Stanze degli abbracci in tutte le Rsa di Firenze

L'annuncio del sindaco Nardella: "Presto un bando". Sono stanze speciali con divisori trasparenti che permettono il contatto senza pericolo di contagio


"Il nemico più grande dopo il virus è la solitudine. Per questo con la Società della Salute abbiamo deciso di creare un bando per la creazione di ‘stanze degli #abbracci’ in tutte le Rsa di #Firenze. Luoghi sicuri dove amore e affetto vincono la sensazione di abbandono". Questo l'annuncio, nella tarda mattinata di stamani, del sindaco di Firenze Dario Nardella.

Le stanze degli abbracci sono, nella loro umana semplicità, l'ultima frontiera contro la solitudine in rsa. Grazie a un filtro di plastica, anziani e parenti possono abbracciarsi senza che questo favorisca la diffusione del virus. Perché non c'è solo un virus fisico, c'è anche un virus psicologico che colpisce soprattutto gli anziani costretti a stare molte settimane senza incontrare un figlio o un nipote.

La Regione Toscana sta cercando di venire incontro alle rsa affinché gli spazi e le possibilità di socializzazione siano sempre più diffusi e valorizzati in questo frangente durissimo per tutti. In questi giorni sono stati stanziati quasi 900mila euro per aiutare le rsa toscane ad affrontare queste specifiche spese. 

Alcuni giorni fa l'assessore regionale Monia Monni rese noto: "Abbiamo stanziato 882mila € destinati proprio alle Residenze Sanitarie Assistite per combattere qualcosa che per le persone anziane è ancor più devastante del virus: la solitudine".

Oltre a questo, ha ricordato sempre Monni, per garantire la comunicazione fra la residenza sanitaria, i familiari, i parenti, i tutori autorizzati e gli ospiti, la Regione ha creato anche in alcune Rsa il “portale parenti”, uno spazio virtuale in cui la Rsa controlla e condivide informazioni sulla salute del degente che i parenti possono così visualizzarle, inoltre possono accedere a chiamate e videochiamate con l’ospite.

APPROFONDIMENTO. È on line sul sito della Società della salute di Firenze (Sds) l’avviso con cui le rsa, chiuse alle visite delle persone esterne per motivi sanitari, possono chiedere il contributo per l'implementazione della modalità e degli strumenti necessari a garantire e mantenere la comunicazione tra gli ospiti e i loro familiari. Le domande potranno essere presentate entro il 28 dicembre prossimo.

Possono presentare domanda le residenze sanitarie assistenziali presenti sul territorio della Società della salute di Firenze, autorizzate, accreditate e presenti sul portale regionale delle rsa. Ogni struttura può richiedere al massimo un contributo di 2.750 euro. Il bando della Sds è finanziato con risorse regionali.

Il contributo può essere richiesto esclusivamente per interventi diretti a garantire le comunicazioni con i familiari degli ospiti o a realizzare spazi dedicati agli incontri tra ospite e familiari. In particolare con questo contributo sono ammessi acquisti di cellulari, tablet, televisori, lavagne multimediali, software per la gestione delle comunicazioni con i familiari degli ospiti; l’installazione o il potenziamento del collegamento internet; la realizzazione di spazi dedicati agli incontri in sicurezza tra ospite e familiari come per esempio la ‘Stanza degli abbracci’, dove attraverso una tenda trasparente che protegge dal contagio i familiari possono abbracciare e baciare i familiari malati di Covid.

“La solitudine è nemica degli anziani - ha detto l’assessore a Welfare e presidente della Società della salute di Firenze Sara Funaro -, e lo è ancora di più quando vengo colpiti dalla malattia. Con questo avviso le 36 rsa fiorentine possono chiedere un contributo per l’acquisto di strumenti per garantire e mantenere la comunicazione tra gli ospiti e i loro familiari. Grazie a questi aiuti economici gli anziani si sentiranno meno soli e sentiranno l’affetto dei propri cari lontani che non incontrano da tempo per evitare il contagio da Covid”.

Per informazioni dettagliate e per scaricare l’avviso e il modello di manifestazione di interesse cliccare su http://www.sds.firenze.it/

Redazione Nove da Firenze