Regione: il PNRR e il buco in sanità alla prova della Corte dei Conti

Il polmone artificiale di Bruxelles che ha tenuto in vita gli investimenti

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
22 Luglio 2026 23:40
Regione: il PNRR e il buco in sanità alla prova della Corte dei Conti

La Toscana è ancora quel "modello di eccellenza" amministrativa, o stiamo assistendo a una narrazione costruita su fondamenta d'argilla? Il Giudizio di Parifica 2025 della Corte dei Conti solleva il velo su una realtà contabile complessa, dove i successi operativi si intrecciano a fragilità strutturali. Sebbene la Regione superi l'esame della magistratura contabile, emerge il ritratto di un ente in equilibrio precario, sostenuto da una pioggia di fondi europei e da una pressione fiscale che grava sui cittadini.

A un primo sguardo, i numeri sembrano gridare al successo: il disavanzo disponibile è crollato dai 998 milioni di euro dell'esercizio precedente ai 315 milioni attuali. Tuttavia il miglioramento di ben 507 milioni di euro è dovuto quasi interamente alla soppressione del Fondo anticipazioni di liquidità, una manovra contabile una tantum disposta dalla legislazione nazionale, non certo il frutto di una spending review strutturale. In sostanza, le regole sono cambiate, ma la sostanza del debito resta: l'indebitamento regionale tocca infatti i 2,08 miliardi di euro (circa 566 euro per ogni toscano). Esiste poi un paradosso tipico dell'ingegneria di bilancio: mentre il "risultato formale" vanta un avanzo di 1,32 miliardi, la parte effettivamente "disponibile" per i cittadini resta in rosso.

“Quella di quest'anno è una parifica che sinceramente mi lascia soddisfatto perché, pur evidenziando aspetti che dobbiamo chiaramente migliorare, è una parifica vera.” dichiara Eugenio Giani, Presidente della Regione Toscana.

Approfondimenti

Senza i fondi straordinari, la capacità di investimento della Toscana sarebbe oggi in stato vegetativo. La Regione ha mobilitato una massa d'urto finanziaria pari a 1.318,34 milioni di euro (di cui 1.165 da PNRR, 127 dal Piano Nazionale Complementare e 25 da fondi regionali). È questo il "polmone artificiale" che permette di inaugurare strutture e acquistare tecnologie che il bilancio ordinario non potrebbe mai permettersi. L'efficienza nel "fare i compiti a casa" è innegabile, superando spesso i target ministeriali:

  • 71 case di comunità (rispetto alle 70 previste);
  • 23 ospedali di comunità e 37 Centrali Operative Territoriali già operative;
  • 120 nuove grandi apparecchiature diagnostiche acquistate per oltre 68 milioni di euro.

Nello specifico, la dotazione tecnologica si arricchisce di:

  • 22 TAC e 11 sistemi di risonanza magnetica;
  • 12 angiografi e 9 acceleratori lineari;
  • 19 ecotomografi, 8 mammografi e 7 gamma camere;
  • 1 Pet/Tac e 26 sistemi radiologici fissi.

Tuttavia la lentezza nell'acquisizione della liquidità reale ha generato un cumulo di residui attivi per 394 milioni di euro. Il rischio? Avere macchinari all'avanguardia ma mancare della liquidità per gestirli o del personale necessario per farli funzionare senza far esplodere ulteriormente il disavanzo.

Nonostante lo Stato abbia trasferito alla Toscana la cifra record di 8,42 miliardi di euro, il sistema sanitario regionale mostra crepe allarmanti. Le perdite sanitarie sono passate dai 181 milioni del 2023 ai 197 milioni del 2024, con proiezioni per il 2025 che indicano un ulteriore deterioramento.

Il paradosso è servito: aumentano i costi, ma peggiorano i servizi. La Toscana garantisce i tempi per le prime visite specialistiche solo nel 77,2% dei casi, scivolando sotto la media nazionale (78,5%) e, soprattutto, fallendo l'obiettivo minimo dell'80% fissato dal Ministero. A questo si aggiunge lo stallo del payback sui dispositivi medici, con centinaia di milioni di euro bloccati nei decreti governativi. Il richiamo di Giani all'Articolo 32 della Costituzione suona come una nobile difesa politica, ma per la Corte dei Conti è un campanello d'allarme che impone un rigore non più rinviabile.

Uno dei punti più oscuri rilevati dai magistrati contabili riguarda l'etica della spesa. L'aumento dell'addizionale IRPEF, presentato ai cittadini come un sacrificio necessario per salvare la sanità, è stato parzialmente deviato per coprire "oneri ordinari" di bilancio. Una manovra che solleva interrogativi sulla trasparenza del patto fiscale tra Regione e cittadini.

Inquietante è anche il monitoraggio sugli enti dipendenti. La Corte ha denunciato l'irregolarità del finanziamento di ARPAT tramite il fondo sanitario (risorse che dovrebbero andare esclusivamente ai LEA) e una gestione del personale "borderline" presso l'Autorità Portuale Regionale. Qui, secondo i giudici, si sarebbe utilizzata una modalità organizzativa atta a eludere i limiti assunzionali imposti dalla legge statale, abusando inoltre di uno spoil system che assegna ai direttori stipendi omnicomprensivi slegati da reali obiettivi di performance.

“Siamo di fronte a un vero disastro finanziario... i cittadini pagano tasse più alte senza ottenere i servizi tempestivi che meritano.” denunciano i consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, in Commissione Sanità.

In questo quadro di stabilità precaria, l'unica vera leva di sviluppo endogeno sembra essere la transizione ecologica. Il Movimento 5 Stelle punta sulla nuova legge regionale per le energie rinnovabili non solo come obiettivo ambientale, ma come scudo economico. L'idea è chiara: abbattere le bollette e rendere le imprese toscane competitive, svincolandole dalle fluttuazioni dei mercati internazionali e dalle inerzie del Governo nazionale. L'energia pulita diventa così l'ultima frontiera per generare quella ricchezza che l'ingegneria contabile non può creare.

Il superamento della parifica è un dato formale, ma la tenuta sostanziale del sistema dipende da variabili fuori dal controllo regionale: il successo del PNRR, lo sblocco del payback e la flessibilità dei fondi europei (come l'importo di flessibilità emerso dalla Mid-Term Review del ciclo 2021-2027).

Notizie correlate
In evidenza