Progetto per il ritorno volontario dei migranti nei Paesi di provenienza

Uno strumento a disposizione degli stranieri per ritornare a casa con un nuovo progetto di vita e di lavoro. Se ne è parlato nel Consiglio Territoriale per l'Immigrazione, convocato in Prefettura


L'opportunità per il migrante di ritornare in patria grazie a un percorso di accompagnamento e sostegno per il pieno reinserimento socio-economico nel paese d'origine. A questo mira il programma RVA&R - Ritorno Volontario Assistito e Reintegrazione a cui è stato dedicato il Consiglio Territoriale per l'Immigrazione ( al quale si sono aggiunti anche i gestori dei centri di accoglienza), che il prefetto Laura Lega ha riunito ieri in Prefettura, a Palazzo Medici Riccardi. 

Obiettivo dell'incontro: far conoscere nel dettaglio ai componenti del tavolo uno strumento di particolare valore, promosso dal Ministero dell'Interno e cofinanziato dal Fondo Europeo Asilo Migrazione e Integrazione, che permette ai cittadini stranieri non comunitari di ritornare volontariamente in patria con un supporto logistico e organizzativo in tutte le fasi del rientro. I dettagli sono stati spiegati da un rappresentante dell'Organizzazione Internazionale per le Migrazioni - OIM, appositamente intervenuto al tavolo odierno. Il progetto di assistenza prevede l'elaborazione di un piano personalizzato per ogni migrante, che comprende consulenza, rilascio di documenti, organizzazione del viaggio e predisposizione di attività di lavoro da svolgere in patria. A questo si aggiunge un contributo per l'acquisto di beni e attrezzature utili all'avvio dell'attività lavorativa (fino a duemila euro), erogato nei paesi d'origine, e un'indennità di prima sistemazione in denaro (quattrocento euro) che viene assegnata al momento della partenza.

Per il periodo 2019-2021, il Ministero dell'Interno ha selezionato a livello nazionale sei progetti sviluppati da altrettante organizzazioni, i cui rappresentanti hanno partecipato all'incontro di oggi per descrivere nello specifico le modalità con cui i migranti possono aderire ai vari programmi, rivolti a un target complessivo di 1610 stranieri. Nel 2018 sono stati 1142 i beneficiari partiti dall'Italia, evidenziando un trend di adesione in crescita (erano 139 nel 2016 e 895 nel 2017) e interessando 73 nazionalità diverse. In Toscana, nello stesso anno, sono stati operati 38 ritorni volontari.
"Auspico che i componenti di questo tavolo, ha detto il prefetto chiudendo i lavori, possano dare una mano concreta nel diffondere localmente, nell'ambito dei rispettivi distretti operativi, le potenzialità di questo progetto in modo che garantisca a chi non ha o non avrà intenzione o titola a rimanere sul territorio italiano, un percorso di rientro supportato e assistito, permettendo così di aprire una nuova fase di vita nel proprio paese".

Redazione Nove da Firenze