Rubrica — Editoria Toscana

Presentazione del libro 'L'eredità di Stefano Bardini a Firenze' con Paolucci e Sgarbi

Domani giovedì 20 (ore 11.30) alla sede della Fondazione CR Firenze, il nuovo volume a cura di Antonio Paolucci, con testi di Maria Chiara Pozzana ed Emanuele Barletti


Racconta un episodio significativo della storia recente di Firenze il volume L’Eredità di Stefano Bardini a Firenze. Le opere d’arte, la villa e il giardino a cura di Antonio Paolucci con testi di Antonio Paolucci, Maria Chiara Pozzana e Emanuele Barletti (edito da Mandragora, Firenze) che viene presentato, alla presenza degli autori e con la partecipazione di Vittorio Sgarbi, DOMANI giovedì 20 giugno alle ore 11.30 nella sede di Fondazione CR Firenze (Via Bufalini 6 – Ingresso ad invito – info@fcrf.it). Introdurranno l’incontro, moderato dal giornalista Marco Carminati, Umberto Tombari Presidente di Fondazione CR Firenze e Jacopo Speranza, Presidente della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron, le due istituzioni che hanno realizzato il libro. Interverrà anche Alberta Campitelli, specialista internazionale di giardini storici e Vice Presidente dell’Associazione Parchi e Giardini d’Italia.

La storia del complesso Bardini e del suo parco inizia nel 1965 con la morte dell’ultimo Bardini, Ugo – figlio del celebre antiquario Stefano – e conclusa nel 1992, grazie all’allora ministro dei beni culturali Antonio Paolucci, con il passaggio della proprietà allo Stato e la conseguente ristrutturazione ed apertura al pubblico con i finanziamenti della Fondazione CR Firenze. Il volume non è solo la storia del giardino ma è anche il racconto della vita privata dei fratelli Ugo e Emma Bardini.

‘’In questo volume – scrive nella presentazione del volume il Presidente della Fondazione CR Firenze Umberto Tombari - emerge tutto il senso della stretta relazione con la città che Villa Bardini e tutto ciò che le sta intorno (compresa la zona di Piazza de’ Mozzi con il suo bel Museo Civico intitolato a Stefano Bardini) hanno sempre avuto. Un rapporto che persone lungimiranti hanno prefigurato nel corso del Novecento, da Stefano a Ugo Bardini, da Piero Bargellini a Raffaello Torricelli, da Alberto Carmi ad Edoardo Speranza (che hanno il merito di aver condotto in porto l’ imponente recupero) allo stesso Paolucci (che in qualità di Ministro dei Beni culturali ha fortemente sostenuto l’operazione), ciascuno secondo le proprie sensibilità, ma tutti uniti nella comune determinazione di rendere accessibile alla collettività questo spicchio di collina’’.

‘’Negli ultimi anni – scrive a sua volta Jacopo Speranza, Presidente della Fondazione Parchi Monumentali Bardini e Peyron – questo luogo ha conosciuto uno straordinario sviluppo per la qualità e la fisionomia degli eventi che ha ospitato vedendo fortemente aumentato l’afflusso dei visitatori e la qualità e la tipologia delle presenze. E ciò è avvenuto grazie ad un rinnovato impegno dell’attuale governance che ha moltiplicato i propri sforzi in termini di cura, di strategie, di indirizzo programmatico e di convinta adesione ad implementare l’offerta culturale, in una dimensione anche internazionale, tesa a valorizzare le caratteristiche proprie del luogo e a migliorare le potenzialità degli spazi espositivi temporanei e permanenti’’.

Redazione Nove da Firenze