Sfortuna e soliti problemi, la Fiorentina sprofonda a Bergamo

Palladino si prende la rivincita: 2-0. Un palo e clamorosi errori sotto porta. Dzeko con il megafono, appello ai tifosi

Paolo
Paolo Pellegrini
30 Novembre 2025 21:05
Sfortuna e soliti problemi, la Fiorentina sprofonda a Bergamo
Foto Acf Fiorentina

C’è chi in campo ha De Ketelaere – ricordate? La Fiorentina non volle prenderlo… - e poi Ederson e Lookman, chi invece Fagioli, Sohm e Piccoli. E il resto, certo. E il dramma è sempre più dramma, la quota salvezza ora è a cinque punti, e se non ne fai sette nelle prossime tre gare è un casino serio serio. Poi, vabbè, ci si mette anche lo sculo bestia. Perché di là becchi un gol mentre almeno il campo un pochino lo tenevi, intendiamoci, lo tenevi sempre con i soliti ritmi da ospizio e con i mille passaggini laterali di due metri e venticinque, però il gol lo becchi da un coglionazzo qualunque che azzecca una ciabattata qualunque sotto il sette, magari senza voler nemmeno tirare, e di qua invece te le fermano sulla linea o incocci il palo, e allora la Dea Eupalla tanto bene non ti vuole.

No, certo. Ma tanto bene non te lo vuoi nemmeno da te, se alla fin fine lo score statistico – solito 52% di possesso palla ma i tiri sono 18-12 per l’Atalanta e quelli in porta addirittura 8-2 – e soprattutto il film della partita sono sempre i soliti. Con un’aggiunta, questa volta: di là ciabatta e segna un coglionazzo che di mestiere fa il difensore e in 143 partite giocate dal 2019 a oggi ha segnato solo tre volte, di qua un centravantino pagato una trentina di milioncini (in euro), quando sei ancora sullo zero a zero, due volte si fa murare solo a tu per tu con Carnesecchi, che è un bravo portiere ma se uno fosse un bravo centravanti sarebbe la solita storia da film dell’uomo con la pistola che incontra l’uomo con il fucile e quello con la pistola è un uomo morto.

E invece, caro Piccoli, anche oggi… Certo, c’è di mezzo l’ansia e la paura di sbagliare, la foga che poi tradisce anche Kean perché a inizio ripresa, quando eri ancora in tempo a impattare le bocce, prima non trova palla su un buon lancio di Ranieri – buono davanti, ma là dietro… - e poi solo con Djimsiti in piena area sparacchia altissimo un pallone che chiedeva solo, specialmente a uno come lui, di essere addomesticato meglio.

foto Acf Fiorentina

Ma in fin dei conti, perché l’Atalanta ha vinto? Perché Palladino è più bravo di Vanoli? Perché guardi la formazione e ti sogni perfino la panchina, che non è il Real Madrid ma insomma te la sogneresti? Secondo il mio personale taccuino anche di stasera, no. L’Atalanta ha vinto perché ha De Ketelaere, intanto. Ma ha vinto perché corre, aggredisce, inventa, lancia, smarca, dribbla, fa girare palla rapida. Mentre, per quanto riguarda la Fiorentina, il solito cliché.

Trotterello, anche quando sei sotto due a zero, e soprattutto palla a De Gea. Il solito, sei avanti, e siccome non sfondi perché non c’è nessuno che detti movimenti rapidi e nessuno che te li inventi e te li suggerisca, allora torni da De Gea. E riparti col torellino dei passaggini laterali, e ritorni indietro. Oppure te la fai fregare perché in questo modo ti rimontano, ti accerchiano, e siccome sei incerto e molliccio ti aggrediscono. Il mio personale “liber cazzatarum, libro delle cazzate in pseudolatino per fare gli scelti, anche a Bergamo ne conta almeno una trentina, e c’era bisogno di far rientrare Dodo, un pianto anche stavolta, per alimentare il conto? E Sohm, che ne gioca una benino e tre di seguito da schiaffi? Senza contare le solite recriminazioni sulla mancanza di regista, caro Fagioli, sugli orrori della difesa e di un po’ tutti a difendere perché loro entravano come nel burro, e Lookman - bestia nera, a segno sei volte - quel pallone da ribattere in rete non se lo deve trovare scodellato senza nessuno a parargli lo spazio, e salvo quella respinta un pizzichino goffa anche stasera De Gea ha dovuto fare gli straordinari.

Poi: hai cinque volte il pallone alla bandierina, oh, è possibile che da un corner come da una punizione da buona zolla tu non riesca mai a trarre frutto, ma proprio mai? E gli altri invece sulla palla inattiva di puniscono. Le partite si perdono così, sai, a parte la botta di sculo davvero bestia con quella ciabattata a caso a fine primo tempo. Si perdono se non c’è intensità, se non fai densità quando attacchi, se le giocate individuali non riescono mai a incidere, anzi proprio non ne vedi, e qualche domanda te la fai.

Sul livello della rosa, e non solo. Qualcuno rema contro? Ho sempre difeso Gusdmundsson, lo ritengo una spanna sopra gli altri. Ma mi sono stufato, non voglio più vederlo strascicare e trascinare le gambe in quel modo da mezzocampo alla trequarti indietro, senza un lampo, una corsa, uno scatto, un dribbling, un tiro.

Si sono lamentati, i giocatori, in particolare qualcuno, perché il pubblico non sostiene la squadra. A Bergamo erano quasi mille, i tifosi, e non mi risulta che abbiano fischiato dall’inizio alla fine. E quel qualcuno che si era lamentato, mister Edin Dzeko, gran campione ma il sole è ormai basso sull’orizzonte, a fine partita ha preso un megafono ed è andato sotto il settore ospiti a implorare “Abbiamo bisogno di voi”, e c’erano anche Mandragora e Vanoli stesso, che in sala stampa, definito “importante, di chiarimento” il confronto con i tifosi, ha poi detto “Ho visto tante cose positive: la reazione, la voglia di non mollare nonostante la stanchezza che ci portavamo dietro da giovedì.

Gol dell'1-0? Non la chiamerei sfortuna, dobbiamo essere più cattivi e concentrati sui dettagli. Nel secondo tempo abbiamo rischiato qualcosina in campo aperto, ma siamo stati bravi. Questa è la strada giusta per preparare questa settimana una sfida importante”. Ecco, quindi, più che dei tifosi avete bisogno di voi. Il loop, la spirale, porta in un brutto gorgo. Animo, gente. Garra e cazzimma. Altrimenti ciao.

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Kossounou, Hien (87' Kolasinac), Djimsiti; Bellanova, Ederson (67' Pasalic), De Roon, Zappacosta (67' Zalewski); De Ketelaere, Lookman (77' Sulemana); Scamacca (77' Krstovic). A disp. Musah, Samardzic, Rossi, Brescianini, Bernasconi, SportielloAll. Palladino

FIORENTINA (3-5-2): De Gea; Pongracic, Marí (75' Comuzzo), Ranieri; Dodò (64' Fortini), Mandragora, Fagioli (64' Gudmundsson), Sohm (79' Ndour), Parisi; Piccoli (79' Richardson), Kean. All. Vanoli

ARBITRO: Marcenaro di Genova, Cipressa-Laudato, quarto uomo Sozza, Var Camplone-Doveri

GOL: 41' Kossounou, 51’ Lookman

NOTE: ammonitiPongracic (F), Marí (F), Madragora (F), Hien (A); angoli 5-4 Fiorentina; spettatori 21.591

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