Stadio viola: Campi stringe ma anche Figline-Incisa apre a Commisso

foto Alessandro Zani

Stamani il patròn viola ha incontrato di nuovo il sindaco campigiano Fossi ma la valdarnese Giulia Mugnai avverte: "Anche noi ci siamo". Idea Le Borra, già avviati contatti con la Fiorentina: è una zona vicina a Bagno a Ripoli, dove sorgerà il centro sportivo. Nardella tace, il Comitato pro Franchi spinge per il restyling. Ricorsi ok: Barone assolto, multe ridotte a 10mila euro per Pradè e Antognoni


Ormai è chiaro: Rocco Commisso e la Fiorentina stanno fortemente accarezzando l'idea di fare il nuovo stadio viola fuori dei confini comunali di Firenze. Il progetto Mercafir non piace alla società viola, il restyling del Franchi nemmeno perché secondo il club per fare un lavoro ottimale andrebbero buttate giù le curve e la Soprintendenza da questo orecchio non ci sente. 

Cose già note, quelle appena dette, ma un'intervista del patròn viola stamani a Repubblica ha ulteriormente fatto capire come si sta evolvendo la situazione. “Se un Sindaco mi chiama, faccio lo stadio lì. Qualsiasi Comune dell’area metropolitana abbia un’area libera, si faccia vivo”, ha detto tra l'altro Commisso, che da giorni sta incontrando frequentemente il sindaco di Campi Emiliano Fossi e il suo entourage per portare avanti un discorso aperto da mesi. Anche stamani i due si sono incontrati.

Ma l'appello del presidente viola ha stuzzicato l'appetito anche di altri Comuni dell'area metropolitana, primo tra tutti quello di Figline-Incisa Valdarno e c'è un motivo logistico ben preciso: la vicinanza con Bagno a Ripoli, dove sorgerà il nuovo centro sportivo viola. Il sindaco di Figline-Incisa, Giulia Mugnai, con un post su Facebook apre le porte alla Fiorentina:

"Oggi, sulla prima pagina di Repubblica Firenze, ho letto ben chiara la richiesta di Commisso: Non posso che rispondere che NOI CI SIAMO. Disponibili a parlarne e a verificare, nel minor tempo possibile, se le aree (libere) di Figline e Incisa Valdarno rispondono alle sue necessità. Perché, è vero, la burocrazia (troppo spesso) richiede tempi, passaggi di ruoli e di competenze tra più enti, certificazioni e lungaggini che non risultano accettabili né comprensibili da chi, per sua fortuna, non deve confrontarcisi tutti i giorni. Ma, al di là della burocrazia, c’è un fatto che Commisso, nella sua intervista a Repubblica, ha ben evidenziato e per il quale lo ringrazio: NON DEVE ESISTERE SOLO LA CITTÀ!

Tutti la amiamo profondamente e tutto il mondo ce la invidia, ma Firenze (purtroppo) è già schiacciata da attività invasive, come quelle del turismo di massa. Alle sue porte, però, c’è il Valdarno e, in particolare, c’è Figline e Incisa: un Comune che è punto di riferimento per la vallata, facile da raggiungere (in macchina o in treno) e disponibilissimo ad accogliere nuovi investimenti. E con spazi vuoti, pronti ad essere riempiti. Stamani insieme ad Enrico Buoncompagni, il nostro Vicesindaco, abbiamo dato mandato all’ufficio competente di avviare le prime valutazioni tecniche, per capire se c'è un'area sul nostro territorio comunale adatta ad accogliere un’opera come lo Stadio, mi viene in mente Le Borra ad esempio. Intanto, invito Commisso ad avviare un dialogo con la nostra Amministrazione. Perché la sua richiesta di aiuto ci è arrivata forte e chiara in Valdarno e siamo pronti a provare ad accoglierla".

Insomma la macchina comunale si è messa in movimento, e probabilmente lo stesso starà succedendo in altri Comuni dell'area fiorentina.

Tutto ciò non fa naturalmente piacere al sindaco di Firenze Dario Nardella, che non commenta essendoci un bando pubblico aperto, e neanche al Comitato Vogliamo il Franchi che in una nota sottolinea: "La Fiorentina non appartiene unicamente al proprietario della società. Mister Commisso deve capire che i suoi dollari, pochi o molti che siano, hanno comprato solo uomini e cose, ma non lo spirito. L’anima della Fiorentina non è mai stata in vendita e mai lui la possiederà. La Fiorentina è Firenze e non vale dire che in America gli stadi si fanno dove capita. Se la Fiorentina è Firenze significa che Firenze è e deve restare la sua casa. Non c’è spazio per un nuovo stadio? Poco male. Si restaura il glorioso Franchi. Punto. Non esistono altre alternative. A meno che mister Commisso non voglia fare uno sgarbo irrimediabile alla città".

E poi: "Insistere sulla Mercafir ci è sempre parso un pasticcio: un progetto troppo esoso e irrealizzabile in tempi apprezzabili. Finora sembra che Nardella abbia solo cercato di non urtare la sensibilità di Commisso e di alcune frange della tifoseria. Prima di tutto, però, è l’amministratore della “azienda Firenze”. Perché allora non riproporre con decisione la questione del Franchi? La Soprintendenza ha evidenziato i vincoli, ma non ha mai potuto pronunciarsi su alcun progetto. Che il sindaco dia dunque mandato ai suoi architetti di studiare il problema e formulare ipotesi tenendo conto dei desiderata di Commisso e le necessità urbanistiche. Si ipotizzino spazi commerciali, modifiche strutturali, innovazioni tecnologiche per offrire una migliore accoglienza per il pubblico anche tutto intorno al Franchi. Il quale era e resta il vero problema di tutto. Tra l’altro il Soprintendente ha ben spiegato che il Comune ha dovere di evitarne il degrado".

Intanto i ricorsi dopo le proteste dopo Juve-Fiorentina sono andati a buon fine: Joe Barone è stato assolto dal giudice sportivo d'appello, multe ridotte a 10mila euro per Pradè e Antognoni (senza diffida). Le multe con diffida erano di 25mila e 20mila euro.

Antonio Patruno