Poste Italiane completa l'acquisizione del Gruppo Nexive

A seguito delle deliberazioni assunte dal proprio Consiglio di Amministrazione e della firma dell'accordo preliminare annunciata il 16 novembre 2020. Concorrenza postale addio, secondo l'ADUC


Firenze, 29 Gennaio 2021 - Poste Italiane S.p.A. comunica che, a seguito delle deliberazioni assunte dal proprio Consiglio di Amministrazione e della firma dell'accordo preliminare annunciata il 16 novembre 2020, è stata completata l'acquisizione, da PostNL European Mail Holdings BV e Mutares Holding - 32 GmbH, dell’intero capitale sociale di Nexive Group S.r.l..

L’operazione è stata valutata con provvedimento del 22 dicembre 2020, ai sensi dell’art. 75 del DL 14 agosto 2020 n. 104, a seguito del procedimento avviato e gestito dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato con tempestività ed attenzione agli interessi di mercato e a quelli occupazionali.

Il prezzo d’acquisto dell’intero capitale di Nexive è stato concordato pari a € 34,4 milioni, sulla base di un Enterprise Value di € 50 milioni e di un indebitamento netto di € 15,6 milioni.

"Acquisizione per cui diremo addio ai vantaggi della concorrenza: maggiore qualità e prezzi competitivi. L’Antitrust si è a suo modo prestata all’operazione, solo chiedendo in contropartita che Poste consenta l’accesso ai suoi punti di giacenza per gli invii inesitati del servizio di posta raccomandata per garantire anche ai piccoli operatori ancora non dotati di un’idonea organizzazione territoriale di competere sul mercato -commenta Vincenzo Donvito, presidente dell'Associazione per i diritti degli utenti e consumatori- Questo comporta che alcune arroganze tipiche della posizione dominante di cui fino ad oggi Poste spa ha goduto, da domani si accentueranno grazie al monopolio. Arroganze che ognuno vive ed ha vissuto nel suo obbligatorio rapporto con i servizi postali. Comprare i propri concorrenti non è una novità nei mercati. Se oggi nel mondo abbiamo grossi problemi con giganti tipo Facebook è proprio per le acquisizioni che l’azienda californiana fa dei propri concorrenti. Situazione il cui risvolto è l’immobilismo dei Paesi di ogni sorta nel far pagare a questi giganti tasse come agli altri, e per cui loro aumentano i propri poteri aziendali e di servizi verso consumatori succubi dei loro algoritmi, concepiti non per le nostre libertà ma per il loro business".

Redazione Nove da Firenze