Tenuta del territorio: dalle banche ai finanziamenti per la montagna

La scomparsa del contatto fisico e il futuro della prossimità

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
07 Ottobre 2026 15:14
Tenuta del territorio: dalle banche ai finanziamenti per la montagna

Camminare lungo il corso principale del proprio comune e trovare le vetrine di una storica filiale bancaria oscurate, o sostituite da un semplice bancomat automatizzato, è un'esperienza quotidiana per migliaia di cittadini e piccoli imprenditori toscani. Quella che ad un primo sguardo potrebbe sembrare un'inevitabile riorganizzazione logistica rappresenta, in realtà, la spia di una metamorfosi strutturale profonda, in grado di ridefinire la geografia economica e sociale del territorio.

A misurare l'impatto reale di questa trasformazione è il recente rapporto dell'Istituto Regionale per la Programmazione Economica della Toscana sulla rarefazione dei servizi bancari. La tesi centrale emersa dallo studio evidenzia un paradosso contemporaneo: se da un lato la digitalizzazione e le app mobili semplificano i flussi operativi ordinari, dall'altro la progressiva contrazione della rete fisica sta impoverendo il tessuto relazionale e creditizio locale. Nelle sezioni seguenti analizzeremo i 5 aspetti più impattanti emersi dal report, per comprendere quali territori stiano correndo i rischi maggiori e quali soluzioni innovative possano preservare il principio di prossimità.

I dati quantitativi elaborati dall'IRPET restituiscono la dimensione esatta di un ridimensionamento senza precedenti nella storia bancaria recente. Tra il 2008 e il 2025, la Toscana ha registrato un crollo degli sportelli bancari pari al 44,5%, vedendo contrarsi i propri presidi operativi da 2.541 a soli 1.410. Un trend che riflette fedelmente la dinamica nazionale e dell'area euro: in Italia, nello stesso arco temporale, la rete degli sportelli è scesa da 34.146 a 19.140 unità (una contrazione di circa il 44%).

Approfondimenti

L'analisi dell'evoluzione temporale rivela un'accelerazione sensibile nell'ultimo decennio (2015-2025), durante il quale la regione ha perso ben 855 filiali. Questo ritiro ha generato un'impennata di Comuni privi di qualsiasi punto di riferimento bancario o serviti da un singolo operatore.

IndicatoreDato Storico (2008 / 2015)Dato Attuale / Proiezione (2025)Variazione
Sportelli in Toscana2.541 (2008)1.410 (2025)−44,5%
Sportelli in Italia34.146 (2008)19.140 (2025)~−44,0%
Comuni toscani senza sportello12 (2015)31 (2025)+158,3%
Comuni toscani con 1 solo sportello39 (2015)58 (2025)+48,7%

L'elemento analitico più spiazzante dello studio IRPET risiede nello scardinamento del luogo comune secondo cui la desertificazione creditizia sarebbe un fenomeno confinato esclusivamente alle aree montane o interne (come Lunigiana, Garfagnana, Montagna Pistoiese, Casentino, Valtiberina, Amiata, Val d'Orcia e Maremma interna). L'indagine evidenzia come la rarefazione assuma due forme distinte:

  1. Desertificazione fisica assoluta: tipica dei piccoli comuni periferici.
  2. Sottodimensionamento strutturale dell'offerta: una discrepanza marcata tra la domanda espressa da famiglie e imprese e i servizi bancari effettivamente disponibili sul territorio.

Sotto questa seconda veste, la rarefazione colpisce duramente distretti intermedi ad alta vocazione manifatturiera ed industriale come Valdinievole, Valbisenzio, Piana pratese, Media Valle del Serchio e Valdarno. Emblematico è il caso della provincia di Prato, che pur senza soffrire alcun isolamento geografico, evidenzia una netta sproporzione tra l'elevato dinamismo economico e una rete creditizia fortemente contratta. Su scala provinciale, le aree più esposte e vulnerabili risultano essere Massa-Carrara, Lucca e Pistoia.

Complessivamente, l'indice di esposizione individua criticità in ben 109 comuni (il 40% del totale regionale), nei quali risiede il 12% della popolazione e opera il 9% delle imprese toscane. Tra questi, spicca un nocciolo duro di 38 comuni ad altissima fragilità (pari all'1,9% della popolazione), deficitari contemporaneamente su presenza fisica, intensità dell'offerta e tenuta demografica. Questi centri iper-critici presentano una popolazione media inferiore ai 1.700 abitanti — nettamente al di sotto della media regionale — e una densità occupazionale estremamente ridotta.

Per costruire l'indice comunale di esposizione alla rarefazione, l'IRPET ha incrociato i dati ISTAT, ABI, Banca d'Italia e Poste Italiane, valutando la presenza fisica non solo in base alle filiali creditizie, ma considerando anche l'eventuale assenza o presenza di uffici postali e sportelli ATM automatici, che in molte realtà marginali rappresentano l'ultimo baluardo di operatività.

La ricerca dimostra come le applicazioni di digital banking, sebbene efficaci per le transazioni ordinarie di cassa, costituiscano un'illusione di soluzione per tre specifiche categorie sociali ed economiche:

  • La popolazione Over 75: fortemente limitata da barriere di alfabetizzazione digitale o accessibilità tecnologica.
  • I residenti nelle case sparse: costretti a percorrere considerevoli distanze fisiche anche per esigenze primarie.
  • Le micro e piccole imprese: per le quali l'algoritmo non può sostituire la conoscenza diretta del mercato locale e la valutazione personalizzata del merito di credito.

Lo sportello bancario ha svolto storicamente la funzione di presidio di prossimità, consulenza e supporto alla nascita di nuove attività. Come evidenziato dal Direttore dell'IRPET, Nicola Sciclone, "il punto non è tanto il numero di sportelli persi, quanto piuttosto come questa riduzione sia divenuta una perdita di accessibilità, relazioni e opportunità per famiglie e imprese".

Riconoscere la gravità del fenomeno non significa inseguire ipotesi nostalgiche: sia gli analisti dell'IRPET che i decisori politici concordano sul fatto che riaprire capillarmente vecchie filiali tradizionali sia un'opzione fuori dal tempo e insostenibile per i bilanci degli istituti di credito. La risposta risiede piuttosto nell'elaborazione di un modello flessibile di accessibilità ai servizi essenziali:

  • Sportelli itineranti e presidi fisici condivisi: adozione di bus bancari attrezzati e hub neutrali multi-brand, gestiti in cooperazione tra più istituti di credito o in sinergia con gli enti locali e le Poste nei comuni rimasti privi di filiali.
  • Rafforzamento selettivo dei servizi creditizi: potenziamento mirato delle funzioni di consulenza nelle aree produttive intermedie dove la presenza fisica esiste, ma appare palesemente sottodimensionata rispetto al volume d'affari.
  • Tutoraggio digitale ed educazione finanziaria: programmi strutturati di affiancamento sul campo per accompagnare gli anziani e le utenze fragili nell'utilizzo sicuro degli strumenti online.

La contrazione della rete creditizia si inserisce all'interno della più ampia partita per la tenuta socio-economica delle aree interne e montane. Sulla questione è intervenuta con forza Anci Toscana attraverso Luca Marmo (coordinatore della Consulta della Montagna e sindaco di San Marcello Piteglio), unendosi alle contestazioni di Regioni e Province contro i tagli alle risorse per il 2026 decisi dal Ministero per gli affari regionali. Marmo ha evidenziato come tali riduzioni penalizzino i territori proprio mentre le misure di fiscalità agevolata previste dalla Legge della Montagna n. 131/2025 non sono ancora entrate a regime, sollecitando un incremento strutturale dei fondi a partire dal 2027 e rivendicando una visione integrata e non dualistica del rapporto centro-periferia.

A conferma di quanto la difesa dei servizi debba associarsi a interventi economici diretti, la Regione Toscana ha deliberato uno stanziamento straordinario di 1,5 milioni di euro a favore delle micro, piccole e medie imprese che gestiscono gli impianti di risalita nei comprensori di Amiata, Garfagnana, Montagna Pistoiese e Zeri:

  • 1 milione di euro (suddiviso in due tranche da 500 mila euro per il 2026 e 500 mila per il 2027) di contributi a fondo perduto fino all'80% per coprire i costi di funzionamento e manutenzione (personale, energia, servizi). Per questo fondo, le spese ammissibili sono quelle sostenute nel periodo compreso tra il 1° ottobre 2026 e il 30 aprile 2027.
  • 500 mila euro (per il 2026) in conto capitale (fino all'80%) dedicati ad ammodernamento e sicurezza di impianti e attrezzature.

La razionalizzazione della rete bancaria rappresenta un passaggio irreversibile, ma il modo in cui gestiamo questa transizione determinerà la coesione sociale della Toscana di domani. La vera sfida non consiste nel contrastare l'innovazione digitale, bensì nel governarla affinché l'efficienza tecnologica non si traduca in un impoverimento dei territori, nella perdita di un dialogo fiduciario con le piccole imprese o nell'isolamento degli utenti più vulnerabili. Riconnettere le periferie significa garantire il diritto all'accesso ai servizi essenziali in ogni angolo della regione.

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