Il Comune di Firenze ha accettato la donazione di 784 alberi da Publiacqua, dal valore di oltre 103 mila euro. Le piante si trovavano nell'area dove sorgerà il nuovo depuratore biologico del Bottegone, a Pistoia, e invece di essere abbattute saranno espiantate e reimpiantate nei parchi e nei giardini di tutti e 5 i quartieri fiorentini. L'operazione è stata approvata dalla Giunta oggi, 5 ottobre.
Si tratta di 20 specie diverse: 120 olivi, 96 querce, 64 gelsi, 48 aceri campestri, 20 aceri argentati, 48 bagolari, 40 alberi dei tulipani, 40 peri da fiore, 140 photinie, 24 salici, 24 liquidambar, 20 alberi di Giuda, 20 tigli, 20 pruni, 20 magnolie e altre varietà. Publiacqua le fornisce gratis, al Comune spettano espianto e trasporto.La Giunta ha approvato l'accettazione della donazione dopo un sopralluogo congiunto tra i tecnici della Direzione Ambiente e quelli di Publiacqua.
La fornitura è gratuita, il Comune si farà carico solo delle operazioni di espianto e trasporto verso il vivaio comunale o direttamente nei siti di piantumazione.Per la vicesindaca all'ambiente Paola Galgani è un'operazione in linea con il Piano del Verde e con l'obiettivo di una Firenze più sostenibile e resiliente. "Dare nuova vita a centinaia di alberi significa prenderci cura della città con una visione di lungo periodo", ha sottolineato.
"Siamo felici dell’opportunità di contribuire allo sviluppo del patrimonio arboreo della città – ha detto Nicola Perini, Presidente di Publiacqua – perché il cambiamento climatico ci impone di agire e di farlo su due piani: il primo è quello di contrastarne le cause; l’altro è quello dell’adattamento, ovvero la necessità di intraprendere tutte le azioni possibili perché i nostri territori possano rispondere nel modo migliore. Abbiamo la responsabilità di promuovere un impegno culturale per fermare il riscaldamento globale, e insieme, la responsabilità di salvaguardare il nostro territorio. Publiacqua è impegnata, insieme ai Comuni, nel trasformare il volto delle città per promuovere e far crescere beni comuni come salute e sicurezza idraulica, necessari al benessere collettivo”.
Un esempio di economia circolare: invece di acquistare nuove piante, si recuperano quelle esistenti. La biodiversità ne guadagna, con un mix che va dagli olivi alle querce, dai gelsi agli aceri, dai tigli alle magnolie, fino a parrotie, sophore e photinie.L'intervento rientra nell'Accordo Quadro per la riqualificazione del patrimonio arboreo collegato ai Piani Urbani Integrati "Firenze - Città dei Giovani".