Scandicci: la Polizia sequestra quasi 5 chili di hashish

In manette incensurato 53enne sorpreso dalla Squadra Mobile con in mano una busta piena di droga


Continuano i servizi della Polizia di Stato per contrastare lo spaccio di droga nel capoluogo toscano e nell’hinterland: martedì pomeriggio, a Scandicci, la Squadra Mobile di Firenze ha sequestrato poco meno di cinque chili di hashish e arrestato, per illecita detenzione di stupefacenti, un cittadino italiano di origine marocchina di 53 anni. L’uomo ha attirato l’attenzione degli agenti mentre stava percorrendo via Pisana a bordo della sua utilitaria: improvvisamente ha svoltato in via Meucci, una strada senza sfondo e poco trafficata del comune di Scandicci. Appena è scattato il controllo, gli investigatori della Sezione Antidroga della Squadra Mobile lo hanno sorpreso fuori dalla vettura con in mano una busta gialla che conteneva 10 panetti di droga avvolti nel cellophane. Secondo quanto ricostruito, l’arrestato aveva appena scaricato l’ingente quantitativo di sostanza stupefacente dall’auto sulla quale era stato visto viaggiare, per metterlo su una berlina - sempre di sua proprietà - parcheggiata nella medesima strada. Il 53enne, incensurato, è finito al carcere di Sollicciano; addosso aveva oltre un migliaio di euro in contanti, mentre nella cucina della sua abitazione a Sesto Fiorentino sono stati sequestrati ulteriori 7800 euro.

È durata circa un anno l’indagine, coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica di Livorno, svolta dal Reparto Antifrode ADM di Livorno, dalla Squadra Mobile di Livorno, con la collaborazione dell’Ufficio di Frontiera Marittima della Polizia di Stato, che ha consentito di trarre in arresto, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Livorno, due torinesi residenti nel capoluogo piemontese, S.M., classe 1971, domiciliato in provincia di Pistoia e M.A., classe 1984, entrambi gravemente indiziati di voler introdurre illecitamente oltre 600 kg. di hashish dalla Spagna. L’indagine prende le mosse da quanto accaduto l’11 novembre 2019, allorquando era giunta nel porto labronico, proveniente dalla città di Valencia, una motonave che trasportava, tra l’altro, un semirimorchio che, a causa delle pessime condizioni del mare, aveva urtato contro altri rimorchi, con il danneggiamento di parte del suo carico, tra cui 18 fioriere di grandi dimensioni. Dopo l’arrivo della motonave in porto, il personale della compagnia di navigazione richiedeva l’intervento della Polmare, in quanto, durante le operazioni di trasbordo delle fioriere su un altro semirimorchio non danneggiato, erano state notate alcune anomalie. Dopo un approfondito controllo delle fioriere sono stati sequestrati 850 “panetti” contenenti complessivamente oltre 613 kg. di hashish, abilmente occultati all’interno delle stesse. Grazie alla sinergia operativa tra il Reparto Antifrode ADM di Livorno, la Squadra Mobile e la Polmare è stato possibile individuare il destinatario delle fioriere e la relativa società. Veniva avviata, pertanto, una complessa e articolata attività investigativa, caratterizzata da una stretta collaborazione operativa tra ADM e Squadra Mobile, con utilizzo di banche dati, appostamenti, richieste di informazioni e altri strumenti di indagine. Emergeva che i predetti “commercianti”, nei giorni appena precedenti a quello dell’imbarco del semirimorchio a Valencia, si trovavano in Spagna, ove si ritiene si siano recati appositamente allo scopo di organizzare il trasporto in Italia delle fioriere “modificate”.

Redazione Nove da Firenze