Rossi lancia a Bruxelles l’appello contro il razzismo

Alcuni religiosi fiorentini denunciano il ministro dell'Interno per le politiche migratorie


BRUXELLES- L'Europa faccia proprio l'appello contro il razzismo partito da Firenze. E' questo l'invito che il presidente della regione Toscana Enrico Rossi ha lanciato oggi a Bruxelles nel corso della seduta del Comitato delle regioni, ricevendo subito le prime autorevoli adesioni: quella di Juan Espadas Cejas, Sindaco di Siviglia e di Francois Decoster, presidente della delegazione francese al Comitato delle Regioni. Rossi, rivolgendosi direttamente al presidente dell'assemblea Karl Heinz Lambert, ha anche chiesto di dedicare al tema della lotta al razzismo una delle prossime sessioni plenarie del comitato delle regioni: "E' molto importante – ha detto - dedicare una riflessione corale al tema della lotta al razzismo e ai valori fondanti dell'Unione europa per non tornare, in forme nuove, a rivivere quel passato che credevamo archiviato per sempre". Nel suo intervento Rossi ha poi rapidamente illustrato i contenuti dell'appello lanciato la settimana scorsa insieme al sindaco di Firenze Dario Nardella: "Contro il razzismo e l'estrema destra bisogna reagire con coraggio. Questo appello è un invito a mobilitarci tutti insieme". Il presidente ha evidenziato, all'origine di questo intervento, "i pericoli di campagne e slogan sempre più dilaganti che in Europa strumentalizzano le ansie, le paure, le fragilità dei cittadini, spingendoli verso l'odio e il disprezzo degli altri, in particolare degli immigrati, che individuano i capri espiatori in una o in un'altra etnia, che vedono nelle frontiere e nei muri da alzare una soluzione". "Il razzismo è la radice di questo fenomeno " ha sintetizzato. Il presidente ha poi ricordato come all'appello partito da Firenze abbiano già aderito tantissimi cittadini, esponenti della politica e della cultura e tanti sindaci.

Intanto da Firenze parte un appello-denuncia pubblica nei confronti della politica sull'immigrazione del neo Ministro dell'Interno sottoscritto da alcuni preti e religiosi tra i quali il prete Alessandro Santoro, la suora domenicana Stefania Baldini e il parroco Fabio Masi: "Per sollecitare le nostre e le altrui coscienze, per una resistenza pura e dura, costi quel che costi!" come vergato nell'appello. "Insieme ad altri preti, religiosi e religiose firmiamo questo atto di denuncia pubblica nei confronti della politica sull'immigrazione del neo Ministro dell'Interno, nonché del silenzio assordante degli altri partner e membri del Governo che avalla di fatto questa assurda politica.Il silenzio della nostra Chiesa non è meno preoccupante e con la diffusione di questo documento nella città e diocesi di Firenze speriamo che altri sacerdoti, religiose e religiosi e le varie comunità possano esprimersi e, se vorranno, scegliere di "sostenere" con noi questo atto di denuncia" spiegano i religiosi fiorentini.

Redazione Nove da Firenze