"Sabato il commercio toscano deve riaprire" ma c'è un dubbio

Gronchi (Confesercenti) e Lapini (Confcommercio) si rivolgono alla Regione. Una situazione che rischia di diventare economicamente drammatica per molti. Il presidente Giani: "Sabato 5 o domenica 6 dicembre? Ci sono passaggi burocratici ma farò di tutto per accelerare la riapertura"


"La Toscana può e deve riaprire subito e in sicurezza. Nel momento in cui arriva comunicazione ufficiale o ufficiosa da parte del Ministro Speranza, non possiamo aspettare ancora timbri, lettere, commissioni e burocrazia. La Toscana faccia tutti gli atti per riaprire le 60.000 Aziende che rimangono appese in un momento delicatissimo per il commercio. È un atto dovuto per tutte quelle imprese che stanno pagando un prezzo pesantissimo e se ci vuole un’ordinanza chiediamo al Presidente Giani di farla per aprire, venerdì o sabato al massimo, tutte le attività". Così Nico Gronchi, Presidente Confesercenti Toscana. "Il meccanismo “semaforico” dell’Italia divisa per fascia rossa, arancio, gialla fa acqua da tutte le parti - prosegue Gronchi - . Noi lo avevamo denunciato subito, ma adesso lo hanno capito tutti: è soprattutto il meccanismo burocratico e barocco del passaggio da una zona all’altra, con monitoraggio 15 giorni, riunione settimanale del CTS, successivo balletto ordinanza tre Ministero della Salute e Regione a lasciare del tutto interdetti”.

Per Claudio Bianchi, Presidente Confesercenti Metropolitana di Firenze, occorre "riformare il sistema a zone, aprire le attività̀ in sicurezza, sostegno vero per il lavoro autonomo. Basta con un meccanismo stop and go che mortifica ed annichilisce il lavoro, l’impresa, gli investimenti e chiunque progetti di continuare a mandare avanti la propria attività̀ autonoma".

La presidente regionale Confcommercio, Anna Lapini, ha scritto proprio oggi una lettera allo stesso Giani. Eccola. 

Caro Eugenio, caro Presidente,

come sai bene, la situazione delle nostre aziende in questa delicata fase della vita della nostra regione è estremamente precaria e ci desta non poche preoccupazioni.
Tutto questo anche e soprattutto per quella che noi ci permettiamo di ritenere una pessima gestione dell’ “emergenza pandemia” da parte delle nostre istituzioni nazionali, nonostante i grandi sforzi che noi tutti stiamo profondendo in Toscana.
C’è una situazione però che rischia di essere drammatica per le imprese toscane e deriva dalla constatazione che quello che ci si prospetta sarà un Natale disperato:

  • siamo passati dall’essere “zona gialla” ad “arancione” prima e “rossa” poi in pochissimi giorni
  • oggi abbiamo i parametri per essere addirittura di nuovo “zona gialla”, ma restiamo ancora “zona rossa” per incomprensibili motivi burocratici
  • se non ci sarà consentito di lavorare neanche per il prossimo fine settimana, per molte delle nostre attività sarà la fine.

Per questi motivi Ti prego di aiutarci, visto che le responsabilità di quanto sopra sono soprattutto del governo nazionale, e di intervenire nei confronti del presidente del Consiglio Conte, del ministro Speranza e di chi altro di competenza, per accelerare al massimo le procedure che consentano alle imprese toscane di tornare a lavorare prima possibile.
Ti ringrazio per quanto potrai fare per noi e, certa del Tuo sostegno, Ti saluto con cortesia e cordialità.

5 o 6 DICEMBRE? La Toscana si sta preparando a riaprire, dando la possibilità ai negozianti di poter prendere un po’ di meritato ossigeno. Ma quando sarà: il 6 o il 5 dicembre, come ha dichiarato e spera il presidente della Giunta regionale Eugenio Giani? A sollecitare una risposta sul tema è stata Elisa Montemagni, presidente del gruppo Lega in Consiglio regionale che, approfittando della presenza in Aula del Governatore, ha posto proprio questa domanda prima che si aprisse il dibattito sulle sovvenzioni al sistema aeroportuale.

“La situazione in Toscana, con il numero di contagi in diminuzione negli ultimi giorni, è sotto gli occhi di tutti – ha dichiarato Eugenio Giani; – tuttavia le indicazioni normative dell’attuale Dpcm sono precise e vincolanti: una volta assegnata la zona rossa, la Regione resta in tale zona per 14 giorni, per poi passare alla valutazione dei dati da parte del Comitato tecnico scientifico e quindi al decreto del Ministro della Sanità, una volta sentito il presidente della Regione”. Dall’oscillazione di tali passaggi – ha spiegato Giani – dipende la data di riapertura: sabato 5 o domenica 6 dicembre, “anche se con assoluto buon senso possiamo affermare che la Toscana, per i parametri, è in zona arancione e che da parte mia c’è tutta la disponibilità ad accelerare la riapertura”. Da qui la disponibilità del Presidente a firmare un’ordinanza, una volta ricevuta la comunicazione di ingresso nella zona arancione da parte del Ministro Speranza, anticipando così i tempi del decreto rispetto alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Inoltre, nel corso della riunione dei Presidenti di Regione, in programma per domani con il ministro Francesco Boccia, “dovremo affrontare il termine dell’efficacia del Dpcm del 3 novembre scorso – ha annunciato – e magari potremo provare a superare la logica dei 14 giorni, così da poter di nuovo passare da zona arancione a gialla, in minor tempo, senza dare però la sensazione del liberi tutti, perché a ognuno di noi è richiesta la massima responsabilità”. 

Redazione Nove da Firenze