Strage di Via D’Amelio: fiori in ricordo di Emanuela Loi

A 27 anni dall’attentato del 19 luglio 1992 cerimonia anche a Bagno a Ripoli


A 27 anni dalla strage di Via D’Amelio in cui la mafia uccise Paolo Borsellino ed i cinque agenti della scorta, in tutti gli uffici di polizia italiani, a qualunque latitudine, dall’ufficio prestigioso a quello più isolato, in qualche stanza o corridoio, esiste un quadretto appeso con questi cinque volti. Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi, Claudio Traina e Eddie Walter Cosina sono diventate le nostre icone civili della legalità.

Stamattina il capo della Polizia Franco Gabrielli ha partecipato, a Palermo, ad una cerimonia all’interno del chiostro della questura. Erano presenti il questore, le massime autorità sulla lotta alla criminalità organizzata ed alcuni personaggi del mondo dello spettacolo, tra cui Gigi D’Alessio. Il dibattito è stato incentrato sul contrasto al fenomeno mafioso, in particolare alla sensibilizzazione delle nuove generazioni al rispetto delle regole e della legalità. A seguire, nel pomeriggio, alle ore 15, avrà luogo la cerimonia commemorativa, con deposizione di corona di alloro in ricordo dei Caduti, all'Ufficio scorte della questura e successivamente sarà celebrata una Santa Messa in suffragio delle vittime, officiata da Don Cosimo Scordato presso la chiesa San Francesco Saverio del quartiere Albergheria di Palermo.

Questa mattina, anche il Sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini ha deposto un mazzo di fiori alla targa di Largo Emanuela Loi. La targa era stata inaugurata appena due mesi fa in memoria della prima agente della Polizia di Stato a perdere la vita in servizio, proprio in quell’attentato.

Insieme al Sindaco, i rappresentanti di Spi-Cgil Bagno a Ripoli e di Auser, le associazioni che insieme al Comune hanno promosso l’intitolazione.

«Oggi, come sempre – ha commentato Casini – il ricordo si deve accompagnare alla lotta contro ogni tipo di mafia. L’impegno per la legalità parte da ciascuno di noi e dalle nostre comunità.»

Redazione Nove da Firenze