Tari: sconti in bolletta in caso di calamità, o pandemie

Modifica al regolamento comunale. Ambulanti soddisfatti per l'azzeramento della Cosap. Il direttore della Confcommercio Toscana Franco Marinoni esprime soddisfazione per il provvedimento che l’Amministrazione Comunale fiorentina è in procinto di prendere. “Le imprese hanno un disperato bisogno di tagliare i costi delle locazioni, altissimi già prima della crisi da Covid, ma ora diventati insostenibili”


Firenze, 10 settembre 2020- Una modifica al regolamento Tari che introduce la possibilità per la giunta di concedere riduzioni alla tassa sui rifiuti. E’ quanto contenuto in una delibera dell’assessore al bilancio approvata nel corso dell’ultima giunta che sarà portata alla valutazione del Consiglio comunale. Con questo atto la giunta introduce una nuova tipologia di agevolazione tariffaria con sconti sulla Tari nel caso di crisi economiche conseguenti ad eventi imprevisti, imprevedibili e di eccezionale rilevanza, quali calamità naturali, eventi sanitari come una pandemia, o eventi socio-politici anche a livello internazionale che abbiano una ricaduta pesante sull’economia locale. Con questa modifica al Regolamento Tari la giunta comunale può prevedere, con propria deliberazione, la riduzione della Tari mediante riduzione della parte fissa e della parte variabile, individuando le categorie a cui applicarla.

“Siamo soddisfatti del provvedimento con cui l'Amministrazione Comunale di Firenze ha azzerato il canone Cosap da marzo a dicembre 2020 per gli operatori non alimentari del commercio su area pubblica”. Lo scrivono in una nota congiunta i segretari delle associazioni di categoria Fiva-Confcommercio, Anva-Confesercenti, Fivag-Cisl e Cna, sottolineando che “questo importantissimo risultato, per niente scontato, è il frutto delle numerose istanze che abbiamo presentato in questi mesi all'assessore Gianassi, per motivargli l’estrema urgenza di un sostegno concreto alle tante imprese del settore, strette dalla morsa di una crisi che non ha paragoni negli ultimi decenni. Riconosciamo all’assessore Gianassi di aver mantenuto la parola data”. “Per noi – prosegue la nota - si tratta di un primo obiettivo importante dal punto di vista economico, ma anche perché riconosce il ruolo che il settore del commercio su area pubblica svolge nel tessuto socio-economico della città, al servizio di tutti. Un ruolo che il periodo del lockdown ha reso ancora più evidente”. “Il centro storico di Firenze conta ad oggi quasi 500 posteggi, i cui titolari, insieme alle loro famiglie, vuoi per la mancanza di turisti vuoi per il calo dei consumi stanno pagando a caro prezzo la crisi economica legata alla pandemia in atto. Chiediamo che il loro futuro, insieme a quello del commercio su area pubblica in generale, sia preso nella dovuta considerazione nei progetti e le decisioni che riguardano la città”. “Ringraziamo quindi l’Amministrazione Comunale per il segnale di attenzione che ha dato al comparto azzerando la Cosap e rinnoviamo la nostra totale disponibilità a fornire idee e proposte fattibili sui tanti temi del commercio ambulante che ancora devono trovare una soluzione, dal rinnovo delle concessioni in scadenza al 31 dicembre 2020 all'adozione dei giusti criteri derivanti dall'entrata in vigore del Canone Unico, fino alla riqualificazione delle aree mercatali e all'aggiornamento del quadro regolamentare comunale fermo al 2008”.

La decisione della giunta Nardella di ridurre l’Imu per i proprietari di immobili commerciali che applicheranno uno sconto sull’affitto del 30% per almeno 6 mesi incontra il pieno favore della Confcommercio. “Lo diciamo da mesi”, sottolinea il direttore di Confcommercio Toscana Franco Marinoni, “le imprese hanno un disperato bisogno di tagliare i costi, a partire da quelli relativi alle locazioni, altissimi già prima della crisi da Covid, ma ora diventati insostenibili in città come Firenze, dove la mancanza dei flussi turistici abituali ha dimezzato gli incassi. La delibera dell’assessore al bilancio giunge a proposito perché è pensata proprio per incentivare i proprietari ad abbassare gli affitti alle attività economiche in difficoltà”. Il provvedimento, ora al vaglio del consiglio comunale, dovrebbe vedere la luce entro breve. “E Firenze potrebbe così diventare un esempio da seguire per molti Comuni”, prosegue Marinoni, che ricorda “questa è una battaglia di sensibilizzazione che stiamo portando avanti da qualche tempo, a Firenze anche con il sostegno della Prefettura, che ha promosso un protocollo d’intesa tra vari soggetti per arrivare ad una maggiore cooperazione tra affittuari e proprietari di immobili a uso commerciale in questo momento di grave crisi economica”. “Nulla, ovviamente, può sostituirsi all’accordo diretto fra locatore e locatario, ma è pur vero che vi sono orientamenti giurisprudenziali utili da conoscere nel contesto di una ridefinizione dei canoni”. Uno è recentissimo: in un provvedimento cautelare il Tribunale di Roma ha stabilito che la richiesta di un ristoratore romano di vedere abbassato l’affitto per il proprio locale è del tutto legittima, proprio in virtù dell’evidente stravolgimento del contesto economico. Nello specifico, il Giudice ha ritenuto di imporre, in aggiunta al credito di imposta al 60%, una riduzione temporanea del canone pari al 40% per i mesi di aprile e maggio 2020, e al 20% per i mesi da giugno 2020 a marzo 2021. “Ridefinire i contratti dovrebbe essere il frutto di uno spontaneo accordo tra locatore e locatario ma, purtroppo, a volte questo non avviene”, spiega il direttore di Confcommercio Toscana, “le misure adottate dal Governo su questo tema, come il credito d’imposta a copertura parziale dei canoni di locazione, non si sono rivelate sufficienti. Ora anche il Comune di Firenze ci viene in aiuto. Ma molti imprenditori sono soli ad affrontare il problema del caro-affitti”.

Redazione Nove da Firenze