Sicurezza in città: tutti i segreti della pistola taser e gli agenti del futuro

Il Taser Axon a Le giornate di polizia locale e sicurezza urbana

Usata per la prima volta a Firenze, potrebbe diventare l'arma del futuro assieme alle bodycam per il monitoraggio del territorio


 A Riccione in Emilia Romagna sono in corso Le giornate di polizia locale e sicurezza urbana, una tre giorni presso il Palazzo dei Congressi dedicata esclusivamente alle novità nel settore e ad incontri di formazione con workshop e seminari sullo sviluppo di nuovi sistemi attraverso l'innovazione tecnologica. Dalle armi al controllo del territorio e fino ai social network usati non solo per informare e monitorare, ma anche come strumento di indagine.

Presente a Riccione è anche Axon l'azienda leader mondiale nella produzione del Taser, sino all'aprile 2017 denominata appunto Taser international, fondata nel 1993 da Rick Smith e suo fratello Tom, con la consulenza di Jack Cover, ex scienziato della NASA e ideatore del dispositivo a conduzione elettrica lanciato negli anni ‘70. Rick Smith decide di fondare l’azienda dopo la morte di due compagni di football in una sparatoria in strada. Nuove tecnologie avrebbero permesso di proteggersi senza causare ferite mortali, con l’obiettivo di "creare un mondo senza proiettili".
Il successo arriva negli Stati Uniti con la vendita del Taser in un contesto sociale in cui l'uso libero delle armi è da anni sotto osservazione ed è regolamentato secondo un sistema spesso oggetto di pesanti critiche. Lo stesso uso del Taser risente dell'influenza americana poiché l'arma è in vendita a 1300 dollari e prevede una scarica elettrica limitata al solo consumo della batteria.

In Italia il dispositivo a conduzione elettrica che spara, grazie all'azoto compresso, due dardi fino a 7 metri di distanza è oggi in sperimentazione gratuita con un accordo di 3 mesi, rinnovabile per altri 3 mesi.
I poli positivo e negativo si sganciano dalla cartuccia e restano collegati a fili conduttori che trasmettono una scarica di elettricità per una durata regolabile fino ad un massimo di 5 secondi.
L'effetto del contatto è quello di far contrarre i muscoli di chi viene colpito, consentendone l'immobilizzazione. Dove mirare? Preferibilmente sopra e sotto la cintura in modo da bloccare sia gli arti superiori che inferiori del soggetto.
L'arma, nel nuovo modello, ha a disposizione due cartucce per consentire il colpo detto di backup, necessario soprattutto nel caso in cui il colpo vada a vuoto, ad esempio per l'eccessiva distanza che allontana i dardi dal bersaglio.

Nelle linee guida del Dipartimento della Pubblica Sicurezza il taser è classificato come “un'arma propria”: la distanza consigliabile per un tiro efficace è dai 3 ai 7 metri e “va mostrata senza esser impugnata per far desistere il soggetto dalla condotta in atto”.
Studi sulla sicurezza nell'uso dei dispositivi sono stati portati a termine durante più di tre anni dal tavolo tecnico interforze costituito il 16 marzo 2015, con un Decreto a firma dell’allora Ministro dell’Interno. La Direzione Centrale Sanità, insieme alla Direzione Prevenzione Sanitaria del Ministero dell’Interno hanno validato la conformità dell’utilizzo dei dispositivi alla normativa vigente sulla sicurezza delle armi in uso alle Forze Armate in Italia.
Dal 27 agosto al 4 settembre presso il Centro Nazionale Specializzazione Perfezionamento Tiro Polizia di Stato di Nettuno sono stati svolti i corsi di formazione e la sperimentazione è iniziata il 5 settembre 2018 in 12 città italiane: Milano, Torino, Genova, Padova, Reggio Emilia, Bologna, Firenze, Caserta, Napoli, Brindisi, Catania e Palermo.

Il Ministro dell'Interno ha espresso grande soddisfazione per la risposta che arriva dai luoghi in cui l'arma è in dotazione a Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza, ma non è una "idea di Salvini" come raccontato nei giorni scorsi sui social.
Il via libera all'utilizzo sperimentale del dispositivo a conduzione elettrica risale al settembre 2014 in un emendamento al cosiddetto “Decreto Stadi”, approvato dalle commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera.

Un deterrente. L'arma include la funzione di arco elettrico di avvertimento che favorisce la resa volontaria del sospettato nell’84% dei casi. L'arma emette un avvertimento udibile e visibile direttamente sopra la parte anteriore delle cartucce cariche. 

Il pericolo. "Contrariamente alla credenza popolare - spiegano i tecnici - la tensione elettrica, di per sé, non rappresenta un rischio significativo per l’uomo. Il danno derivante dall'elettricità è il risultato di una corrente misurata in ampere. Il dispositivo trasmette meno di un ampere di corrente (tra 2.1 e 3.9 milliampere) - inferiore alla corrente presente in una normale lampadina dell’albero di Natale e molto meno dei 15 ampere presenti in una presa a muro da 110 volt".
Ma come mail il taser spaventa più della pistola? Alla domanda i dirigenti Axon rispondono con "Hanno la pistola ma non la usano". Una frase utilizzata per definire lo status culturale europeo ed italiano in particolare. L'avversità al taser è stata riscontrata in vari paesi poiché "Si è trattato di inserire un'arma di possibile uso e questo ha fatto emergere un problema culturale che si è poi dissipato nella consuetudine che ha dimostrato come la pistola sia più un deterrente che non uno strumento di difesa".

I dirigenti Axon spiegano che l'arma fa parte di un sistema tanto che al taser possono essere abbinate le videocamere indossabili per l'acquisizione di materiale audio-video che offre la possibilità di archiviare e recuperare facilmente le informazioni in modo sicuro tramite una piattaforma crittografata Evidence.com.
L’uso delle videocamere, che il Ministero dell'Interno italiano non ha ancora preso in osservazione a differenza di alcune polizie locali che si sono già attivate autonomamente, "migliora il comportamento di tutte le parti coinvolte nelle interazioni della polizia, riduce le denunce e le azioni legali, riduce l’uso della forza, accorcia i tempi della giustizia, migliora la fiducia del pubblico e crea comunità più sicure a un costo inferiore" spiegano ancora i tecnici dell'azienda.

L'obiettivo dell'innovazione applicata alla sicurezza urbana è quello di ridurre i tempi di intervento e quelli di registrazione dello stesso, demandando tutto ad un desk di raccolta automatico di filmati, audio e dati che diventano poi il "verbale" firmato digitalmente. 
Siamo arrivati all'era dei Robocop? Non ancora, o meglio non nelle intenzioni poiché alla domanda sul futuro la risposta, nonostante riprese da ogni angolazione, vetture dotate di visori ottici e digitalizzazione o software sofisticati, è che "la componente umana è indispensabile".
Gran parte delle misure di sicurezza non scritte fanno capo ancora all'etica, come ad esempio l'età dei soggetti da poter inquadrare con il laser, e per l'uso del materiale si fa grande rimando alla responsabilità individuale che la fantascienza, almeno sino ad oggi, ritiene poco riscontrabile nei sistemi digitali.

Antonio Lenoci