Tav Firenze: 12 operai edili del cantiere Foster si dimettono

Cgil-Cisl-Uil di categoria lanciano l’allarme stallo sul cantiere e invitano le parti in causa a un monitoraggio attento per salvare l’opera


 Tav Firenze: 12 operai edili di Nodavia, impegnati nel cantiere della Stazione Foster di Firenze, in questi giorni hanno dato le dimissioni per giusta causa, per la mancata retribuzione da oltre due mesi e per l’impossibilità di potersi mantenere in trasferta tra vitto e spese di viaggio. Un epilogo che non stupisce i sindacati, "Conosciamo le difficoltà di tutti e 50 i lavoratori di Nodavia su Firenze, che da mesi lottano, scioperano e fanno manifestazioni per difendere il proprio lavoro e i propri diritti. Come sindacati restiamo molto preoccupati per la vertenza". "Vista la situazione di Nodavia, e vista anche quella di Condotte che controlla Nodavia e che ha presentato istanza di concordato in bianco, accolta dal Tribunale di Roma a metà gennaio, si rischia che lo stallo sulle attività nel cantiere Foster si protragga, e serve che le istituzioni, i sindacati, le aziende e Ferrovie monitorino attentamente l’evolversi delle cose per evitare degli stop all’opera" commentano Feneal Uil, Filca Cisl, e Fillea Cgil Firenze.

“Vi sono oltre 50 fra operai ed impiegati-afferma amaramente Jacopo Alberti, Consigliere regionale della Lega e Portavoce dell’Opposizione-che da circa tre mesi non ricevono lo stipendio e devono, altresì, mantenersi lontano da casa.” “Dodici di loro-prosegue il Consigliere-si sono addirittura licenziati per l’impossibilità di proseguire un rapporto di lavoro in queste disastrate condizioni.” “Una situazione di precarietà inaccettabile-sottolinea Alberti-che amplifica ancora di più, con risvolti sociali non minimizzabili, una deleteria situazione di stallo, considerate le presumibili difficoltà economiche di Nodavia e Condotte Spa.” “A questo punto-precisa l’esponente leghista-è doveroso che le Istituzioni, le imprese impiegate e Ferrovie dello Stato, non si sottraggano alle loro responsabilità, verificando attentamente la problematica.” “Insomma-conclude seccamente Jacopo Alberti-un’opera che, pur nella sua controversa realizzazione, teoricamente doveva creare nuovi posti di lavoro, finisce, invece, per mettere in crisi decine di incolpevoli lavoratori che pagano di tasca propria per l’incompetenza altrui.”

Redazione Nove da Firenze