Cancerogene le protesi al seno impiantate sino ad oggi alle donne toscane?

La sanità regionale blocca tutte le operazioni chirurgiche, dopo che le autorità francesi hanno sospeso la distribuzione di protesi mammarie testurizzate prodotte della multinazionale irlandese Allergan. Preoccupazione in coloro a cui nel passato sono state impiantate


FIRENZE- Su richiesta dell'Agence Nationale de Sécurité du Médicament la multinazionale Allergan ha bloccato in tutta l'Unione Europea la vendita di alcuni tipi di protesi al seno a causa di un possibile legame con l'insorgenza di un tumore raro. Si tratta di una delle principali società biofarmaceutiche a livello mondiale, che oggi ha annunciato di aver sospeso le vendite di protesi mammarie strutturate e espansioni tissutali e sta ritirando qualsiasi restante fornitura nei mercati europei. La decisione delle autorità francesi è stata presa, nonostante fosse stato già programmato un forum scientifico di approfondimento per i primi di febbraio.

La Regione Toscana ha deciso di sospendere immediatamente tutti gli interventi programmati con questo tipo di protesi negli ospedali di competenza, in quanto ad Allergan è aggiudicata la gara per la fornitura di tale presidio medico. L'assessorato rende noto che entro venerdì gli impianti riprenderanno con le protesi della seconda società arrivata in graduatoria.

Al momento l'ANSM non ha identificato alcun rischio immediato per la salute delle donne con protesi mammarie strutturate. Ma è ovvia la preoccupazione in coloro a cui nel passato sono state impiantate queste protesi. Potrebbe profilarsi la necessità di una rimozione chirurgica, nonostante il rischio noto che la rimozione può avere?

E sopratutto, quante sono le protesi mammarie della Allergan applicate sino ad oggi in Toscana per la salute fisica e psicologica delle pazienti? Al momento non è stato ancora completato un censimento. Ma la Direzione Sanità della Regione sta per decretare l'istituzione di un gruppo di lavoro atto a mappare tutte le donne sottoposte già ad intervento con le protesi ritirate, per chiamarle ad una visita di controllo e per una valutazione del percorso da intraprendere.

"La sicurezza dei pazienti e la qualità dei prodotti sono le massime priorità di Allergan, che prende molto seriamente questa situazione e si impegna a coinvolgere tutte le parti interessate per garantire che abbiano le informazioni più aggiornate", ha affermato oggi Charles Hugh-Jones, Chief Medical Officer di Allergan. "Ci impegniamo a rispettare rigorosamente tutti i requisiti normativi, alle prove scientifiche più rigorose e ai più alti standard di settore per i nostri prodotti."

Intanto però i mercati di borsa hanno registrato una caduta dei valori del marchio leader in 100 paesi nei prodotti sanitari anche per il sistema nervoso centrale, la cura oculistica, l'estetica medica e la dermatologia, la gastroenterologia, la salute delle donne, l'urologia e le categorie terapeutiche anti-infettivi.

C'è da precisare che già nel 2015 le protesi della Allergan erano state oggetto di una indagine dell’Agenzia francese per la sicurezza dei farmaci, in relazione a 18 casi di linfoma anaplastico a cellule grandi in donne con protesi. La verifica dell’ANSM, allora, non aveva però condotto al ritiro del prodotto. Il tema è tornato d'attualità dopo l'inchiesta pubblicata dal quotidiano britannico The Guardian il 26 novembre 2018, nella quale si torna a ipotizzare un legame tra l’impianto di determinate protesi e l’insorgenza della rara forma di tumore del sistema immunitario.

Nicola Novelli