Test di accesso alla facoltà di Medicina: proteste contro il numero chiuso

Firenze: il Fronte della Gioventù Comunista alla Fortezza da Basso con striscioni e megafoni. Giacomelli: "L’estrazione sociale degli studenti è diventata in Italia la prima determinante dell’esito dei test. Eppure il Paese soffre da anni una cronica mancanza di personale medico e sanitario"


In occasione delle prove di accesso alla facoltà di Medicina, svoltesi questa mattina alla Fortezza da Basso, il Fronte della Gioventù Comunista (FGC) si è mobilitato a Firenze come in tutta Italia con azioni di protesta contro il numero chiuso nell’università.

Oltre che a Firenze le manifestazioni di protesta ci sono state nelle università di Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Cagliari, Bologna e decine di atenei in capoluoghi di provincia e regione. «L’estrazione sociale degli studenti è diventata in Italia la prima determinante dell’esito dei test. Come si può parlare ancora di meritocrazia? - ha commentato Gabriele Giacomelli responsabile locale FGC – le migliaia di studenti che non provengono da scuole prestigiose e che non possono permettersi di prepararsi con corsi privati dal costo di migliaia di euro vengono duramente penalizzati durante queste prove. Se non si parte dalle stesse condizioni, di certo non se ne può fare una questione di merito. L’Italia - ha aggiunto Giacomelli- soffre da anni una cronica mancanza di personale medico e sanitario. Il saldo negativo tra chi va in pensione ed i nuovi medici continua ad aggravarsi, col risultato che in 7 anni abbiamo perso 9mila medici e mancano 50mila infermieri. Solo in Toscana nelle corsie dei nostri ospedali mancano circa 150 medici oltre 770 infermieri. È ormai chiaro che nella situazione attuale i test di Medicina servano solo ad assecondare i tagli alla sanità pubblica, tutto a vantaggio del privato».

Redazione Nove da Firenze