Sgarbi: "Abbandonare il Franchi al degrado è una follia"

Il critico d'arte interviene sullo stadio mentre il Comitato Vogliamo il Franchi lancia un appello al sindaco Nardella: "Blocchi l'operazione Novoli, che per Firenze sarebbe un disastro come l'Ilva, e voli a New York a convincere Commisso". Duemila firme per far restare lo stadio della Fiorentina a Campo di Marte


Il Comitato Vogliamo il Franchi non si arrende all'idea del nuovo stadio a Novoli. In una nota, riporta le parole del critico d'arte Vittorio Sgarbi su questo argomento: “Abbandonare il Franchi di Nervi? E’ peggio di un’idiozia, è una follia. Abbatterlo tutto o in parte neanche per idea, ha ragione il soprintendente Pessina. E’ un monumento degli anni Venti, nato con la passione per il calcio, e appartiene a una stagione architettonica sublime. Lasciarlo è condannarlo a morte. Firenze lo ammoderni, ma non tocchi la struttura. La Fiorentina deve essere orgogliosa di giocare in un tale capolavoro”.

Il Comitato, che ha raccolto oltre 2mila firme di adesione, invita il sindaco Nardella a fare un passo indietro: "Senza Fiorentina, Franchi e Campo di Marte muoiono. Lo ha capito mister Commisso? E se lo ha capito, si sente davvero di affondare un quinto di Firenze per traslocare a Novoli o nel comune di Campi Bisenzio? Il sindaco Nardella è consapevole della mutazione che si prospetta per la città? Ed è chiaro a entrambi che la Fiorentina a Campi non sarebbe più fiorentina? Perciò, invece di sveltire l’operazione Novoli, che ha costi incerti e tempi più che utopici, il sindaco blocchi tutto e voli subito a New York a spiegare a Rocky Commisso perché conviene tornare sul progetto Franchi. Con opportuni restauri, è l’impianto ideale da lui desiderato. Pessina è stato chiaro: costruire tribune interne a ridosso del campo di può, ammodernare e coprire anche. Il dovere del sindaco è dunque di far capire a mister Commisso che un compromesso è necessario".

"Il dovere del sindaco - continua il Comitato Vogliamo il Franchi -  è dunque di far capire a mister Commisso che un compromesso è necessario. Se investire nella Fiorentina è very good, portarla altrove è no good at all, perché significa la rovina di centinaia di attività e di migliaia di famiglie, che nel Quartiere 2 vivono grazie alla presenza della Società e della squadra. Per Firenze un disastro: il Franchi come l’Ilva. Tutto ciò ha anche una traduzione politico-ideologica parallela allo scontro tra chi continua a ispirarsi a passati per fortuna defunti, e chi invece sbanda verso rischiose avventure, senza che riesca ad affermarsi una cultura di governo che, con equilibrio, unisca razionalità, efficacia e civiltà.

L’affare stadio è una spia. Una saggia cultura di governo non s’innamora del moderno in quanto tale. Nuovo cemento fa felici solo affaristi e la pancia della suburra populista. Una sinistra avveduta, che il sindaco Nardella vuole incarnare, deve puntare al riutilizzo e non può accettare aut aut da tycoon miliardari benché simpatici e benvenuti, ma forse male informati. Storia, dignità e cultura di Firenze, rappresentate dal Franchi, valgono più di un pugno di dollari.

In sintesi: ci aspettiamo rispetto per le prerogative della città. Il Franchi è la nobile casa della Fiorentina e tale ha da restare. Coraggio sindaco Nardella e mister Commisso. Adelante con juicio. Firenze - conclude la nota - ve ne sarà grata".

Redazione Nove da Firenze