​Quavio “sostegno e presenza”: 30 anni di cure palliative

A Siena TV, la presidente della onlus ha spiegato il senso di concetti quali partecipazione al dolore e accoglienza. Si aiuta Quavio con il 5x1000


SIENA CITTÀ SOLIDALE — “Da 30 anni ci occupiamo di cure palliative, di qualità nella vita nell’ultimo tratto del cammino dei nostri pazienti. Integriamo il servizio pubblico a livello sanitario e da 15 anni abbiamo un servizio psicologico”. Con queste parole la presidente di Quavio, Vanna Galli, inizia un’intervista, rilasciata a Siena TV, tramite la piattaforma skype.

La onlus senese festeggia, proprio nel 2020, i 30 anni di attività e lo fa con numeri significativi che danno il senso di un impegno quotidiano al servizio dei malati: solo negli ultimi 24 mesi, 406 pazienti curati grazie al progetto “mai soli” portato avanti insieme a Usl Toscana Sud Est e Gruppo Donatori di Sangue delle Contrade.

Le cifre lasciano spazio all’emozione quando la brava giornalista, Teresa Scarcella, pone una domanda dalla difficilissima risposta:“come ci si approccia a persone che sanno di essere vicine alla morte, come si sostengono i familiari per far comprendere ed accettare la perdita che stanno per avere?”

Vanna Galli non ha dubbi: “la prima cosa è un ambiente di verità: un ambiente in cui non ci si maschera ne con noi stessi ne con gli altri. Non posso far finta che tutto vada bene ne posso essere angosciata ma vi è la partecipazione al dolore, il riconoscimento di una situazione grave da sostenere. Guardare negli occhi la pesona, modularsi con la sua tristezza e restituire un sorriso, una carezza con lo sguardo e poi tacere”.

A questo punto, una verità che può stupire: “Molto spesso abbiamo bisogno di tacere e tacere non è facile: significa accogliere la massa vibrante di sgomento e paura. Questa è accoglienza. Sono impotente ma ti sono accanto”.

Parole che non lasciano spazio a commenti. Solo a riflessioni. 

E' chiaro che, per continuare a svolgere la sua missione, la Quavio ha necessità del sostegno di tutti. Sostegno che può arrivare attraverso il 5×1000 (indicando il codice fiscale QuaViO nella casella “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale” sui moduli della dichiarazione dei redditi modello 730, UNICO, CUD: 92007070524).

Ora più che mai: l’emergenza sanitaria ci ha fatto capire che da soli, non si cresce, da soli si realizza ben poco: è fondamentale essere insieme" conclude la presidente che poi chiosa con un messaggio potente: "La quavio è di tutti”.

Per saperne di più o diventare volontari www.quavio.org

nella foto un momento dell'intervista

Giuseppe Saponaro