Scuola: precari in lotta contro il decreto legge "salvaprecari"

Lunedì 25 novembre presidio di denuncia davanti alla Prefettura di Firenze da parte del sindacato "Noi Scuola" e del Gruppo docenti precari "Tre anni per il ruolo"


Si è recentemente costituito un Coordinamento tra i docenti precari di Milano, Torino e Firenze, che ha concordato una piattaforma di obiettivi  e indetto per lunedì 25 novembre alle ore 15.30 un presidio di denuncia e di lotta per contrastare il decreto legge, chiamato "salvaprecari", attualmente all'esame del Parlamento. Proprio il 25 novembre si comincerà a discutere in Parlamento il decreto.

A Firenze il Presidio, convocato dal sindacato NOI SCUOLA e dal gruppo docenti precari TRE ANNI PER IL RUOLO, si terrà davanti alla Prefettura, Via Cavour 1.

Secondo gli organizzatori "l'accordo raggiunto in ottobre da CGIL CISL UIL Snals e Gilda col governo senza un'ora di sciopero non è sufficiente a risolvere l'emergenza sociale rappresentata dalla presenza di ancora 150mila precari nella scuola e di altre migliaia nell'intero settore della conoscenza. Le 24mila cattedre che il DL sul precariato prevede sono assolutamente insufficienti. Siamo di fronte a un forte abuso di precariato da parte dello Stato e ad un abbassamento costante della qualità, della sicurezza e del funzionamento della scuola pubblica. Il decreto sul precariato va riscritto, a partire dal numero di posti messi a disposizione".

Le loro richieste sono esplicitate nei seguenti dodici punti:

1) Prevedere l’assunzione di almeno 150mila docenti e lavoratori/lavoratrici ATA, in grado di garantire una sostanziale copertura degli attuali posti scoperti e vacanti nella scuola, in modo da ridurre definitivamente il precariato strutturale riducendolo ad una sua quota fisiologica minimale. 

2) Assunzione a tempo indeterminato per i vincitori dei concorsi 2016 e 2018 e per i docenti inseriti nelle graduatorie ad esaurimento. 

3) Costituzione di una graduatoria permanente provinciale per i docenti precari che possono vantare 36 mesi di servizio nelle scuole pubbliche, negli ultimi dieci anni entro l’anno scolastico 2019-2020, su materia e sostegno. La graduatoria terrà conto dei titoli culturali (idonei all’insegnamento) e i titoli di servizio e sarà finalizzata alle assunzioni a tempo indeterminato per costoro e per incarichi annuali al 31 agosto, fino all’esaurimento della stessa.

4) Per gli attuali aspiranti docenti con titolo idoneo all’insegnamento che non hanno raggiunto il requisito dei 36 mesi, deve esser previsto un percorso di abilitazione e stabilizzazione attraverso la valorizzazione del proprio servizio sul campo, la guida di un tutor e una formazione continua garantita dallo Stato. Tale percorso si concluderà con il raggiungimento del terzo anno di servizio, dal quale conseguirà l’immissione in ruolo, in base alla disponibilità dei posti e ai pensionamenti.

5) Abolire definitivamente la distinzione tra organico di fatto e di diritto. Pubblicare la quantità di posti vacanti su CDC (classi di concorso) e sostegno così da permettere un corretto reclutamento già a partire dall’anno scolastico 2020-2021.

6) Per il sostegno vale quanto riportato nei punti 3);4). Le procedure di specializzazione per le attività di sostegno potranno essere conseguite in collaborazione con le ASL e le UONPIA e con tutor interno alla scuola in cui si presta servizio e saranno principalmente a carico dello Stato.

7) Definire l’idoneità all’insegnamento per materia e sostegno da predisporre con le Università, Conservatori e Accademie, sia essa per conseguimento CFU in materie antropologiche e psico-pedagogiche e/o conseguimento di titoli formativi al ruolo del futuro docente.

8) In relazione agli AFAM, definizione di tutto il comparto e dell’idoneità all’insegnamento del titolo di vecchio e nuovo ordinamento. Assunzione straordinaria anche per gli AFAM secondo quanto riportato nel punto 2).

9) In relazione alla vertenza diplomati magistrali, proroga delle misure già previste nel Decreto dignità e garanzia del servizio fino al termine dell’anno scolastico per coloro che dovessero subire pronunciamenti di merito sfavorevoli.

10) In relazione a quanto detto al punto 1 si chiede un piano straordinario di assunzioni, internalizzazioni e stabilizzazioni di tutto il personale ATA, dei DSGA facenti funzione e un piano strutturale di internalizzazione degli educatori.

11) Garantire ai docenti che hanno svolto servizio esclusivo nelle scuole paritarie per almeno 36 mesi, l’assunzione nelle stesse scuole paritarie. Per coloro che non hanno il requisito di servizio dei 36 mesi, assicurare un percorso abilitante all’interno delle scuole paritarie di riferimento e sempre durante i tre anni di servizio.

12) Garantire a tutto il personale del comparto un aumento salariale significativo, in modo da avvicinare sostanzialmente gli stipendi del settore agli standard europei. Aumenti che quindi dovranno esser ben oltre il semplice recupero del poter di acquisto (inflazione), nella quota base dello stipendio (validi quindi anche ai fini di tutte le componenti indirette e derivate), per tutte le figure professionali operanti nella scuola.

Redazione Nove da Firenze