Sanità toscana, presidio di fronte al Consiglio regionale

Domani 30 giugno alle 17, per iniziativa dei sindacati di base, Aderiscono Bundu e Palagi (Spc); "La pandemia ha acceso i riflettori sulla devastazione che la politica (di destra come di centrosinistra) ha portato all'interno del Sistema Sanitario Nazionale, in nome dell'austerità e dei tagli necessari"


“Domani, 30 giugno 2020, si concluderà un primo momento di mobilitazione promosso dal sindacalismo di base sui temi della sanità pubblica.

Abbiamo partecipato alle diverse manifestazioni lanciate dall'assemblea “Ogni Giorno il Primo Maggio” e non faremo mancare la nostra adesione al presidio indetto di fronte al Consiglio regionale alle 17.00, in contemporanea a una seduta di quell'organismo.
La pandemia – spiega i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu – ha acceso i riflettori sulla devastazione che la politica (di destra come di centrosinistra) ha portato all'interno del Sistema Sanitario Nazionale, in nome dell'austerità e dei tagli necessari.
Non bastano risorse e nuove assunzioni, che pure sono indispensabili e devono essere garantite a tempo indeterminato. Per rilanciare un servizio essenziale, come chiede la nostra Costituzione, occorre fermare ogni investimento che integra il pubblico con la sanità privata e che sottrae risorse attraverso il welfare aziendale.
Soprattutto nel pubblico va cancellata ogni logica di fedeltà aziendale, come ci ricorda l'inaccettabile licenziamento di Torregalli di pochi giorni fa e quello precedente di Massa.
Non ci servono eroi ed eroine. Abbiamo bisogno di un servizio di qualità che tutela chi lo garantisce, i suoi lavoratori e le sue lavoratrici.
La cittadinanza – concludono Palagi e Bundu – ha riscoperto l'importanza del Sistema Sanitario Nazionale, superando una rassegnazione che abbiamo visto troppo diffusa negli ultimi anni. Ora partecipa e risponde alle diverse mobilitazioni, nonostante spesso questo accade nel silenzio del sistema di informazione.
Questo deve spingerci a essere ancora più determinate e determinati”.

Redazione Nove da Firenze