Startup: cosa sono dove sono e cosa fare per lavorarci.

10 regole per chi vuole entrare nel mondo delle startup e non commettere errori alquanto banali, ma frequenti.


FIRENZE — Tutti conoscono molto bene le bellezze artistiche e culturali di Firenze, invidiate in ogni parte del mondo. E' molto meno di dominio il pubblico il fatto che nel capoluogo toscano in poi si siano insediate dagli anni '90 in poi molte startup, soprattutto in ambito digitale. Non facciamo nomi per non fare torto a nessuno ma stiamo parlando anche di aziende che sono riuscite poi a svilupparsi anche in ambito nazionale e worldwide.

Intanto, facciamo chiarezza su cosa si intende per startup nella nostra lingua. Con il termine, anche in italiano si indica principalmente la fase iniziale di avvio delle attività di una nuova impresa. Il termine è chiaramente di derivazione anglosassone e significa partire, mettersi in moto. Il processo di digitalizzazione anche nel nostro paese sta creando tantissime startup in praticamente tutte le città d'Italia anche se ovviamente rimane Milano, indubbiamente la capitale economica del nostro paese, il centro maggiormente attivo nello sviluppo di nuovi business.

Soprattutto nelle nuove generazioni c'è molto interesse per le startup, sia per avviarle, sia per lavorarci al loro interno. Proprio per questo Holidu, il motore di ricerca per case vacanza ha diffuso pubblicamente una sorta di vademecum per aiutare ragazze e ragazzi a non commettere errori grossolani in caso di un colloquio per entrare all'interno di una startup. Holidu stesso è partito come una startup per poi crescere nel business ed attualmente riceve oltre 700 colloqui al mese e conduce più di cento colloqui al mese per ampliare il proprio team con gli elementi migliori. Da questa esperienza ha sviluppato dunque una sorta di decalogo molto utile per evitare di utilizzare frasi "sconvenienti".

Tra le prime che mettiamo subito in evidenza c'è "Sono una frana in inglese". La lingua di William Shakespeare è la chiave di volta nel mondo attuale. Nel nostro paese siamo ancora molto indietro nella conoscenza di quella che è la lingua più parlata al mondo. Non per forza si richiede una conoscenza scolastica o accademica ma la capacità sopratutto pratica di mettersi in contatto con possibili utenti e clienti. Tutto si può imparare ma mettere le mani avanti in questo ambito è decisamente da evitare.

Un altro modo di rendersi poco appetibili per una startup è arrivare al colloquio e debuttare con "Scusate, di cosa avete detto che vi occupate qui?". Anche se non si tratta di un marchio famoso o di una grande azienda, sicuramente anche una startup avrà un proprio sito Internet o come minimo un profilo su alcuni social. Studiateli bene, fatevi vedere interessati al loro "core business" e non fatevi trovare impreparati su aspetti principali delle loro attività.

Un bel connubio da evitare è in merito alla propria autostima e al modo di prendere le decisioni. Da evitare dunque "Non credo di aver mai preso una decisione sbagliata". L'arroganza non paga mai, soprattutto in un ambito dove invece si può facilmente sbagliare ed anche dagli errori si può imparare e tanto. Anche un eccesso di decisionismo con ad esempio "Sono abituato a prendere decisioni d’istinto" è fuori luogo in ambiti digitali dove sono importanti lo studio spesso analitico dei dati.

Lavorare in un startup significa anche reinventarsi l'organizzazione del lavoro come siamo stati abituati a conoscerlo fino a pochissimo tempo fa. Tutti devono sentirsi direttamente coinvolti in ogni aspetto dell'impresa, nessuno deve evitare situazioni difficili e non è il caso di aspettare che sempre si aspettino le mansioni a cui si viene assegnati ma essere sempre pronti a prendere iniziativa, dare feedback e rendersi utili autonomamente ovviamente nei modi e nei tempi opportuni. Frasi dunque come "evito le situazioni difficili" o "non sono responsabile di questo progetto" sono davvero lontanissime dal modo con cui si può entrare in una startup.

Holidu infine nel suo decalogo mette in forte rilievo come alla base delle startup debba esserci un forte senso di comunità e di appartenenza, elementi che incidono profondamente sul tema del link building. Ecco dunque che mostrarsi poco propenso ad instaurare momenti ludici e giocosi all'interno del gruppo di lavorare mal si presta a quello che è lo spirito di fondo delle startup.

Dopo tutte questi consigli, a noi dunque non rimane che augurare in bocca al lupo alle ed ai giovani che vorranno tentare di entrare nel mondo del lavoro dalla porta delle startup.

Redazione Nove da Firenze