Processo Banca Etruria: l'ammissione di 2.200 parti civili

Nel procedimento penale contro i presunti responsabili del crac. M5S: “Verso la verità per i risparmiatori italiani. Per questi cittadini presto sarà disponibile il fondo di 1,5 miliardi di euro stanziato dalla legge di bilancio e introdotto dal recente Dl Crescita”


Il Comune di Arezzo è stato ammesso come parte civile al processo Banca Etruria che vede imputati i vertici della banca per i reati di bancarotta. Il Comune di Arezzo chiede il risarcimento per due tipologie di danno: anzitutto il rilevante danno all'immagine che la vicenda Banca Etruria ha provocato alla città, risultata per molti articoli di stampa come una realtà fatta di malaffare e pratiche illecite. In secondo luogo il Comune, in rappresentanza della collettività aretina, chiede anche il risarcimento dei danni subiti dal territorio e dalle imprese in generale, consistenti nella successiva difficoltà di accesso al credito e nella diminuzione dei finanziamenti alle iniziative culturali. Il giudice ha ritenuto che il Comune di Arezzo sia legittimato a pretendere in seno al processo penale il risarcimento di tali danni, che in ogni caso dovranno essere dimostrati.

Processo Banca Etruria

“L'ammissione di circa 2.200 parti civili al processo per il crac di Banca Etruria è una notizia importante che costituisce un passaggio fondamentale per l'avvio del cammino verso la verità e soprattutto la
giustizia nei confronti dei tantissimi risparmiatori italiani truffati nell'ambito della vicenda”.
I parlamentari toscani del M5S Laura Bottici, Gianluca Ferrara, Chiara Gagnarli, Francesco Berti, Gloria Vizzini, Luca Migliorino, Riccardo Ricciardi esprimono il loro plauso per la decisione presa ieri dal collegio del tribunale di Arezzo, presieduto dal giudice Gianni Fruganti, in merito alla drammatica vicenda di Banca Etruria. Si tratta di un numero ben più alto rispetto a quanto era stato stabilito in udienza preliminare. Per questi risparmiatori presto sarà disponibile il fondo di 1,5 miliardi di euro stanziato dalla legge di bilancio e introdotto dal recente Dl Crescita.
In merito alla decisione del tribunale aretino interviene nello specifico Gianluca Ferrara, capogruppo M5S Commissione Esteri al Senato: “La scelta del tribunale di Arezzo di chiamare un numero così elevato di parti civili è una buona notizia poiché di grande importanza per il M5S far chiarezza fino alla fine su questa truffa, verificatasi ai danni dei correntisti. Noi del M5S questi cittadini truffati li abbiamo salvati stanziando 1,5 miliari di euro. Chi si dovrebbe fare qualche domanda sono quei partiti che invece di tutelare questi cittadini hanno tentato di salvaguardare gli interessi di banche spesso con legami familiari. Questo è soltanto l'inizio perché c'è un'inversione di tendenza da parte di questo governo e da parte del M5S in particolare, il nostro obiettivo è mettere al centro il cittadino e non più le banche e la speculazione finanziaria. Noi nella scorsa campagna elettorale delle Politiche - prosegue Ferrara - siamo andati a parlare direttamente con i truffati delle banche e abbiamo mantenuto le nostre promesse risarcendoli, invece personaggi come Maria Elena Boschi sono scappati da Arezzo, hanno
imparato qualche parola di tedesco e si sono fatti eleggere a Bolzano. Questa vecchia politica è destinata ad autodistruggersi mentre noi siamo davvero il futuro anche in chiave europea perché siamo dalla parte dei cittadini, siamo dalla parte dei truffati, e faremo di tutto affinché ci possa essere giustizia anche nelle aule dei tribunali”.
Ferrara chiude il suo intervento ricordando quello che ha fatto il M5S e quello che farà per tutelare i risparmiatori: “Con la legge di Bilancio abbiamo tassato banche e assicurazioni per 4 miliari di euro invece di elargire agevolazioni. In futuro poi varieremo anche la Glass-Steagall Act che divide le banche di investimento da quelle commerciali in modo che non si potrà effettuare speculazione finanziaria sui capitali di un correntista”.

Redazione Nove da Firenze