Referendum sulle fusioni tra comuni toscani: ecco i risultati

Il sì all'unione vince in 5 Comuni su dieci, ma c'è solo un caso di positività reciproca


In totale erano chiamati al voto 51.343 elettori. Alle urne si sono recati in 22.854, pari al 44,51% degli aventi diritto. La maggiore affluenza si è registrata a San Godenzo dove si è espresso il 71,59% degli elettori. La partecipazione minore si è registrata a Montepulciano dove al voto ha partecipato il 33,17% degli iscritti nelle liste elettorali. Dalle urne dei referendum consultivi sulla fusione di alcuni Comuni toscani esce una indicazione univoca.

Il Sì prevale infatti sia a Tavarnelle Val di Pesa (FI) che a Barberino Val d'Elsa (FI), che si uniranno, visto che il Consiglio regionale con tutta probabilità si esprimerà in modo favorevole all'unione tra le due amministrazioni. Infatti a Tavarnelle i favorevoli sono stati l'82,06% (2.424 su 2.979 votanti) e a Barberino Valdelsa il 67,74% (1.264 su 1.879 votanti).

Negli altri referendum nelle coppie di due Comuni ciascuna che il 10 e l'11 novembre sono andati al voto, in tre casi solo in uno dei due è prevalso il sì, mentre in un caso il No ha prevalso in entrambi.

Si tratta dei comuni di Montepulciano (SI) dove il No ha ottenuto il 53,58% (1.892 voti su 3.725 votanti) e di Torrita di Siena dove il No ha prevalso con il 76,7% (2.891 voti su 3.791 votanti).

A Bibbiena (AR) si sono registrati invece 1.831 Sì (il 56,11%) su 3.286 votanti, ma a Ortignano Raggiolo (AR) i No hanno prevalso con il 59,53%, cioè con 278 voti su 471 votanti.

A Dicomano (FI) a prevalere è stato il Sì, con il 66,05% (1.000 voti su 1.524 votanti), ma a San Godenzo (FI) ha prevalso il No alla fusione con il 66,24% cioè con 461 voti su 698 votanti.

Ad Asciano (SI) vittoria del Sì con il 61,6% (1.142 voti su 1.871), ma a Rapolano Terme (SI) ha vinto il No con il 70,07% (1.833 voti su 2.630 votanti).

Il Comune di Barberino Tavarnelle è realtà

E’ “nato”, riconosciuto nel parere espresso dalle comunità, il nuovo ente che fonderà in un unico comune le amministrazioni comunali di Barberino Val d’Elsa e Tavarnelle Val di Pesa. Su entrambi i territori i voti favorevoli, dichiarati nell’ambito della consultazione referendaria che si è tenuta domenica 11 e lunedì 12 novembre, hanno raggiunto percentuali molto alte. A Tavarnelle l’82,11 per cento del sì ha prevalso sulla posizione contraria che si è attestata sul 17,89 per cento. E’ nel comune guidato dalla giunta Baroncelli che all’appello di recarsi al voto per esprimere il proprio parere sull’istituzione del comune unico hanno risposto 2979 cittadini corrispondenti al 49,09 per cento degli aventi diritto al voto. Per l’esattezza sono stati rilevati 2424 si e 530 no.

A Barberino Val d’Elsa sono stati 1264 si a decretare la vittoria del comune unico contro 602 schede contenenti il voto opposto. La percentuale complessiva di chi ha fatto sentire il proprio sostegno a favore del comune unico ha raggiunto quota 67,73 per cento, quelli contrari si attestano sul 32,27 per cento. “E’ un risultato straordinario, superiore alle nostre aspettative – dichiarano i sindaci Giacomo Trentanovi e David Baroncelli – la sfida era molto complessa, non era facile dopo secoli di storia modificare l’assetto istituzionale dei comuni ma la nostra è una comunità che da anni pensa in modo unitario, le associazioni operano insieme, i comuni lavoravano da tempo in maniera congiunta, come testimonia il lungo percorso amministrativo che spazia dalle gestioni associate all’istituzione dell'Unione comunale, il nostro tessuto sociale è già una realtà unica, vincere in tutte le sezioni di tutto il territorio è stata una soddisfazione eccezionale, un trionfo accompagnato da punte altissime e dalla prevalenza dei sì. Terminati i festeggiamenti che oggi stiamo condividendo con tutta la nostra comunità, inizieremo a lavorare sugli adempimenti, lo statuto è già stato delineato da una commissione consiliare, procederemo con la riorganizzazione e la predisposizione del nuovo comune". In virtù della fusione approvata, il Comune unico di Barberino e Tavarnelle, che formalmente nascerà dal 1 gennaio 2019, riceverà un contributo fino ad un massimo di 22 milioni da finanziamenti statali e regionali. “Da oggi si apre un grande periodo di prosperità – concludono i sindaci - legato non soltanto al peso economico del contributo ma soprattutto alla possibilità di vedere oltre e lavorare e costruire il futuro insieme”. 

I cittadini di San Godenzo hanno deciso di non fondersi con il comune di Dicomano. Il no ha vinto riportando una percentuale del 66,24% (461 totali), mentre il sì ha raggiunto il 33,76%. L’affluenza totale alle urne dei cittadini di San Godenzo è stata del 71,59% per un totale assoluto di 698 votanti.

“Quando il risultato di un referendum è così lampante, non si può che accettarlo – afferma il Sindaco di San Godenzo Alessandro Manni -. Avevamo fatto una proposta importante ai cittadini, proposta che riteniamo ancora essere la migliore per le nostre comunità. Purtroppo i votanti hanno mostrato il loro disaccordo, forse non siamo riusciti a far capire a pieno il progetto, ma accettiamo il risultato e continueremo a lavorare per il bene dei nostri cittadini”. 

"Grazie a tutti coloro che si sono impegnati in questa campagna referendaria -commenta Cristian Petronici, attivista del No Fusione- perché la partecipazione diretta e personale è il sale della democrazia e il sintomo di vitalità di una comunità che qualcuno dava in estinzione o, addirittura, già estinta. Sappiamo benissimo che questo risultato non è un punto di arrivo, ma solo il punto di partenza da cui prendere slancio per affrontare le difficoltà del comune di San Godenzo che in tanti hanno evidenziato negli ultimi mesi. Lo avevamo scritto alla vigilia del voto e lo ribadiamo forte e con fermezza adesso: ci confronteremo e siamo pronti a collaborare con il sindaco e con la giunta, sempre all’insegna della correttezza, con l’unico scopo di fare del bene alla cittadinanza e con un unico amore che ci unisce tutti: San Godenzo e il suo territorio".

Il commento del sindaco di Dicomano Stefano Passiatore: "La lunga corsa per la fusione dei Comuni di Dicomano e San Godenzo è finita. Questo è il risultato: a Dicomano il Sì ha raggiunto il 66%, stessa percentuale raggiunta dal NO a San Godenzo. La bassa affluenza a Dicomano, 35%, ci rimprovera il fatto di non essere stati sufficientemente capaci di coinvolgere sull'opportunità della fusione. D'altro canto, l'ottimo risultato che del Sì nel nostro comune, alla luce delle posizioni (con tanto di giravolte) degli schieramenti politici, ci racconta che la nostra era l'unica proposta in campo. La fusione, dunque, non si farà. Come amministratori avevamo il dovere e la responsabilità di proporre ai cittadini questa occasione. Nonostante questo il nostro impegno rimane immutato e per il futuro percorreremo altre strade per garantire a questo comune gli investimenti e lo sviluppo che si merita".

Redazione Nove da Firenze