Tre punti d'oro nel derby ma la Fiorentina ritorna Brutta Addormentata

Gol di Kean in avvio poi gioco lento e compassato, nel finale il Pisa butta via il pari. Malissimo l'arbitro Mariani

Paolo
Paolo Pellegrini
23 Febbraio 2026 23:19
Tre punti d'oro nel derby ma la Fiorentina ritorna Brutta Addormentata
Foto Fabio Vanzi

Brutti, sporchi. Cattivi però no, perché ci voleva il Pisa per portare a casa tre punti in questo modo. Ci voleva di fronte una squadra che non sa pungere, che per un tempo ha deciso di non giocare arroccata in un 5-3-2 spesso e volentieri a uomo, con il timore di andare incontro al pallone, lasciando anzi il tempo alla Fiorentina di gestirselo come le pareva. Ma non le pareva gran che bene, alla Fiorentina, se è vero che tolto il gol di rapina di Kean, grazie a una svirgolata maldestra di Canestrelli in mezzo all’area, grandi palle gol poi non se ne sono viste, esclusa l’imbeccata splendida di Brescainini per la testa del solito Kean che però non ha trovato la porta, e qualche tiraccio rimbalzato su una selva di gambe.

Clamor belli civitatis Florentiae”, il grido di guerra della città di Firenze, recitava lo striscione esposto dalla FerroFiesole all’ingresso delle squadre, in un tripudio di bandierine biancorosse. Le bandiere della gloriosa Repubblica di Firenze, non certo “della Danimarca” come si è lasciato scappare via radio un incauto, notissimo commentatore-telecronista fiorentino. A sormontare lo striscione, un’immagine ancor più eloquente, la statua di Ercole e Caco del Bandinelli in piazza della Signoria. Accanto al David di Michelangelo, a dire: state sottomessi alla forza e all’ingegno del semidio che vi afferra per i capelli, voi pecorai malvagi mostruosi e incivili. Una premessa non da poco, un incitamento non da poco, una richiesta non da poco: la forza e l’ingegno siano dominanti sul miserabile.

Eppure ci è mancato un soffio, a spegnersi in gola quell’urlo di guerra come contro il Torino (e non solo) negli ultimi respiri del lungo recupero decretato dall’inqualificabile arbitro Mariani da Aprilia, un vero disastro assoluto su cui magari poi ci soffermiamo. Un soffio di terrore, quando Canestrelli si è presentato solo davanti a De Gea e da pochi passi ha sparato il pallone nel cantiere della Fiesole. Canestrelli, proprio lui, quello della svirgolata: ed è questo che dà la dimensione e il peso del Pisa.

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Eppure la Fiorentina stasera è riuscita a soffrire anche contro un avversario così modesto. A rischiare di subire un pareggio che per suo demerito avrebbe perfino meritato. C’è stato, è vero, qualche bel tentativo ben neutralizzato dall’esperto e attento portiere nerazzurro Nicolas (un altro da cui De Gea dovrebbe pur imparare qualcosa, quanto a coraggio e tempismo nelle uscite alte) come ad esempio la pregevole deviazione in corner sulla rasoiata di Kean a un quarto d’ora dalla fine; Kean che, per carità, ha lottato da par suo su qualunque pallone possibile: ma uno come lui non può farsi 80 metri 80 palla al piede seminando panico e difensori, e poi sbagliare il tocco per aggiustarsi palla davanti al portiere, era successo al minuto 66.

Non può, no. E non può Jacopo Fazzini, folletto svelto e pronto a guizzare ma anche a fare tanto casino, tal quale Parisi tanto per dirne uno, non può trovarsi un pallone magico verso la porta e sbracare a due metri dalla medesima con un pallonuccio sbilenco sull’esterno: o calci a botta sicura, o vedi Fabbian che è da solo quasi sulla riga dell’area piccola ad aspettare solo palla in mezzo per chiuderla.

Foto Fabio Vanzi

Non si può. Perché nel frattempo la Viola era tornata la Bruttina Addormentata incapace di mordere, quasi non ne avesse nemmeno voglia, con il solo Manor Solomon a creare veri scompigli, magari ben affiancato da Brescianini, mentre al contrario la catena destra non ha mai funzionato per la solita corrente alternata di Dodo e per la palese insofferenza a quella fascia di Jack Harrison, tanto da non capire perché Cavalletto – insomma la voce di Vanoli qualificato – non abbia mai nemmeno tentato di invertire anche solo per qualche minuto i due esterni, tanto valeva provare, mal che andasse li avrebbe rimessi al solito posto (che non è comunque il loro).

Ma Fagioli e Ndour, anche perché ingabbiati dalla diga pisana, non trovavano gli sbocchi giusti, e soprattutto alla Viola è mancato il ritmo giusto per affrontare una situazione così intricata, troppo tempi di gioco persi in cerca del passaggio più comodo ma meno efficace, e dunque troppe chance agli avversari di riposizionare la maginot difensiva. Ritmo lento, giropalla compassato, e magari qualche imprecisione di troppo, qualche incertezza nel momento topico, e insomma dai dai perfino il Pisa ha capito che in questa sorta di letargo viola poteva intrufolarsi, e poco c’è mancato che non succedesse il patatrac poco dopo l’ora di gioco, per fortuna Dodo ha anticipato di un amen Meister su un lancio da destra, con un tocco rischiosissimo che da un passo ha messo palla oltre la traversa.

E poco prima un fantastico tackle di Ranieri aveva tolto un pallone velenoso dai piedi del solito Meister. Che era entrato quando Hiljemark, dopo l’intervallo, ha pensato di rivoluzionare l’intero pacchetto avanti, convinto di poter osare dall’atmosfera di torpore dell’altra parte. Mentre Cavalletto (e quindi Vanoli) ci ha pensato un bel po’ a cambiare, e son parsi cambi strani, tutti si son chiesti perché togliere Solomon, e dopo anche Fagioli.

Ah, Hiljemark, già: in sala stampa ha detto “oggi abbiamo buttato tre punti”, o non ha visto la partita o fa il paio con il “non dimenticherete il mio nome” dello sbruffoncello allenatore dello Jagiellonia, come si chiama?

E dunque alla fine tre punti d’oro. Anche perché adesso la classifica comincia a parlare un’altra lingua, le squadre dietro le spalle sono quattro, due di queste sono a pari punti ma gli incastri numerici dicono dietro, e davanti Genoa e Torino distano un battito d’ali. Tre punti d’oro ma bisognerà metter a punto molte cose, l’atteggiamento, la garra, la precisione, lavorare un po’ di più sui cross perché ne partono migliaia ma non portano frutti perché son fatti generalmente male, provare soluzioni che consentano più efficacia di affondo in velocità.

C’è il ritorno con i polacchi in Coppetta, giovedì, beh, attenzione, certo, ma insomma partire da +3 è comunque un bel vantaggio. Poi si va a Udine, dopo scende il Parma, quindi a Cremona. Ora, non dico bottino pieno, ma mettere in cascina 7 punti non dovrebbe essere impossibile. Anche brutti e sporchi. Ma un po’ più cattivi, ragazzi, per non rischiare l’infarto ogni volta nei lunghi, infiniti minuti finali.

Ah, dimenticavo. L’arbitro Mariani. Direzione pessima, infelice. Al Pisa mancano almeno tre gialli, e per Caracciolo sarebbe stato il secondo, dunque il rosso. Falli netti non fischiati, anche sul limite dell’area, qualche fischio incomprensibile, discrete incomprensioni con gli assistenti. Se ammonisci Dodo per simulazione, ma attenzione perché il contatto ina area c’è pur se lieve e non da rigore, allora devi mostrare il giallo per la medesima situazione ad Aebischer, e invece nulla. Il povero Piccoli, nei dieci minuti giocati, è stato devastato e denudato. Provvedimenti zero. Un disastro. Durerà fino al 2027, pare. Poerannoi, si dice a Firenze.

FIORENTINA (4-3-3): De Gea; Dodo (77' Comuzzo), Pongracic, Ranieri, Parisi; Brescianini, Fagioli (87' Fabbian), Ndour; Harrison, Kean (85' Piccoli), Solomon (77' Fazzini). A disp.: Christensen, Lezzerini, Kouadio, Gudmindsson, Fortini, Gosens, Balbo, Rugani, Bonanno. All. Daniele Cavalletto

PISA (3-4-2-1): Nicolas; Canestrelli, Caracciolo, Bozhinov; Touré (67' Cuadrado), Loyola (46' Durosinmi), Marin, Angori; Moreo (75' Piccinini), Iling-Junior (46' Meister); Stojilkovic (46' Abischer). A disp.: Semper, Guizzo, Léris, Hojholt, Tramoni, Akisanmiro, Coppola, Calabresi, Albiol, Lorran. Allenatore: Oscar Hiljemark

ARBITRO: Maurizio Mariani di Aprilia; assistenti Bindoni-Tegoni; quarto ufficilae Fabbri; Var Gariglio-Fourneau

MARCATORI: 13' Kean

NOTE: ammoniti Caracciolo (P), Marin (P), Dodò (F), Cuadrado (P), Fabbian (F), Fazzini (F); angoli 4-3 Fiorentina; spettatori 21.896

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