Termovalorizzatore: la Regione Toscana intende fare a meno dell'inceneritore di Firenze?

La Regione nega la nuova autorizzazione a Q-Termo per la realizzazione del'impianto


La Conferenza dei Servizi dello scorso 28 gennaio sul procedimento avviato a Dicembre 2018 dalla Direzione Ambiente ed Energia della Regione Toscana frena nuovamente l'inceneritore di Firenze. 
L’inceneritore di Firenze uscirà dal Piano Regionale dei Rifiuti e dal Piano di Ambito di Ato Toscana Centro?

"Sono molto soddisfatto della decisione della Regione di negare la nuova autorizzazione a Q-Termo per la realizzazione del'impianto. I motivi sono esattamente quelli che abbiamo sollevato con il ricorso del Comune che ha portato al primo stop: non c'è traccia delle opere di mitigazione, non ci sono tempi certi, tutto troppo confuso - così Emiliano Fossi, Sindaco di Campi Bisenzio e promotore del ricorso che aveva bloccato la costruzione del termovalizzatore, che aggiunge - l'aspetto però più interessante, perché mette una pietra sulla questione, è il cambio di linea della Regione che, per bocca del Presidente Rossi, ha detto che alla luce di considerazioni aggiornate sugli aspetti sanitari e ambientali, l'opera è di fatto inutile. Bene. Lo diciamo da tempo". Fossi poi ragiona in prospettiva e rivendica l'impegno del Comune "Speriamo si sia chiusa una vicenda che dura da troppi anni, e che la Regione costruisca un piano per la gestione dei rifiuti che superi finalmente del tutto le previsioni di nuovi impianti nella Piana. Noi dal canto nostro non vogliamo passare come quelli dei no: ad esempio stiamo facendo un grande lavoro per la riduzione dei rifiuti e la differenziata che, con l'introduzione del porta a porta, ha raggiunto livelli superiori al 70%".

Esultano le Mamme NO Inceneritore, WWF Italia, Italia Nostra ed il Forum Ambientalista "Q.tHermo, società partecipata dal gestore toscano dei rifiuti Alia spa e da Sviluppo Ambiente Toscana del gruppo emiliano Hera, aveva fatto istanza di rinnovo parziale dell’Autorizzazione Integrata Ambientale per la realizzazione e l’esercizio dell’impianto. Tale richiesta di rinnovo parziale ci era suonata alquanto grottesca e non possiamo che plaudere davanti alla scelta della Regione Toscana di rigettare l'istanza.
Q.tHermo chiedeva di ottenere una nuova Autorizzazione tralasciando il motivo che aveva determinato l’annullamento definitivo della Autorizzazione in Consiglio di Stato, ossia la questione della mancata realizzazione delle opere di compensazione ambientali (i cosiddetti Boschi della Piana). La direzione Ambiente ed Energia ha affermato che l’istanza non può essere accolta “il progetto presentato non contiene, in relazione a quanto eccepito dal Consiglio di Stato, un progetto per la realizzazione in tempi e modi certi delle opere di mitigazione che determino gli effetti auspicati dalla VIS (Valutazione di Incidenza Sanitaria) del 2005, né una rivalutazione complessiva della situazione ambientale e sanitaria della Piana che tenga conto degli effettivi cumulati derivanti dall’eventuale sviluppo infrastrutturale nell’area.” Aggiungiamo noi che non si tengono nemmeno in conto gli effetti cumulati che già ci sono stati a causa di un enorme sviluppo infrastrutturale nell’area nei 14 anni trascorsi tra la VIS e oggi. La direzione Ambiente ed Energia afferma inoltre che una nuova istanza dovrà prevedere, oltre ad una nuova VIS, un piano per un bosco vero e proprio già in grado all’accensione dell’impianto di assorbire le emissioni; un bosco adulto, quindi, che necessita di molti anni di accrescimento. Dopo lo STOP giudiziario e lo STOP dei finanziatori, arriva quindi anche lo STOP tecnico/autorizzativo. A questo punto manca solo lo STOP politico, ossia lo stralcio dell’inceneritore di Firenze dalla programmazione regionale e di ambito. Come abbiamo già richiesto più volte, ribadiamo che per noi l’inceneritore di Firenze deve uscire dal Piano Regionale dei Rifiuti e dal Piano di Ambito di Ato Toscana Centro. E non ci sfuggono certo le intenzioni di Q.tHermo, d’altronde già preannunciate nella nota integrativa abbreviata al bilancio della società al 31.12.2017: “Si sottolinea come, in caso di esito negativo del contenzioso, nel momento in cui si venisse a prefigurare la fattispecie dell’anticipata risoluzione della concessione per fatti non imputabili al concessionario medesimo, la Società, così come oltretutto espressamente previsto della Convenzione trilaterale sottoscritta fra Q.tHERmo, ex Quadrifoglio S.p.A. ed ATO Toscana Centro il 18 Ottobre 2016, procederà alla richiesta di indennizzo nei confronti di ATO Toscana Centro”. Dopo questo ennesimo stop, chiediamo a tutti i Comuni dell'ATO Toscana Centro di attivarsi per sciogliere la convenzione tra Ato Toscana Centro, Quadrifoglio (ora Alia) e Qthermo, visto che la società di scopo Q.tHermo non possiede il requisito principale, ossia il titolo abilitativo alla costruzione e all’esercizio dell’impianto. Ricordiamo che la Convenzione era nata per dare, tramite la Tari pagata dai cittadini, la piena e forzata copertura economica alla gestione dell’impianto di incenerimento già avviato e che adesso può quindi essere dichiarata carta straccia dall’assemblea dei sindaci. È giunto il momento che la politica si prenda le proprie responsabilità e faccia il passo deciso verso una gestione dei rifiuti improntata davvero sull'economia circolare, sul riciclo, sulla raccolta differenziata e sulla tariffazione puntuale. Abbiamo già perso soldi e tempo, ora è il momento di dare il via alle buone pratiche".

Redazione Nove da Firenze