​Sanità a 'chilometro zero'

La Toscana ridisegna il welfare tra case della comunità e cure di prossimità

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
28 Luglio 2026 23:45
​Sanità a 'chilometro zero'

Per troppo tempo, il cittadino ha percepito la sanità come una fortezza distante: un ospedale dove recarsi solo in emergenza o una burocrazia che lascia soli nel passaggio tra cure pediatriche e adulte. Nelle periferie, questo distacco si è tradotto in un senso di abbandono. La Regione Toscana sta invertendo la rotta con il modello di "Sanità di prossimità". Non è solo una riorganizzazione, ma una sfida culturale: portare la salute fuori dalle mura ospedaliere per intercettare i bisogni lì dove la vita accade, trasformando il sistema da reattivo a proattivo.

La delibera approvata dalla giunta regionale lo scorso 27 luglio segna un punto nell’architettura delle cure primarie. In piena attuazione del DM 77/2022 e consolidando il percorso della DGR 1508/2022, la Toscana istituzionalizza la figura del fisioterapista di prossimità. Non più un professionista confinato alla riabilitazione post-acuta in corsia, ma un attore integrato stabilmente nelle Case della Comunità, nelle équipe multiprofessionali e nei servizi domiciliari.

Questo cambio di paradigma mira a contrastare il declino funzionale e la fragilità prima che diventino cronicità invalidante. È una scelta di sostenibilità del Welfare State: spostando il focus dall'ospedale al territorio, si interviene precocemente sugli stili di vita e sul mantenimento dell'autonomia, valorizzando le competenze tecniche già presenti nel sistema regionale.

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"Con questa delibera la Toscana conferma la scelta di una sanità pubblica sempre più vicina alle persone. La fisioterapia diventa una componente strategica delle cure primarie perché consente di intervenire precocemente, promuovere l’autonomia e prevenire il peggioramento delle condizioni di salute, rafforzando il lavoro delle équipe territoriali." affermano Eugenio Giani, Presidente della Regione e Monia Monni, Assessora regionale alla sanità.

Nelle "zone d'ombra" delle aree periferiche, la prossimità si traduce in chilometri da percorrere. Il progetto pilota presentato lunedì 27 luglio 2026 a Empoli dimostra che la soluzione risiede nel "gioco di squadra" tra pubblico e privato sociale. Nella frazione di Fontanella, dopo tre anni di assenza, i servizi sanitari tornano a battere il colpo grazie a una sinergia che coinvolge il Comune, SintesiMinerva, le Farmacie Comunali e, significativamente, il Circolo Arci Sant'Andrea.

L'innovazione non è solo logistica ma sociologica: utilizzare un circolo, storico snodo di aggregazione, come presidio di salute. Da settembre, l'ambulatorio vedrà la presenza del Dottor Francesco Venditto e di un operatore socio-sanitario dedicato al supporto di prossimità e alla consegna di farmaci a domicilio. Il progetto include anche la consulenza di un medico in pensione per chi è privo di tessera sanitaria, garantendo equità d'accesso. È la prova che la rete territoriale è l'unico anticorpo efficace contro lo spopolamento dei servizi nelle frazioni.

"I consiglieri e la presidenza sono le 'antenne' che intercettano questi bisogni. Solo facendo 'rete' si possa rispondere alle necessità più evidenti e urgenti nelle frazioni." spiega Rossano Ramazzotti del Circolo Sant'Andrea.

Esiste un "limbo" clinico pericoloso: quello dei ragazzi tra i 14 e i 16 anni. È la fase della transizione, dove il passaggio dal pediatra al medico dell'adulto spesso causa l'abbandono delle cure per patologie croniche come l'asma. L'ospedale San Jacopo di Pistoia ha risposto con l'ambulatorio Pneumo PED, un modello di medicina di transizione dove il pediatra e lo specialista pneumologo lavorano in affiancamento.

L'efficienza del servizio passa anche dalla semplificazione burocratica: con un'unica ricetta prenotabile tramite Cup, il giovane può accedere sia alla visita specialistica che al test di broncodilatazione. L'obiettivo è trasformare il paziente da soggetto passivo, assistito dai genitori, a individuo autonomo nella gestione della propria patologia. In questo modo, l'adolescenza smette di essere un fattore di rischio clinico per diventare un'occasione di educazione alla salute.

"È importante che i pazienti e le loro famiglie siano informati, accompagnati e formati nella gestione della malattia. Da queste premesse nasce questo ambulatorio multidisciplinare, che garantisce una presa in carico strutturata e senza interruzioni nel delicato passaggio dall’età pediatrica a quella adulta." spiega la Dott.ssa Michela Grazzini, direttrice SOS Pneumologia.

L'integrazione del fisioterapista nel tessuto sociale, la rinascita degli ambulatori di frazione nei circoli Arci e i percorsi protetti per gli adolescenti asmatici non sono semplici aggiornamenti amministrativi. Sono i pilastri di una visione unitaria che rimette al centro la persona, riconoscendo che la salute non si tutela solo con l'eccellenza tecnologica del grande ospedale, ma con la capillarità di un sistema che sa "abitare" il territorio.

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