«Riteniamo molto positivo il dato relativo alla quota di avanzamento dei progetti realizzati dai Comuni toscani grazie al Pnrr: ora è necessario arrivare alla conclusione e questo è possibile solo se tutti remiamo nella stessa direzione. Per questo facciamo appello alle aziende e alle associazioni datoriali, perché si possano concludere i lavori finanziati anche nel caso in cui si presentino intoppi burocratici».
Commenta così Simone Gheri, direttore di Anci Toscana, i dati del rapporto Irpet sull’economia toscana appena diffuso secondo cui, sul fronte dei progetti ammessi a finanziamento, la Toscana spicca nel panorama nazionale. Sebbene a livello di avanzamento dei progetti la Toscana sia al 73%, in linea con le altre regioni del centro Italia (media italiana 58%), fa molto meglio della media nazionale in due casi: per i progetti di opere pubbliche (al 70% contro il 59% nazionale) e per la realizzazione di opere pubbliche da parte delle amministrazioni comunali, dove la quota di avanzamento è all’82% (70% il dato nazionale).
Guardando al quadro globale dell’economia regionale, resta la necessità di attivare collaborazioni e profilare obiettivi comuni. «Alla luce dei prossimi cinque anni, cruciali per la Toscana, è necessario lavorare a un modello di sviluppo capace di valorizzare le differenze territoriali e superare le frammentazioni – afferma Gheri -. Istituzioni, imprese, sindacati, terzo settore devono fare squadra per definire e rilanciare un “patto per lo sviluppo e il futuro della Toscana”, come proposto dalla nostra presidente nel corso dell’ultima assemblea, che tenga assieme istituzioni e rappresentanza del mondo economico, sindacale, del sapere, della ricerca, e ci consenta di affrontare le sfide per il rilancio del settore produttivo e il mantenimento dei servizi sui territori».
Approfondimenti
«La Toscana si trova dentro una fase di trasformazione determinata da fattori sociali, politici ed economici che agiscono su scala locale, nazionale e internazionale. Il tradizionale profilo di regione produttiva ed esportatrice lascia progressivamente spazio a un modello in cui cresce il peso della rendita mentre industria e manifatturiero arretrano, imponendo una riflessione politica non rinviabile -si legge in un comunicato del Gruppo Consiliare M5S Toscana- L’incremento dell’occupazione presenta elementi di fragilità: si diffondono lavoro povero e discontinuità contrattuale.
In questo contesto, strumenti di sostegno al reddito come la proposta di reddito di cittadinanza regionale promossa dal Movimento 5 Stelle possono contribuire alla stabilizzazione sociale e al rafforzamento della domanda interna. La crescita del turismo sostiene l’occupazione ma consolida segmenti a basso valore aggiunto e fortemente stagionali, trainati soprattutto dalla domanda estera. Parallelamente, l’aumento dei consumi si accompagna a un indebitamento delle famiglie che segnala basi reddituali non sempre solide.
Il M5S lavora a politiche industriali esplicite: la transizione energetica rappresenta una leva decisiva e gli investimenti nelle fonti rinnovabili e nella produzione energetica diffusa sono necessari per ridurre la dipendenza esterna e garantire alle imprese costi dell’energia compatibili con la competitività industriale. A ciò deve affiancarsi una strategia di reindustrializzazione sostenuta da infrastrutture pubbliche non più rinviabili, dalla modernizzazione della FI-PI-LI allo sviluppo dell’area metropolitana costiera.
Strumenti come Invest in Tuscany rappresentano un’opportunità importante per attrarre capitali, ma devono richiedere criteri chiari e impegni verificabili di radicamento produttivo e occupazionale. È inoltre prioritario accelerare l’accesso ai fondi europei e rafforzare la formazione: il disallineamento tra competenze disponibili e fabbisogni delle imprese, a fronte della disoccupazione giovanile e dei NEET, rende urgente un intervento coordinato capace di orientare la Toscana verso uno sviluppo equilibrato».