Sicurezza stradale: le novità del piano contro gli incidenti

Palazzo Vecchio propone un nuovo modello da applicare alla viabilità cittadina: meno distrazioni però, e più disciplina


Nel 2015 a Firenze la Polizia Municipale ha rilevato 3297 incidenti, in 22 casi ci sono state delle vittime: 3 donne e 19 uomini. 10 i pedoni, 7 a bordo di motocicli, 3 in bicicletta e 2 in auto

Via Pistoiese è la strada più pericolosa di Firenze, lo stesso vale per via Baracca. In calo i sinistri sul pericoloso viale Redi nei primi mesi del 2016, forse merito dell'andamento lento dovuto ai cantieri per la Tramvia.
Il martedì e il giovedì sono i giorni più critici, in special modo tra le 8 e le 11 del mattino.
Si tratta di statistiche, molto delicate nel caso degli incidenti stradali, però aiutano a comprendere la situazione ed aiutano l'amministrazione pubblica ad intervenire per tutelare la sicurezza dei cittadini.

L'assessore alla Mobilità del Comune di Firenze, con una lunga esperienza in Provincia, Stefano Giorgetti, ci aiuta a leggere i dati anticipando alcune scelte che segneranno la città nei prossimi mesi.

Sono in preparazione interventi correttivi a breve termine, di cosa si tratta? "In questi giorni abbiamo messo in atto una campagna di sensibilizzazione - ricorda Giorgetti - che coinvolge quotidiani, radio e mezzi pubblici per tutto il mese di maggio". Si tratta dei componenti di auto e motocicli assemblati come fossero una pistola ed un mitra, perché, recita il claim "sono come delle armi" puntate sui passanti e come tali andrebbero trattate.

 Per le strade a rischio? "Interverremo su via Pistoiese, soprattutto tra luglio e agosto con la messa in sicurezza delle intersezioni ed una nuova illuminazione. E' finita l'attesa invece per la rotatoria Magellano - Panciatichi che inaugureremo a breve. Piazza Edison è un altro punto delicato sul quale agiremo a breve. Ci concentreremo poi sugli attraversamenti pedonali presso le maggiori scuole come via Faentina, D'Annunzio, Maragliano, via De Nicola e via Landucci e molte altre dove faremo un'isola centrale oppure metteremo in evidenza l'attraversamento o elimineremo i parcheggi per facilitare il passaggio in sicurezza.
Via Bugiardini vive una situazione particolare, c'è un semaforo lampeggiante che però non è stato sufficiente e così interverremo. Su via de' Serragli, dove già non passano più le linee 36 e 37, applicheremo un nuovo sistema interessante alternando la sosta sulla destra e la sinistra della corsia per spostare il flusso di marcia ed invitare al rallentamento oltre a predisporre isole pedonali in prossimità degli incroci.
Su via Canova ed Argingrosso realizzeremo alcune rotatorie per fluidificare il traffico. Infine su via Toselli stiamo studiando una segnaletica semaforica in ingresso città".

Si è fatto un'idea del perché, in una città relativamente contenuta, avvengono così tanti incidenti? "In molti casi, l'incidente, tecnicamente, si verifica durante una svolta a sinistra, con un motociclo che sopraggiunge e sorpassa l'autoveicolo. Evidenziamo però anche la mancanza di attenzione data dall'uso dello smartphone.. possiamo dirlo con certezza poiché sono sinistri che non si spiegano altrimenti se non per distrazione. Il caso dei sinistri che si verificano maggiormente al mattino sono legati a questa dinamica, seguono poi il mancato rispetto del rosso e la velocità eccessiva davanti ad un tratto di strada libero".

La strada libera anziché aiutare, crea il presupposto per sbagliare? "Esatto.. purtroppo abbiamo assistito ad improbabili ribaltamenti lungo i viali. Da qui l'esigenza di intervenire sulle direttrici con un nuovo modello che ritengo funzionale come l'alternanza della percorribilità. Anche su via Gioberti applicheremo questo modello".

Il Codice della Strada vieta di sostare in prossimità dell'incrocio, molti incidenti però avvengono per mancanza di visibilità. "Pensiamo ancora a via Gioberti dove ci sono numerose intersezioni. In questi casi lavoreremo in modo tale da allargare il marciapiede ed impedire la sosta sull'angolo che oggi avviene persino di traverso, tagliando proprio l'angolo dell'incrocio e costringendo chi deve attraversare a sporgersi fino a scontrarsi con chi procede lungo la direttrice principale".

Qual è il primo metodo per difendersi e scongiurare l'incidente? "Occorre una buona formazione, l'educazione alla guida è essenziale perché il comportamento è tutto. Per questo ritengo utile che il tema sia portato nelle scuole. Persino le infrastrutture risentono della mancanza di disciplina: se si parcheggia sul marciapiede, ad esempio, a lungo andare questo subirà un cedimento. Non è possibile dover intervenire su una infrastruttura perché viene utilizzata in modo sbagliato. Il cittadino stesso contribuisce a rompere ciò che poi è costretto a riparare".

Firenze è green ed alternativa però poi pedoni e ciclisti lamentano una mancanza di attenzione nei loro riguardi. "Alcuni attraversamenti, lo ammetto, erano invisibili. Abbiamo lavorato molto ripristinandone già oltre 3800 su 5000 con tecnologie diverse di segnalazione che durano di più nel tempo. I ciclisti ci sollecitano spesso per le piste ciclabili, ma il dibattito è aperto perché il rosso vale per tutti così come il senso unico. In estate avremo però una novità per gli amanti della bicicletta; produrremo infatti una mappatura per tutto il centro storico indicando gli itinerari corretti per attraversarlo in sicurezza con la bicicletta".

L'attività di Polizia Giudiziaria ha registrato, nel 2015, 22 notizie di reato art. 589 C.P. - Omicidio colposo e 36 notizie di reato art. 590 C.P. - Lesioni personali colpose con 535 annotazioni e 152 querele.

Per tipologia l'incidente più frequente è lo scontro frontale-laterale in 1.014 casi, segue lo scontro laterale e l'investimento di pedoni. Minori i casi di urto da tergo, con ostacolo o con veicolo in sosta.

Il Quartiere dove si verificano più sinistri? Ben 1.032 incidenti nel Quartiere 1 Centro Storico, seguono i 959 del Quartiere 5 ed i 631 del Quartiere 2, 435 nel Quartiere 4 con 21 incidenti sul Viadotto del Ponte all'Indiano mentre sono stati 219 nel Quartiere 3.

Antonio Patruno