. Stella (FI): "Gratis ai migranti, ma a pagamento agli italiani". CGIL: "I lavoratori positivi rischiano di restare senza retribuzione". Sarti e Fattori: “Perché la Toscana è tra le ultime regioni d’Italia per numero di tamponi effettuati?”


FOTOGRAFIE — Firenze – “L’ordinanza 54 del Governatore Rossi crea discriminazioni incomprensibili, tra cittadini di serie A e cittadini di serie B. Se il test sierologico è una misura a garanzia della salute allora deve essere garantito a tutto, invece il Presidente della Regione discrimina, per alcune categorie di cittadini e professionisti stabilisce un costo per effettuare il test, per altre invece offre la gratuità. Il test non dovrebbe essere facoltativo ma obbligatorio, dovremmo andare verso uno screening di massa per garantire una mappatura della popolazione toscana, in questo caso dovrebbe essere gratuito. Ma visto che è facoltativo non si capisce perché questa facoltà debba essere fatta pagare ad alcuni e ad altri no -dichiara il Consigliere regionale Paolo Marcheschi- Se deve essere facoltativo sia dia la possibilità a tutti di ottenerlo tramite pagamento di un ticket. La mia non vuole essere una polemica perché sono previsti i migranti dei centri di accoglienza tra le categorie per le quali è prevista la gratuità del test, quello che non capisco è perché siano stati esclusi dalla gratuità tanti lavoratori”.

"La Regione Toscana, con l'ordinanza n.54 del 6 maggio 2020, stabilisce che i migranti potranno fare i test sierologici gratuitamente, mentre invece lavoratori e liberi professionisti se li dovranno pagare. Quando ho letto il documento non volevo crederci, ma purtroppo è così. Io mi chiedo cosa porti la sinistra toscana e il governatore Rossi ad applicare queste palesi, offensive e vergognose discriminazioni. Come toscani e come lavoratori, ci sentiamo profondamente amareggiati". Lo afferma il vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Marco Stella (Forza Italia). "A pagina 5 del documento - evidenzia Stella - si legge che 'l'esecuzione del test sierologico a beneficio dei lavoratori, operatori, liberi professionisti' avverrà 'a cura e spese degli stessi'. Mentre alcune righe più sotto l'ordinanza identifica le categorie che potranno fare i test con oneri a carico delle Asl: oltre a medici, infermieri, insegnanti e altre categorie di lavoratori a rischio che si prodigano per il bene della collettività, ci sono 'gli operatori e gli ospiti delle strutture di accoglienza per migranti'. Cioè le strutture che accolgono i clandestini. La Regione Toscana vuole fare i test gratis a chi viene illegalmente nel nostro Paese e viola la legge. E' una vergogna, non ci sono altre parole".

Assistiamo da giorni, nella grande distribuzione alimentare ed in altri settori, a medici di base che, a fronte di esito positivo al test sierologici rifiutano di rilasciare al lavoratore il certificato di esonero dal lavoro. Nel dettaglio, la situazione è questa: si tratta di chi, in ottemperanza alle ordinanze della Regione Toscana, si sottopone al test e laddove questo risulti positivo si pone in isolamento in attesa di tampone, a garanzia della salute dei colleghi, ma senza certificato medico che giustifichi l'assenza da lavoro, e quindi perde la retribuzione.

"Questo comportamento penalizza economicamente i lavoratori .-contesta Massimiliano Bianchi della Filcams Cgil Firenze- Ci chiariscano i medici di medicina generale quale è la ragione per cui non vengono emessi certificati medici; ci chiariscano i medici di medicina generale se condividono l'importanza dello strumento del test sierologico; ci spieghino se sanno che tale comportamento lascia nel limbo lavoratrici e lavoratori senza retribuzione; ci dicano se comprendono che questo comportamento altro non produrrà se non disincentivo a sottoporsi ai test. Chiariscano nelle sedi politiche e scientifiche quale ragione li muove senza scaricare su lavoratrici e lavoratori, nonché sulla comunità tutta, le pecche della burocrazia. Prevalga l’interesse per la salute dei singoli e della collettività".

Circa 7.500 test sierologici verranno effettuati entro breve sul territorio dell’Azienda USL Toscana nord ovest agli assistenti di persone anziane e fragili. E’ un’altra delle importanti azioni di screening attuate dalla Regione Toscana per la ricerca e la valutazione epidemiologica della circolazione del Coronavirus. Il Dipartimento dei Servizi sociali, non autosufficienza e disabilità dell’Asl ha gestito questa iniziativa raccordandosi con i direttori di Zona Distretto, che hanno nella propria disponibilità, in maniera capillare ed uniforme, i test da effettuare nei propri territori.

Ieri intanto è partito il drive through per i dipendenti del Santa Maria Annunziata presso il piazzale del parcheggio davanti alla Palazzina del Poliambulatorio dell’ospedale. Si tratta del servizio per l’effettuazione del tampone riservato ai dipendenti che come ambulatorio Covid, era stato ubicato nella palazzina del Poliambulatorio e che da qualche giorno con la nuova modalità, consente di effettuare il tampone direttamente in auto. La modalità drive è stata decisa per offrire un percorso che già in sicurezza, diventa adesso ancora più dedicato. Il drive through è su prenotazione e viene effettuato da infermieri Asl del Santa Maria Annunziata. Un operatore del servizio di vigilanza indirizza le auto e fa un primo filtro per le operazioni di riconoscimento.

“La Toscana è tredicesima regione italiana per numero di tamponi effettuati (appena 85 ogni 100 mila abitanti), un dato che la colloca persino al di sotto della media nazionale. Se la difficoltà a estendere massivamente il numero di tamponi è dovuta alla scarsa disponibilità di reagenti chimici cosa si aspetta a requisirle alle strutture private e alle aziende produttrici?”. A chiederlo sono i consiglieri regionali di Toscana a Sinistra, Paolo Sarti e Tommaso Fattori, dopo aver letto i risultati della ricerca della Fondazione Gimbe che basandosi sui dati della Protezione Civile ha analizzato i tamponi effettuati in tutte le regioni d'Italia dal 22 aprile al 6 maggio scorso. “Ritrovarsi agli ultimi posti in questa classifica è un pessimo segnale e le strategie di testing annunciate ieri dal presidente Rossi non bastano”, proseguono Sarti e Fattori. “Da settimane stiamo ripetendo che l’effettuazione di tamponi a tappeto deve essere una precondizione per qualsiasi riapertura in sicurezza e per interrompere le catene di contagio sui luoghi di lavoro. Se mancano i reagenti per analizzare i tamponi, come denunciato giorni fa anche dall’Azienda regionale di sanità, cosa aspetta la Regione a requisirli alle strutture private e alle aziende produttrici che ne sono in possesso?”

L'Ordinanza del Commissario Straordinario Arcuri, e ancor prima l'annuncio del Premier Giuseppe Conte, che hanno fissato il prezzo di vendita al pubblico delle mascherine chirurgiche a 50 centesimi, hanno ottenuto come conseguenza che le mascherine sono praticamente introvabili, tanto a Firenze città che in Provincia

"Si fa presto a rendere obbligatori determinati dispositivi di sicurezza-afferma Elisa Montemagni, Capogruppo in Consiglio regionale della Lega- ma, se poi, per trovare mascherine ed ora anche i guanti, i cittadini devono dare vita ad una quotidiana "caccia al tesoro" allora c'è qualcosa che non torna." "Facile fare Ordinanze o affini-prosegue il Consigliere- che dovrebbero essere, giustamente, seguite alla lettera dalle persone che, però, disorientate ed anche un pò arrabbiate, per usare un garbato eufemismo, si sono ritrovate, finora, a fare attese infinite per conquistare le agognate mascherine per poi, magari, essere costrette a tornare a casa senza aver raggiunto l'obiettivo." "Pare-precisa l'esponente leghista-che, ora, dunque sia la volta dei guanti monouso a rendere complicata la vita dei toscani; molto difficilmente reperibili nei supermercati, praticamente assenti anche in diverse farmacie, rischiamo seriamente di vedersi innescata una problematica infinita." "Bisogna, quindi-sottolinea la rappresentante del Carroccio-correre immediatamente ai ripari, anche perchè, visto che sono usa e getta, ne serviranno quantità enormi." "Invitiamo, pertanto-conclude Elisa Montemagni-le Istituzioni ad attivarsi tempestivamente in tal senso per evitare che i cittadini debbano ritrovarsi a mani nude contro il Coronavirus."

"L'imposizione di un prezzo - attacca Jacopo Cellai, Capogruppo Forza Italia al Comune di Firenze e Coordinatore Azzurro cittadino- senza una preventiva verifica dei costi sostenuti dai distributori dei dpi ha avuto la logica conseguenza di creare una vera e propria giungla. Molte Farmacie, piuttosto che vendere sottocosto le mascherine, hanno preferito regalarle; altre, invece, per non subire un danno economico, hanno momentaneamente sospeso la vendita. Una situazione paradossale, che va a nocumento dei cittadini, visto che continuano ad esserci difficoltà anche per l'approvvigionamento delle mascherine gratuite, inviate dalla Regione Toscana, con molte Farmacie della città che ricevono pochi pezzi che quindi vengono esauriti velocemente".

"La situazione è analoga anche in provincia - sottolinea Giampaolo Giannelli, Vice Coordinatore Provinciale di Forza Italia- proprio stamani ho parlato con alcuni farmacisti della Val di Sieve, alle prese con le lamentele dei cittadini che non hanno reperito le mascherine gratuite erogate dalla Regione Toscana. Inoltre - prosegue Giannelli - gli stessi farmacisti ci hanno detto di aver pagato le mascherine 1,30 + iva; come possono venderle a 50 centesimi? Siamo di fronte all'ennesimo annuncio spot del Governo, privo di riscontri nei fatti.La situazione è grave e seria - concludono i 2 esponenti Azzurri - occorre, da parte del Governo, un provvedimento che risolva il problema in maniera immediata, una soluzione concertata coi farmacisti che non possono subire ovviamente un danno economico.Occorre finirla con le improvvisazioni e gli annunci spot; il governo compia un passo di piena assunzione di responsabilità trovando una soluzione immediata, perchè i cittadini sono stanchi di girare a vuoto per trovare i dispositivi di protezione individuale".

Redazione Nove da Firenze