Rete oncologica toscana, al via le attività del Molecular tumor board

L'assessore Bezzini: "Nuovi approcci terapeutici grazie a macchinari, farmaci, metodiche, prestazioni in continua evoluzione"


Il Molecular tumor board (Mtb), istituito lo scorso agosto nella sede di Ispro (Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica), entra nella sua fase operativa, dopo l’approvazione da parte della Giunta regionale del modello organizzativo del percorso per l’analisi molecolare di pazienti selezionati, proposto dallo stesso Mtb. Questo gruppo di lavoro multidisciplinare, che agisce all’interno della Rete oncologica con il compito di fornire risposte e indirizzi a supporto del Servizio Sanitario Regionale e della stessa Rete, in materia di nuovi approcci terapeutici legati allo sviluppo della medicina personalizzata, interpretazione dei big data e disponibilità di farmaci innovativi, può adesso proseguire speditamente in quella che è la sua missione di diagnosi e cura all’avanguardia per pazienti altamente selezionati.

“Da qui passa una parte importante del futuro dell’oncologia - commenta l’assessore alla sanità, Simone Bezzini -. In questi ultimi anni l’approccio terapeutico alla malattia tumorale è cambiato molto. Macchinari, farmaci, metodiche, prestazioni, sono in continua evoluzione e sempre di più consentono nuovi approcci terapeutici, percorsi di diagnosi, cura e riabilitazione, che fanno la differenza nella qualità e nella durata di vita dei pazienti”.

“L’indagine mutazionale dei tumori è un ambito innovativo a ponte tra ricerca e nuove possibilità di cura - spiega Gianni Amunni, direttore generale di Ispro e coordinatore del gruppo di lavoro Mtb -. Questo aspetto della medicina personalizzata, che rappresenta il campo più innovativo dell’oncologia, ha forti pressioni mediatiche e anche commerciali. La volontà del Mtb regionale è proprio quella di garantire all’interno del Servizio sanitario pubblico un’ulteriore opportunità di cura da riservare a casi altamente selezionati e su specifici criteri clinici”.

In Toscana c’è una lunga tradizione di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, dei tumori, quanto è altrettanto lunga e prestigiosa la tradizione della ricerca in ambito oncologico. Tramite il Mtb, l’obiettivo non è solo quello di rafforzare l’efficacia delle azioni della Rete oncologica regionale, continuando a garantire appropriatezza e qualità dell’offerta, ma anche omogeneità nelle procedure, equilibrio tra costi/benefici delle terapie e acquisizione di dati clinici confrontabili.

“Come Regione abbiamo continuato a lavorare nella direzione di un rafforzamento del modello organizzativo che ha dato, e sta dando, importanti risultati - conclude Bezzini -. La rete oncologica toscana, con le sue singole reti dedicate alle principali patologie, perché i bisogni sanitari dei pazienti oncologici sono sempre più complessi e specifici, richiede un continuo e serio investimento non solo in competenze di di alto valore che già abbiamo, ma anche nella ricerca e nell’innovazione terapeutico assistenziale”.

Il modello organizzativo proposto dal Mtb prevede anche che le tre Aziende ospedaliero universitarie toscane (di Careggi, Siena e Pisa) siano le sedi dove centralizzare le analisi biomolecolari aggiuntive rispetto ai test che vengono già abitualmente effettuati su pazienti, la cui neoplasia, studiata attraverso metodologie analitiche condivise e omogenee, viene poi discussa in maniera interdisciplinare.

Redazione Nove da Firenze